Chi produce i motori Cagiva? I fan non saranno contenti

La Cagiva ha rappresentato uno spaccato di storia del nostro Paese in tema di due ruote. Ecco cosa è accaduto al brand italiano.

La Cagiva per tanti ragazzi cresciuti nell’epoca d’oro dei 125 ha rappresentano un sogno. Per molti ragazzi possedere una Mito o una Planet era il massimo negli anni d’oro del marchio. Per di più la gamma era completata da moto di ben altre cilindrate che inneggiavano alla sportività più autentica che imperniava anche i bolidi Ducati.

Chi produce i motori Cagiva? I fan non saranno contenti
Cagiva – Tuttomotoriweb.it

Il legame del resto indissolubile con la casa di Borgo Panigale non ha mai tradito. Facciamo un excursus al passato su Giovanni Castiglioni, nato nel 1950 a Varese, che si è occupato con la sua azienda di minuterie metalliche in una prima fase. La Cagiva entrò nel mondo delle corse dal 1978, dopo aver rilevato lo stabilimento dove venivano prodotte le AMF-Harley Davidson.

La Cagiva è ancora oggi conosciuta come la C.G.V, ed ha acquistato, nel tempo, notorietà grazie all’ impegno di due fratelli, Claudio e Gianfranco Castiglioni, i quali armati di passione per il motociclismo decisero di sponsorizzare le moto del Team di Pagani, due Suzuki private, guidate da Lucchinelli e Lansivuori.

Ecco che il famoso elefantino, brand voluto nel dopoguerra da Giovanni Castiglioni, fece la sua comparsa, per la prima volta, nel mondo delle corse. Nella metà degli anni ’80 Cagiva cercherà una sua espansione acquisendo marchi come Ducati, Moto Morini ed Husqvarna.

Il fortunato incontro professionale tra Castiglioni e il designer Massimo Tamburini, rilanciò lo storico marchio bolognese. In quei gloriosi anni del motociclismo verranno commercializzate la Ducati 916 e la Monster, nate dalla matita di Miguel Galluzzi. Nel 1992 il marchio rilanciò, questa volta, l’MV Agusta. Nel 1997 al Salone di Milano, infatti, fu presentata quella che fu definita la Ferrari delle due ruote: F4 750.

Un mito chiamato Cagiva

Sul finire degli anni ’90 Cagiva ha ceduto prima Ducati (1996) e a seguire Moto Morini. Nel 2007 anche Husqvarna verrà ceduta a BMW. Nel 2008 MV Agusta verrà ceduta ad Harley Davidson per circa 70 milioni di euro, per essere poi riacquistata dalla famiglia Castiglioni solo nel 2011 rilanciando il marchio premium.

Il marchio Cagiva, con tutti i suoi modelli, uscirà di scena definitivamente, dando spazio solo alla produzione di MV Agusta ma non dalla memoria di tutti gli appassionati, oggi non più giovanissimi, che di certo ricorderanno la Cagiva Elefant 750, vincitrice della Parigi Dakar, la Raptor, la Mito, la Planet, solo per citare alcuni modelli che hanno fatto sognare tra gli anni ’90 e 2000 tantissimi adolescenti il mondo delle corse.

Date una occhiata al video in alto di HOUSE OF BIKERS sulla Mito. I suoi motori quindi non hanno più un ruggito nell’era moderna. Purtroppo i giovanissimi, sfogliano i listini, non troveranno un marchio che ha fatto impallidire il mondo per soluzioni tecniche immortali. Per fortuna che la MV finirà in buone mani e su questo, Ducati docet, è meglio accettare l’idea che gli stranieri hanno idee più visionarie per i nostri top brand.

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