Marc Marquez, Puig vuota il sacco: c’è un solo obiettivo nel 2023

L’otto volte campione del mondo della Honda, Marc Marquez, è pronto per l’annata della svolta, dopo 3 stagioni avari di soddisfazioni.

Da quando Marc è tornato in sella alla sua RC213V, in occasione della gara d’Aragon, l’aspettativa dei tifosi è schizzata alle stelle. Il centauro spagnolo è parso, finalmente, a suo agio sulla Honda, dopo l’ennesima sofferta operazione all’omero destro. Marc ha deciso di sottoporsi al quarta operazione al braccio negli Stati Uniti, sperando di poter recuperare al 100% in vista del 2023.

Marc Marquez Alberto Puig Honda MotoGP (Ansa Foto)
Marc Marquez Alberto Puig Honda MotoGP (Ansa Foto)

L’aspetto positivo è il recupero fisico del giovane, quello negativo è legato alle performance della moto. La casa giapponese ha subito un tracollo, rispetto agli anni dominanti dell’era Marquez. Negli ultimi 3 anni è scivolata all’ultimo posto della classifica costruttori, alle spalle anche della Suzuki. La Ducati è diventata il punto di riferimento in MotoGP, mentre le giapponesi sono rimaste molto indietro. Spaventati dalle condizioni fisiche dell’otto volte iridato, i tecnici del marchio dall’ala dorata hanno scelto di rivoluzionare il mezzo nella speranza di renderlo guidabile anche per gli altri rider della casa di Tokyo. Il risultato finale è stato pessimo.

Pol Espargaró ha colto un terzo posto nella gara d’esordio in Qatar, ma dalle tappe successive non c’è stata storia. Aprilia, Ducati, ma anche KTM e Suzuki, al passo d’addio dalla top class, hanno reso meglio rispetto alla Honda. Marc ha mostrato lampi di grande talento, tuttavia non è stato in grado di trovare la continuità. I problemi di visione doppia, uniti a quelli alla spalla destra, non hanno dato tregua al centauro. Sul piano tecnico la RC213V 2022 è stato un clamoroso passo indietro. Lenta sul dritto, poco agile nei tratti misti, è stata sverniciata dalle rivali. Persino il #93 ha cominciato a palesare dei problemi di feeling.

Il campione di Cervera era sempre stato l’unico in grado di spingere in alto la casa di Tokyo. I problemi hanno riguardato anche le mescole. Nella passata stagione la moto sembrava essere competitiva nei test, in seguito è scivolata fuori dalla top 10. Solo i funambolismi di Marc hanno salvato, in alcuni frangenti, il team Repsol Hrc. Il rientro in Spagna è stato traumatico per l’otto volte iridato. Al primo giro si è reso protagonista di un doppio incidente pericolosissimo, con Quartararo e Nakagami, scatenando grandi polemiche. Lo zero di Aragon per El Diablo ha rappresentato un pesante colpo per la classifica, mentre il compagno di marca giapponese ha riportato delle conseguenze fisiche alla mano.

Il messaggio di Puig a Marc Marquez

Nelle successive tappe Marc ha alternato buone prestazioni a passaggi a vuoto preoccupanti. Alla fine è riuscito a conquistare un solo podio in Australia, sul tracciato di Phillip Island, lottando con Rins per la P1. Ha chiuso l’annata al tredicesimo posto, alle spalle di Luca Marini del team del suo vecchio rivale Valentino Rossi. Al di là dei problemi e dei risultati non all’altezza, il catalano è ancora il faro del team giapponese. Il suo contratto scadrà al termine del 2024. Il prossimo, però, risulterà un anno fondamentale per una rinascita in Honda o, al contrario, per il passaggio futuro in un altro team.

Alex ha già deciso di cambiare aria. Dopo una annata da dimenticare nel team LCR, il fratello minore di Marc Marquez ha scelto di cogliere al volo l’offerta della Ducati. Ecco cosa ha dichiarato nel giorno della presentazione del team Gresini. La casa di Borgo Panigale è la favorita assoluta. La Yamaha e la Honda proveranno a ricucire il gap, tuttavia sembra troppo ampio. Marc si è già lamentato al termine dei test valenciani e vorrebbe poter lottare ad armi pari con Pecco Bagnaia ed Enea Bastianini. MotoGP, Marquez nel mirino: Bradl mette ansia alla Honda.

Alberto Puig, team manager Repsol Honda, ha spiegato gli obiettivi del suo leader: “Il cambiamento non sarà così radicale, ma una cosa di cui siamo certi è che dobbiamo migliorare in diverse aree, non solo in una. Comunque sia, il modello dell’anno scorso non era così diverso da quello precedente. Era un po’ diverso in termini di geometria e distribuzione, ma rimase sempre un RCV Honda, con la stessa configurazione del motore”.

Nell’intervista a Motorsport.com il tecnico della Honda ha aggiunto che qualcosa andrà fatto per arginare lo strapotere tecnico dei rivali. “Quello che sappiamo è che dobbiamo migliorare la moto. Le prove a Valencia non sono andate come previsto. Ma allo stesso tempo, dico che la Honda non si fermerà né si arrenderà. Potrebbe volerci più o meno tempo, ma avremo una moto competitiva. Ovviamente, i test di Sepang saranno molto importanti, ma qualunque risultato otteniamo, qualunque esso sia, non ci demoralizzerà. La priorità è che Marc abbia una moto con cui vincere”, ha concluso il manager.

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