Hamilton, ammissione clamorosa: che batosta per la Mercedes

Il GP del Bahrain ha visto la Stella chiudere giù dal podio. La forma di un tempo è lontana ed Hamilton non nasconde il proprio disappunto.

Il 2023 doveva essere l’anno della riscossa da parte della Mercedes. Ed invece, stando a quanto visto nei test invernali e nel primo weekend di gara sul circuito del Bahrain, la W14 c’è abbastanza, ma ancora annaspa. Sebbene sia stato disputato soltanto un round di questo Mondiale, si può dunque già escludere che almeno una delle coppe tornerà a Stoccarda. Troppo ampio ancora il deficit in termini di potenza. E anche se è stato fatto un gran lavoro e il porpoising è stato ridotto, la Red Bull viaggia su un altro pianeta.

Lewis Hamilton
Lewis Hamilton su Mercedes (Ansa Foto)

Non bastasse, questa volta si è inserita nella lotta per l’iride l’Aston Martin che, con Alonso, si candida a dare fastidio a quelli che abbiamo sempre nominato top team. Il primo GP stagionale ha visto Hamilton tagliare il traguardo in quinta piazza. Russell, invece, in settima. Niente di esaltante, specialmente se si pensa che c’è stato pure il ritiro di Leclerc dalle primissime posizioni.

Hamilton depresso, cosa deve fare la Mercedes

Analizzando la sua performance a caldo, Lewis ha dichiarato di aver riscontrato le medesime falle notate in qualifica. In particolare per quanto riguarda il passo, più lento pure di quello della verdona.

C’è ancora molto da fare“, ha detto con l’intento di scuotere la squadra. Ma cosa manca alla monoposto nata a Brackley?

L’intoppo non riguarda il funzionamento delle gomme, ma proprio l’auto in generale“, si è pronunciato in maniera caustica. “Il ritmo che avevo mi ha ricordato quello di dodici mesi fa. In mattinata, quando abbiamo fatto il briefing tecnico avevo anticipato che avremmo sofferto e così è stato“, ha considerato dettando come compito principale la ricerca del carico aerodinamico, a suo avviso, il punto debole più importante dell’attuale progetto. “Non appena lo avremo aggiunto sia all’anteriore, sia al posteriore, saremo senz’altro più competitivi“.

Cercando poi di nascondere un po’ la cocente delusione, Ham ha spostato il discorso sulla concorrenza. Nella fattispecie sul suo ex compagno di box in McLaren nel 2007, giunto terzo a danno della Rossa di Carlos Sainz.

Parlando del Samurai, con cui ha duellato in quel di Sakhir uscendone sconfitto, ha affermato: “Voglio fare un plauso a Fernando. Ha fatto un ottimo gran premio. Ed è stato uno spettacolo da vedere“, pensiero a cui è seguito un omaggio all’intero garage della ex Racing Point.

Tanto miele, ma anche un’amara presa di coscienza. “Metà della loro macchina è nostra, senza contare che è stata costruita nella nostra galleria del vento. E’ lì che hanno dato vita al loro pacchetto aerodinamico“, ha buttato lì pungente, scosso per la scoppola rimediata proprio da chi potrebbe essere definito come un team b, stando alle sue esternazioni.

Negando di essere preoccupato, il 38enne ha preferito non aprirsi troppo alla stampa per evitare di peggiorare le cose. “Sappiamo di non essere dove vogliamo. La vettura è difficile da guidare. Ma devo restare positivo, tenere la testa alta e continuare a spronare i ragazzi“, ha stretto i denti evidenziando quanto tuttavia le prestazioni fossero incompatibili con le sue ambizioni da top 3. “Se la SF23 di Charles non fosse finita ko sarei stato ancora più indietro“, ha chiosato realista.

Non meno basso profilo, se non con il morale sotto i tacchi George ha letteralmente dato per persa l’annata proclamando gli energetici già trionfatori finale. “Forse non partiranno sempre al palo perché il Cavallino è forte sotto questo profilo, ma si candidano a vincere ogni evento“, ha di fatto ammazzato a parole il campionato, prevedendo una sorta di “Formula Noia” da qui ad Abu Dhabi.

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