Lutto nel mondo della F1: era un punto di riferimento per tutti

Se n’è andato ad 87 anni un nome noto dell’automobilismo e della F1. Legato soprattutto ai big, fu con Lauda che ebbe il rapporto migliore.

Le scarpette, morbidissime e leggere, che vediamo indossate da tutti i piloti delle quattro ruote, sono state una sua invenzione. Francesco Liberto, volato in cielo all’alba del nuovo anno, ha letteralmente rivoluzionato l’abbigliamento dei corridori, almeno per quanto riguarda i piedi.

Ciccio di Cefalù, questo il suo soprannome, era nato in una famiglia non particolarmente abbiente, tanto che già a 6 anni venne mandato ad apprendere la professione di ciabattino nella bottega della zio situata sul lungomare. Lì il suo talento esplose subito. I sandali in cuoio di sua produzione diventarono presto ambiti e rinomati.

F1 Lutto
F1 Lutto Francesco Liberato

La F1 piange, lo esaltò anche Enzo Ferrari

Il tam tam arrivò fino al Circus e il Drake lo volle come fornitore ufficiale per la Rossa. Nel 1977 lo inserì addirittura nel suo celebre libro “Piloti Che Gente”, elogiandone la bravura per diversi motivi.

Il più importante ci riporta al 1976, precisamente al terribile rogo sul circuito del Nurburgring che vide vittima Niki Lauda, allora al volante della 312 T. Come noto l’austriaco del Cavallino, riportò ustioni su tutto il corpo, alcune molto gravi, ma i piedi si salvarono, proprio grazie ai calzari creati da Liberato.

L’innovativa intuizione prese corpo nel 1965 durante la Targa Florio. In quell’occasione l’87enne ascoltò i lamenti dei vari Ignazio Giunti, Nanni Galli e Geki Russo, alle prese con normalissimi e poco adatti mocassini, che non aiutavano la circolazione del sangue e a tratti procuravano bruciature per via delle alte temperature raggiunte dall’abitacolo.

Dopo aver pensato e riflettuto, identificò nelle scarpe usate dai pastori delle Madonie una possibile strada da seguire. Per fare una prova, ne creò alcuni modelli. Uno, speciale, andò a Vic Elford, alle prese con problemi importanti all’alluce destro. Per lui Ciccio decise di fare un numero 44 per il piede sinistro, e un 42 per il destro. Una trovata che consentì al britannico di aggiudicarsi la Targa in coppia con Umberto Maglioli.

Sua fu altresì l’invenzione delle scarpe ignifughe approvata dalla Federazione Internazionale e oggi esposte al Museo Porsche di Stoccarda, in quello Ferrari di Maranello e  dei fratelli Rossetti di Milano. Anche al Romans in Francia e al Deutsches Ledermuseum in Germania.

Un curioso episodio ebbe come protagonista Clay Regazzoni che da Tokyo inviò all’artigiano siciliano una cartolina con tanto di ordine, senza però aggiungere l’indirizzo. Ciò malgrado lo scritto arrivò senza problemi.

Un lutto non solo italiano

Tra i clienti illustri di Liberato si annoverano Michael Schumacher, Nino Vaccarella, Jackie Ickx, René Arnoux, Patrick Tambay, Andrea De Adamich, Jacques Laffitte, Emerson Fittipaldi, Sandro Munari e Sebastian Vettel.

Particolarmente importante fu il suo rapporto con la Porsche. Il marchio tedesco oltre ad avergli dedicato un video-documentario dove veniva definito “una leggenda vivente”, lo volle inserire nello spot dedicato alla 718 Boxter Gts, girato sulle strade della mitica Targa. Nella sua storia non sono mancate neppure citazioni da parte di tv straniere come la BBC, o il programma Top Gear. E il suo nome arrivò pure in Venezuela, con il presidente Hugo Chavez di allora a chiedergli espressamente delle racing shoes dedicate.

La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dal sindaco di Cefalù Daniele Tumminello con queste calorose parole: “Tramite la sua maestria ha contribuito a pubblicizzare nel mondo la nostra ridente cittadina. La particolarità delle sue originali creazioni lo avevano fatto iscrivere nel Rei dell’Unesco come “tesoro umano vivente”.