Honda, arriva una critica inquietante: è finito l’idillio con Marquez?

In casa Honda regna il caos. Marc Marquez vorrebbe lottare per la nona corona iridata ed eguagliare Rossi, ma il suo ritorno al vertice è tutt’altro che scontato.

Marc Marquez lo ha dichiarato in più occasioni, anche al termine dei test valenciani. La Honda deve mettergli tra le mani una moto all’altezza del suo talento, cercando di pareggiare la potenza della Ducati Desmosedici. Una competitività top non si ritrova nel giro di poche settimane, ma richiede anni. La Honda dal 2011 al 2019 ha conquistato 8 titoli mondiali costruttori di fila, ma nelle ultime tre annate la Ducati Desmosedici ha dettato legge in MotoGP.

Marc Marquez Honda (Ansa Foto)
Marc Marquez Honda (Ansa Foto)

Complici gli infortuni del catalano, in top class si sono succeduti tre campioni del mondo diversi nelle ultime tre stagioni. Il primo a sfruttare l’assenza di re Marquez è stato nel 2020 Joan Mir, nel 2021 a festeggiare è stato Fabio Quartararo, mentre nel 2022 è salito sul tetto del mondo Pecco Bagnaia. Marc Marquez è stato sostituito da Stefan Bradl in occasione della stagione 2020. Il centauro tedesco conquistò soli 27 punti, chiudendo al diciannovesimo posto. Il tonfo del #93 a Jerez de la Frontera provocò un terribile vuoto. L’omero destro di Marc fu operato e Bradl rimpiazzò l’otto volte campione del mondo anche ad inizio 2021, non andando oltre ad una dodicesima posizione in Spagna.

Il nativo di Augusta ha corso, complessivamente, 5 gare nel 2021, non riuscendo mai a trovare il giusto feeling con la moto giapponese. I problemi all’omero e il riacutizzarsi della diplopia hanno rispedito Marquez all’inferno. Dopo aver saltato interamente il campionato 2020, infatti, il catalano era riuscito nel 2021 a tornare a lottare per la prima posizione. Su uno dei suoi circuiti preferiti, nel tempio del Sachsenring, il 20 giugno 2021, Marc tornò a festeggiare una P1. In quell’annata si è ripetuto anche ad Austin e Misano. Tutto sembrava essere tornato come ai vecchi tempi, sebbene il gap in classifica da Quartararo e Bagnaia era troppo ampio per pensare ad una sfida mondiale.

La caduta in allenamento sulla moto da cross, subito dopo la vittoria in Italia, riportarono il centauro in uno stato di atroce sofferenza. Già nel 2011, nelle prove libere del GP della Malesia, il Cabroncito era caduto al suolo, rinunciando per la visione doppia alla conquista del titolo nella classe di mezzo. L’anno successivo tornò in formissima, conquistando il riconoscimento iridato in Moto2. Brivio, che bordata a Honda e Yamaha: volano parole pesanti. MotoGP, Marquez nel mirino: Bradl mette ansia alla Honda.

Honda, il destino di Marc Marquez

Dopo il calvario alla spalla destra e il guaio alla vista, anche il 2022 è terminato ancor prima di cominciare. Dopo la tappa al Mugello l’otto volte iridato ha deciso di volare negli Stati Uniti per l’ennesima operazione all’omero. Stavolta il campione della Honda si è affidato ai migliori specialisti al mondo. L’ennesima riabilitazione è stata pesante, ma la casa nipponica potrebbe, finalmente, riavere lo spagnolo al top della forma fisica per l’inizio della stagione 2023. A preoccupare, però, non sono più gli acciacchi del #93 ma le performance della moto.

Nel 2022 la casa dell’ala dorata ha concluso all’ultimo posto della graduatoria costruttori, alle spalle anche della dimissionaria Suzuki. Marc è salito solo una volta sul podio, nell’entusiasmante Gran Premio di Phillip Island. Il teammate Pol Espargaró, invece, ha calcato il podio nella tappa inaugurale in Qatar. Il centauro di Cervera ha impiegato diverse gare prima di tornare competitivo per le prime posizioni, lanciando l’allarme sul livello di competitività della RC213V. La Honda ha rivoluzionato il progetto che aveva fatto le fortune dello spagnolo, sperando di rendere più guidabile il bolide.

Nessuno dei piloti della casa di Tokyo, compresi i rider del team satellite, hanno trovato il feeling giusto. Il fratello minore di Marc ha scelto di dire addio alla Honda. Alex correrà nel 2023 in sella alla Ducati del team Gresini, prendendo il posto di Enea Bastianini. Per una completa rinascita il Cabroncito ha bisogno di una moto agile nei tratti misti e più veloce sui rettilinei. Le innovazioni tecniche portate dalla Ducati negli ultimi anni hanno creato un gap notevole con il costruttore giapponese. Secondo Stefan Bradl, però, i problemi sono svariati.

Avere un talento eccezionale come Marc Marquez nel team è sia una benedizione che una maledizione – ha tuonato il rider tedesco in un’intervista a Speedweek – non è facile per il team principal e gli altri capi della Honda. Una volta ho letto che il capo della KTM, Stefan Pierer, ha dato una ragione per non voler assumere Marquez. Se vincono è merito del pilota. E se perdono è colpa della moto. Questo era il loro ragionamento. Questa situazione non è facile da gestire”.

Il nativo di Augusta ha sottolineato che stanno lavorando sodo affinché Marc possa lottare per podi e vittorie nella prossima stagione. “Stiamo facendo tutto il possibile per avere di nuovo un pacchetto competitivo – ha annunciato Bradl – vedremo come si svilupperanno i prossimi sei mesi. Se c’è quell’interesse, parleremo al momento giusto. Non c’è altro da dire in questo momento”.