Superbike, Bautista non ha pietà di nessuno: Rinaldi è spacciato?

Alvaro Bautista è uno schiacciasassi in Superbike, e neanche il compagno di squadra può fermarlo. Le sue parole mettono in guardia tutti.

La stagione di Superbike targata 2023 appare già segnata dopo due soli fine settimana di gara, nei quali Alvaro Bautista e la Ducati hanno fatto il pieno. Il campione del mondo ha infatti vinto Gara 1 e Gara 2 sia in Australia che in Indonesia, imponendosi anche nella Superpole Race di Phillip Island.

Superbike Alvaro Bautista in pista a Phillip Island (ANSA)
Superbike Alvaro Bautista in pista a Phillip Island (ANSA)

La Superbike ha conosciuto una storia diversa solo nella gara breve di Mandalika, dove lo spagnolo si è ritirato, concedendo la vittoria alla Yamaha del campione 2021, vale a dire Toprak Razgatlıoğlu, che paga comunque già ben 37 punti di ritardo in classifica. La situazione è già ben chiara.

Superbike, Alvaro Bautista non trascura nulla

La superiorità di Alvaro Bautista nel mondiale di Superbike è schiacciante, e per il momento, nessuno ha le carte in regola per fermarlo. In questi giorni, piloti e team saranno in pista a Barcellona per una due giorni di test in pista, e la speranza della concorrenza è di trovare un modo per dargli battaglia.

C’è ben poco da fare anche per il compagno di squadra, ovvero Michael Ruben Rinaldi, che ha iniziato il campionato con una serie di alti e bassi che non gli permettono di stare alla pari con Bautista. Lo spagnolo, campione del mondo in carica, ha concesso un’intervista a “Speedweek.com“, raccontando alcuni aspetti interessanti del suo lavoro.

Ecco le sue parole: “Michael è un ottimo compagno di squadra, averlo nel mio box e con la stessa moto aiuta molto anche me. Lui può confrontare i suoi dati con i miei e lo vedo spesso utilizzare una configurazione molto simile a quella che scelgo io. Il motivo? Abbiamo uno stile di guida che è molto simile tra di noi, ed inoltre siamo abbastanza alla pari anche in termini di peso corporeo e di dimensioni“.

Bautista ha comunque lodato Rinaldi, facendo però capire che gli è superiore: “Per me è positivo anche il fatto che sia un pilota molto competitivo, è ovvio che quando sei uno che corre nel motorsport vedi sempre il tuo compagno di squadra come il primo rivale che vuoi battere, perché hai a disposizione i suoi stessi mezzi tecnici. Quando vedo che riesce ad essere veloce, io voglio esserlo almeno quanto lui, è una cosa che mi motiva molto. Dunque, alla fine è una cosa positiva per entrambi che siamo compagni di squadra“.

Per quello che mi riguarda, non confronto i miei dati con i suoi. Dal mio punto di vista, sin qui, non ho avuto grossi problemi, non mi serve di sapere dove è più veloce di me. Gli ingegneri della Ducati, a volte, mi dicono che Michael riesce ad essere più veloce in qualche curva, e cerco quindi di guidare in modo leggermente diverso per limare quei 2-3 km/h di differenza, è tutta una questione di dettagli“.

Il campione del mondo della Superbike ha poi sottolineato che lui non tende mai a leggere i dati di Rinaldi, cosa che invece avviene nel senso opposto: “Di solito, lavoro per me stesso con i miei riferimenti, è inutile copiare l’altro, devi lavorare su ciò che sei tu. Guardare troppo i dati del compagno rischia di creare confusione“.

L’inizio di stagione in casa Ducati è stato nettamente a favore di Bautista, ed è difficile pensare che le cose possano andare in modo differente. Il feeling che ha trovato Alvaro su questa Panigale V4R è un qualcosa di impressionante, che nessuno riesce a replicare pur avendo la stessa moto.

Superbike Michael Ruben Rinaldi (LaPresse)
Superbike Michael Ruben Rinaldi e le sue aspettative (LaPresse)

Per Rinaldi si prospetta un’altra stagione di sofferenza, con l’obiettivo di ottenere al massimo qualche vittoria. Il potenziale in lui c’è tutto per far bene, ma quando ti trovi un compagno di squadra così veloce al fianco, diventa davvero difficile pensare di giocarsela alla pari con lui.

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