Quanto costa la benzina delle auto di F1? Che botta per i team

Le F1 sono spinte da motori turbo-ibridi, per cui è ancora presente il motore a combustione che va a benzina. Ecco quanto costa.

Gli ultimi anni del mondiale di F1 sono stati caratterizzati da un cambiamento epocale, che ha portato i motori termici ad essere abbracciati sempre più dall’elettrificazione. Nel 2009 fece il proprio esordio il KERS, sistema di recupero dell’energia cinetica, che garantiva un tot di cavalli in più al giro, nulla a che vedere con l’avvento delle power unit turbo-ibride datato 2014.

F1, Ferrari (ANSA)
F1, Ferrari (ANSA)

In primis, la F1 torno ai motori turbo, con dei V6 da 1.6 di cilindrata abbinato all’MGU-H ed all’MGU-K, con questo che sarebbe il vecchio KERS ovviamente aggiornato ed ancor più potente. Dai 750 cavalli dei motori V8 dell’epoca 2006-2013, si è arrivati agli oltre 1000 grazie alla combinazione tra termico ed elettrico, ma c’è da dire che i fan non hanno accolto con grande piacere la novità.

I test pre-stagionali del 2014 furono uno shock per tutti, perché si scoprì che i nuovi motori non facevano rumore, o meglio, il loro sound non era neanche lontanamente paragonabile alla sinfonia dei loro predecessori. In sostanza, era avvenuto un cambiamento epocale, dal quale non si sarebbe mai più tornati indietro.

Questi motori hanno comunque dei lati positivi, ed in primis sono meno inquinanti rispetto al passato. Oltre a ciò, sono anche molto più efficienti e, soprattutto, affidabili. Ai tempi dei V10, fino al 2002, si cambiavano motori in continuazione, anche tra qualifiche e gara, e le rotture erano all’ordine del giorno.

Per regolamento, in questi ultimi anni, si possono utilizzare un massimo di tre power unit per oltre 20 gare, ed al massimo i team vanno in penalità un paio di volte a stagione, utilizzandone 4-5 nei casi di minor affidabilità. Oltre a ciò c’è da dire che i guasti sono molto meno frequenti, a parte i casi di problematiche che hanno colpito la Ferrari e l’Alpine nel 2022, ma dobbiamo ricordarci che era la prima stagione con monoposto del tutto nuove, e ciò ha sicuramente avuto un impatto anche sui motori.

L’obiettivo del Circus è quello di limitare al massimo le emissioni, e da quest’anno sono stati utilizzati dei bio-carburanti, che andranno a svilupparsi sempre di più fino al 2030, anno in cui c’è la volontà di arrivare a zero emissioni. Il target è sicuramente importante, ma con le nuove tecnologie e lo sviluppo continuo, non è affatto impossibile che venga raggiunto.

Nel 2026 arriveranno power unit del tutto nuove, dalle quali sparirà l’MGU-H, ma che saranno condizionate da una parte elettrica ancor maggiore. Da quell’anno, il 50% della potenza sarà prodotta proprio dalla parte a zero emissioni, ed il restante 50% da quella termica, mentre il rapporto odierno è di un 70-30 per il motore a combustione. Con buona pace dei puristi, i tempi sono cambiati, e c’è la netta sensazione che continueranno a mutare.

F1, ecco quanto costa la benzina delle monoposto

Stando ai prezzi attuali della benzina, si stima che una monoposto di F1 odierna, per fare un pieno, richiederebbe una spesa di circa 254 euro, una cifra davvero folle. Altre stime parlano di un consumo di circa 15-20 euro per litro, e ciò ci fa capire quanto possa essere difficile fare un raffronto con le auto stradali.

Attorno alle benzine delle macchine di F1 c’è uno studio incredibile, visto che possono influire anche sulle potenze delle power unit. Tanto per fare un esempio, la Ferrari lavora dal lontano 1996 con la Shell, che ogni anno sviluppa carburanti sempre più innovativi e meno inquinanti, ma lo stesso è valido anche per gli altri produttori.

La benzina deve chiaramente essere trattata in modo unico per questa tipologia di veicoli, e spesso capita che qualche problema al sistema di pescaggio possa addirittura portare le vetture al ritiro. Ciò è successo alle Red Bull di Max Verstappen e Sergio Perez ad inizio 2022 in Bahrain ed in Australia, ma sono molti i casi in cui la benzina è stata determinante.

Ad esempio, i calcoli devono essere fatti in modo perfetto, visto che non sono mancati i casi in cui alcuni piloti sono stati squalificati a fine gara per mancanza di benzina nei serbatoi. Infatti, da regolamento, la vettura deve arrivare a fine corsa con un litro di benzina per essere sottoposte ai controlli della FIA, e se ciò non accade si viene estromessi dalla classifica finale.

Ciò è accaduto lo scorso anno a Sebastian Vettel in Ungheria, con il tedesco che per questo motivo perse un fantastico secondo posto a causa di un errore dei tecnici dell’Aston Martin. In questo sport, nulla può essere lasciato al caso, perché la beffa è sempre dietro l’angolo per un motivo o per l’altro.