Wolff, confessione sulla Mercedes 2023: i tifosi già sognano

Dopo l’accensione del motore della Mercedes W14, Wolff ha parlato dello sviluppo della monoposto e ha forse svelato qualche dettaglio.

Una pole position e una sola vittoria, in Brasile, a fine stagione. In mezzo molti podi ma comunque frutto spesso dei problemi di Red Bull e Ferrari e non realmente di grandi prestazioni di squadra. Per la Mercedes il 2022 è stato il peggiore da quando nel 2014 ha cominciato a dominare nell’era turbo-ibrida. Un progetto quello della W13 che aveva sconvolto il paddock, con soluzioni innovative (vedi le pance) che fin da subito avevano fatto paura alla concorrenza, ma che poi si sono rivelate degli azzardi che non hanno minimamente reso competitiva la vettura, tutt’altro. Tanto che avevano fatto ammettere a Lewis Hamilton, che di vetture vincenti se ne intende, che era la peggior macchina guidata in carriera, addirittura davanti a quella McLaren che nel 2009 sembrava non volerne sapere di andare.

Mercedes, Toto Wolff (ANSA)
Il team principal Mercedes Toto Wolff (ANSA)

Proprio negli auguri di fine anno, la Mercedes ha seguito alla lettera il pensiero di Toto Wolff, piazzando la W13 in un posto speciale nel museo della scuderia anglo-tedesca, come monito per le prossime stagioni su quanto non fare, per non ripetere i madornali errori che sono costati una stagione pessima al team.

Che le cose non sarebbero andate bene lo si era capito, ha poi ammesso il team principal, già nell’ottobre 2021, con un’attenzione troppo esagerata su alcuni aspetti della vettura, con il dt Mike Elliott che ha confermato: “Penso che nell’aerodinamica, queste vetture siano tali da voler correre molto basse al suolo e penso che quello che stavamo trovando nel fondo piatto fossero enormi guadagni con la macchina che funzionava in un certo modo. Con il senno di poi, abbiamo spinto troppo in quella direzione. Penso che abbiamo imparato molto grazie a questo“.

Un progetto che sembrava proprio non voler funzionare, tanto che per i primi mesi la Mercedes vagava senza meta, non riuscendo a capire quale tipo di sviluppo apportare alla W13 per farla tornare competitiva. Poi ecco che la chiave di volta è stata trovata, con una monoposto che è cambiata enormemente fino a fine stagione, dove ha cominciato a cogliere i frutti del duro lavoro messo in campo per risolvere una situazione che sembrava disperata.

Wolff e il progetto 2023 Mercedes

Nei giorni scorsi il team ha svelato che c’è stata la prima accensione del motore sulla vettura per la prossima stagione, un evento che molti festeggiano come “primo vagito” della monoposto che verrà. Ma intanto continuano gli sviluppi per completare in tutto e per tutto la W14, che dovrà necessariamente segnare un punto di svolta rispetto al 2022.

E a parlarne è stato proprio Toto Wolff, che a PlanetF1 ha scommesso: “Il progetto della monoposto 2023? È pieno di sorprese. L’ultima volta che l’ho vista ho pensato ‘oh, sembra uguale alla W13’, ma spero che non sia lo stesso“. Una battuta, che però potrebbe svelare quantomeno il fatto che esteticamente la nuova macchina sarà nelle forme molto simile a quella “pensionata”, magari con le pance molto rastremate ed estreme come lo scorso anno, ma comunque diversa in altri aspetti.

Sono andato nella galleria del vento e sembra la macchina di quest’anno ma mi dicono che sotto è molto diversa – ha ammesso il team principal Mercedes -. Le differenze riguardano il flusso d’aria, la distribuzione del peso, la mappa aerodinamica. La nostra macchina è cambiata radicalmente a metà anno. Abbiamo cambiato il concetto ma non abbiamo visto nulla sulla carrozzeria“.

Anche se le vetture sembrano simili, Wolff spera che nessuna delle cattive soluzioni della W13 siano state trasferite sulla nuova monoposto: “Penso che abbiamo una comprensione molto migliore di quali fossero i problemi. Abbiamo sbucciato solo uno strato di cipolla, e sotto c’erano ancora più problemi, ma penso che siamo arrivati ​​al punto che capiamo abbastanza bene perché la macchina non era performante“. Poi ha aggiunto, rassicurando i propri fan: “La correlazione almeno c’era per alcune piste, quindi il problema è tutto nei minimi dettagli, di come possiamo far funzionare la macchina dal punto di vista aerodinamico, come possiamo migliorare la guida e renderla più divertente. Penso che se riusciremo a risolverlo, possiamo fornire una piattaforma stabile ai piloti e possiamo svilupparla da lì in avanti“.