MotoGP, ancora poca potenza per la Yamaha nel 2023? Ecco la verità

La Yamaha soffre da anni di una potenza inferiore rispetto alla concorrenza in MotoGP. Massimo Meregalli spiega come stanno le cose.

In casa Yamaha è in corso un inverno di lunghissimo lavoro per tornare al top della MotoGP il più in fretta possibile. La casa di Iwata viene da un’annata molto difficile, e soltanto i miracoli ed il talento di Fabio Quartararo le hanno consentito di giocarsi il titolo mondiale piloti sino al gran finale di Valencia.

MotoGP Yamaha 2023 (Twitter)
MotoGP Yamaha 2023 (Twitter)

Il marchio nipponico ha vinto soltanto l’iride del 2021 con “El Diablo” dopo quello di Jorge Lorenzo del 2015, facendo intendere che gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una crisi tecnica che non sembra voler passare. Il guaio più pesanti riguarda il motore, sul quale si continua a lavorare da tanto tempo, ma che resta deficitario rispetto agli altri.

Il modo di guidare di Quartararo si sposa benissimo con la M1 nei tratti misti, dove infatti è sempre uno dei più veloci. Il problema per il rider transalpino è che anche gli altri, Ducati su tutti, hanno fatto uno step enorme sul fronte del telaio, avendo dalla loro anche un motore che fa la differenza sui rettilinei.

La nuova Yamaha che è stata svelata a Jakarta, ovviamente, non mostra tutte le novità che vedremo in pista, dal momento che l’aerodinamica definitiva la inizieremo a scoprire soltanto ai test di Sepang il prossimo mese. Tuttavia, sembra che Lin Jarvis ed anche gli stessi piloti siano molto ottimisti, e che l’obiettivo di riprendersi il trono della MotoGP sia più che realistico.

Questo dipenderà, com’è ovvio che sia, anche dal lavoro fatto dagli altri, che di sicuro non staranno a guardare godendosi la superiorità vista lo scorso anno. Nel frattempo, nelle ultime ore sono arrivate delle parole interessanti del team manager Yamaha, vale a dire Massimo Meregalli, storico volto della casa di Iwata e che ha analizzato con molta chiarezza la situazione. C’è un colpo di scena per i fan.

MotoGP, Massimo Meregalli parla del motore Yamaha

In casa Yamaha c’è molta speranza nella nuova M1, svelata pochi giorni fa a Jakarta, alla presenza di Fabio Quartararo, Franco Morbidelli e Lin Jarvis. La moto ha il compito di colmare, almeno in parte, il gap che si era venuto a creare con la Ducati e le altre case europee ormai regine della MotoGP, permettendo ai piloti di poter puntare con regolarità alle prime posizioni.

Il tracollo che si è visto da giugno del 2022 in poi è stato a dir poco inquietante per la casa di Iwata, visto che dopo il successo di “El Diablo” al Sachsenring, che sembrava aver chiuso il mondiale, non è più arrivato un podio, se non il terzo posto del francese maturato grazie ad una gara capolavoro in Malesia.

Tutti gli altri piloti della Yamaha, ovvero Morbidelli per quanto riguarda il team factory, Andrea Dovizioso, Cal Crutchlow e Darryn Binder dell’RNF non si sono praticamente mai avvicinati alla top ten, facendo ben capire la situazione tecnica del costruttore giapponese, ormai nobile decaduto della MotoGP.

Una delle speranze per il futuro è l’arrivo dell’ex motorista della Ferrari, vale a dire l’ingegner Luca Marmorini, che avrà il compito di rendere più performante il motore della M1, vero cruccio di questa moto da ormai troppi anni. Tuttavia, intervistato da “La Gazzetta dello Sport“, il team manager della Yamaha, Massimo Meregalli, ha chiarito un aspetto che in pochi avevano capito.

Ecco le sue parole: “I risultati della nostra partnership con Luca Marmorini si vedranno soltanto a partire dal 2024. Il motore che equipaggerà la nuova Yamaha sarà figlio di quello degli ultimi due anni, lui sta pensando a quello che vedremo tra 12 mesi. Vedremo, solo a quel punto, il nostro vero recupero“.

Nei test di Valencia successivi all’ultima gara del 2022, la Yamaha aveva provato il motore che userà quest’anno, ma Quartararo non ne era rimasto particolarmente soddisfatto. Meregalli ha però spiegato i motivi delle difficoltà di quella giornata: “Avevamo diverse cose da provare tutte in un giorno, e quando il motore ci dava dei piccoli miglioramenti, notavamo delle cose peggiori in altri punti. Per fortuna, tutto ciò è accaduto a Valencia ed abbiamo avuto modo di lavorare e correggere i nostri difetti. Fosse accaduto a Sepang le cose sarebbero state ben diverse e peggiori“.

Le parole di Meregalli lasciano comunque il sospetto riguardo alla potenza per il 2023, che potrebbe non essere ancora al livello della concorrenza. Il quattro cilindri in linea sarà ancora il propulsore che la Yamaha sfrutterà nella stagione che sta per iniziare, nell’attesa che il lavoro di Marmorini venga alla luce per il prossimo anno.