Chi c’era in Fiat prima di Marchionne? Ecco di chi si tratta

Sergio Marchionne è stato uno dei Presidenti più longevi e illuminati in casa Fiat, ma prima di lui c’erano stati davvero non pochi problemi.

La scalata di Sergio Marchionne fino al vertice della Fiat è stata costante e per certi versi davvero incredibile, anche perché fino a prima del suo arrivo c’erano stati molti problemi nella casa torinese, con il suo predecessore che aveva avuto vita breve.

Sergio Marchionne
LaPresse

Il nome della Fiat è sempre stato legato in maniera indissolubile alla famiglia Agnelli, con quello che si può definire a tutti i modi come un casato che ha dato vita a una serie di grandi imprenditori a capo della ditta.

L’ultimo Agnelli che divenne Presidente fu Umberto, con quest’ultimo che prese per la seconda volta questa carica nel 1979, anno in cui poi decise di passare la mano a Nicola Tufarelli.

Da quel momento in poi cambiarono decisamente tante figure a capo della Fiat, con personaggi come Carlo De Benedetti che sicuramente sono stati tra i personaggi più influenti della storia recente d’Italia e lo stesso dicasi per Cesare Romiti.

Il nuovo millennio però non era di certo iniziato nel modo migliore per la Fiat, con i guai finanziari che stavano continuando a mettere in ginocchio l’azienda di Torino e con una serie pazzesca di cambiamenti continui.

Durò davvero molto poco Alessandro Barberis, una figura che veniva visto come l’uomo giusto per rialzare le sorti della ditta data la sua esperienza a capo della Piaggio, ma rimase solo per pochi mesi prima di passare la mano a Giuseppe Morchio.

Ecco chi è stato colui che aveva anticipato l’Era Marchionne, con il suo trascorso alla Fiat che fu davvero molto burrascoso, nonostante durò la miseria di 15 mesi.

Chi è Giuseppe Morchio: il Presidente Fiat prima di Marchionne

La figura di Morchio è stata sicuramente molto singolare, soprattutto perché entro a far parte del gruppo Fiat dopo diversi anni all’interno dell’azienda e in un periodo di profondi cambiamenti.

Venne addirittura inserito già nella dirigenza come una delle figure di spicco il giovanissimo John Elkann, allora solamente 28enne, mentre Morchio venne eletto come amministratore delegato nel febbraio del 2003.

Da quel momento in poi la Fiat continuò a vivere una serie incredibili di problematiche, con l’intervento del Governo che sembrava dover essere fondamentale per poter tenere a galla la baracca.

Per diverso tempo Morchio era stato accusato di non essere l’uomo all’altezza per poter ripianare i problemi al Lingotto e le sue continue richieste di dimissioni stavano facendo impazzire la Borsa, fino al temuto 31 maggio 2004.

Quel giorno l’imprenditore decise di dire definitivamente addio alla carica di Amministratore delegato, lasciando così completamente vacante il posto e senza aver annunciato un suo possibile successore.

La scelta portò a un netto crollo della Fiat in Borsa che perse il 3,6% il giorno seguente e solamente il nome di Marchionne riuscì in qualche modo a placare gli animi sempre più turbolenti tra Wall Street e Milano.

Il fatto di aver praticamente annunciato Marchionne a fine serata permise così di arrivare a una perdita di solo l’1,04%, condizione che fin da subito fece capire come Sergio era visto come l’uomo giusto per la Fiat.

Morchio da quel momento non è più stato considerato al centro di eventuali iniziative legate alla Fiat e più in generale e particolari eventi noti al grande pubblico.