Per chi è curioso di conoscere a fondo il mondo della F1 ed il mondo del motorsport, oggi vi parleremo di come nasce un circuito.
Il mondiale di F1, ma non solo, ha bisogno di un elemento fondamentale per essere svolto, che è importante tanto quanto la presenza dei piloti e delle squadre. Stiamo parlando dei circuiti, che fanno parte del calendario e sui quali si disputano i Gran Premi e tutte le altre gare che contraddistinguono il panorama motorsportivo mondiale.
L’automobilismo, come ben sappiamo, è nato in Europa, ma nel corso della sua storia moderna sono cambiate tante cose. Infatti, sempre più tracciati sono nati in diverse parti del mondo, con una particolare concentrazione in Medio Oriente ed in America. Lo spostamento verso nuovi fronti iniziò con Bernie Ecclestone, e nel 2004 vennero aperte le piste di Shanghai, in Cina, e quella di Sakhir in Bahrain.
Nel 1999 aveva fatto il proprio debutto Sepang, in Malesia, la prima pista realizzata dall’architetto di fiducia dell’ex patron della F1, vale a dire il tedesco Hermann Tilke. In seguito, si è andati sempre più lontani dall’Europa, con l’aggiunta di tracciati come quello di Singapore, Abu Dhabi e quant’altro.
Sotto il dominio di Liberty Media, colosso statunitense che gestisce il Circus, si è passati a costruire nuovi tracciati negli Stati Uniti, e dopo Austin, aperto nel 2012, è arrivata Miami lo scorso anno, e nel novembre del 2023 sarà la volta di Las Vegas. Tutto sta cambiando, ed è difficile pensare di tornare indietro.
La F1 e le altre discipline che sono protagoniste del mondo del motorsport, dunque, hanno grande bisogno di una grande organizzazione per costruire piste e far sì che questi impianti siano ben organizzati, ed in queste ultime ore, abbiamo intervistato l’ingegner Adamo Leonzio, intervenuto alla nostra trasmissione su TV Play.
Ecco come si costruiscono le piste: “Servono due cose. Prima di tutto c’è la fattibilità economica e manageriale, in base ai fondi che si hanno. Dal punto di vista tecnico, dopo aver trovato ciò che serve sul fronte economico, bisogna individuare un’area che faccia al caso della realizzazione di un tracciato. Una volta trovata la giusta estensione, si può partire e non ci sono condizioni particolari se non quella di realizzare un buon layout, che sia compatibile con il mezzo con il quale si intende utilizzare“.
Leonzio ha poi aggiunto: “A monte c’è un discorso di fattibilità tecnica ed economica. Per fare un circuito serve un buon manager che sappia come questo tracciato dovrà essere gestito in futuro. Inoltre, c’è bisogno di un buon tecnico che sappia quali sono le caratteristiche giusto per realizzarlo“.
Leonzio ha poi confermato che l’organizzazione e la precisione tecnica per costruire una pista di F1: “Ci sono norme tecniche e federali da rispettare, ma anche le norme della costruzione ingegneristica“. Per dare un’occhiata al resto della nostra intervista all’ingegnere, potrete vedere il video caricato sul nostro canale YouTube, dove ci sono molto chicche davvero imperdibile.
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