Motori 2026: perché la Ferrari ha dichiarato “guerra” alla Red Bull

Dopo aver rifiutato di firmare il verbale del meeting dei motoristi, la Ferrari non è stata invitata a quello conclusivo. Ecco il suo parere.

La paura di finire cornuta e mazziata ha prevalso. Per cui alla fine la Ferrari non se l’è sentita di firmare il verbale relativo alla discussione sulle power unit che verranno utilizzate a partire dal 2026 svoltasi lo scorso novembre. E alla luce di questo rifiuto non la FIA non ha voluto invitarla in occasione dell’ultimo incontro dell’anno del 15 dicembre, sempre per disquisire sullo spinoso tema.

Red Bull e Ferrari (ANSA)
Red Bull e Ferrari (ANSA)

Ma perché, vi chiederete, un tale comportamento da parte del Cavallino? Beh, semplice. Alla Red Bull, che dopo l’addio di Honda si è dovuta dedicare anche alla preparazione dei motori, i piani alti vorrebbero assicurare un trattamento da new entry.

In pratica la Federazione avrebbe espresso la volontà di allargare alla Red Bull Powertrains le concessioni garantite agli eventuali nuovi costruttori che arriveranno, come Audi, già certa con il team Alfa Romeo.

Qualcosa di inaccettabile secondo i vertici di Modena, già con il dente avvelenato per la penalità blanda data dai federali agli austriaci per la vicenda del budget cap del 2021 violato.

Dunque, il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Benedetto Vigna si sarebbero detti pronti a far valere il diritto di veto che spetta alla Scuderia. Il timore è che tale tira e molla porti ad una frattura insanabile tra i costruttori attualmente presenti.

Ferrari contro Red Bull, come finirà

La Gestione Sportiva si sarebbe impuntata sul fatto che alla luce dell’attuale ruolo degli energetici sono ormai dei motoristi, o comunque, avendo tra le mani tutta la documentazione di Sakura, non possano essere considerati dei principianti.

Dal loro i tecnici di Milton Keynes continuano a fare gli gnorri, sostenendo al contrario di non aver mai utilizzato la proprietà intellettuale dei nipponici.

Ovviamente passare per dei rookie porterebbe al team campione del mondo diversi vantaggi, sia per quanto concerne le prove al banco, sia per i test. Un’ingiustizia nei confronti degli attuali concorrenti, ma altresì per chi come la Casa dei quattro cerchi partirà effettivamente da un foglio bianco.

Ad agitare gli animi della Rossa riguarda i dettagli anche altri dettagli, come il controllo elettronico delle nuove PU. Un’area che rappresenta oggi una zona griglia. Una battaglia vinta invece sarebbe quella concernente l’uso delle stampanti 3D per la costruzione di alcune parti strutturali, prontamente bloccata.

Quando la prossima settimana Frederic Vasseur entrerà ufficialmente in carica al posto di Mattia Binotto, rimosso a fine stagione di F1 dall’incarico di responsabile del muretto, avrà subito del materiale esplosivo su cui lavorare. Ormai il peso politico della compagine italiana è pressoché nullo, per cui ci sarà da rimboccarsi le maniche per evitare ulteriori beffe.

Intanto dal Giappone si sono mossi per orchestrare la loro linea di difesa e prepararsi per il ritorno. Koji Watanabe, boss di Honda Racing, è stato inviato in avanscoperta per tastare il terreno. Il piano è quello di un progetto inedito che nulla ha a che vedere con Red Bull, a quanto pare in trattativa con Ford. L’idea sarebbe quella di rientrare, per l’ennesima volta, in veste ufficiale.