Hamilton e Alonso: un ex McLaren svela la verità sul Mondiale 2007

In una intervista, un ex meccanico di Alonso è tornato sull’esperienza dello spagnolo con Hamilton e su quella sfida fratricida che costò il Mondiale.

Con l’addio di Sebastian Vettel, i due grandi campioni ancora in F1 per il 2023 saranno Lewis Hamilton e Fernando Alonso. Il britannico, dopo un 2022 decisamente sottotono a causa prima dei “postumi” da delusione dopo Abu Dhabi, che ha regalato il titolo a Max Verstappen, ha sofferto poi molto una Mercedes W13 poco competitiva, che però nella seconda parte dell’anno è riuscita a colmare almeno in parte il gap con Ferrari e Red Bull. L’unico successo stagionale della scuderia anglo-tedesca però è arrivato con George Russell in Brasile, con Lewis che ha chiuso l’annata senza neanche una vittoria, cosa che non è mai capitata da quando è sbarcato nel 2007 nel Mondiale. C’è però chi pensa a un 2023 di nuovo sulla cresta dell’onda per lui, come si aspettano milioni di fan.

Lewis Hamilton e Fernando Alonso (ANSA)
Lewis Hamilton e Fernando Alonso (ANSA)

Dall’altra parte invece Alonso ha chiuso due stagioni con Alpine senza grosse soddisfazioni, mentre il suo rientro nel Circus dopo diversi anni di stop avevano fatto pensare a una seconda parte di carriera che lo avrebbe visto di nuovo ad alti livelli. Al momento l’asturiano però non ha centrato l’obiettivo e dal 2023 tenterà con Aston Martin di fare questo salto definitivo e magari chissà competere per quel Mondiale che gli manca dal 2006.

C’è da dire che i due però rimarranno per sempre uniti per quell’annata 2007 vissuta insieme in McLaren, che è stata una delle più travagliate per il campione spagnolo ma anche la prima per il britannico. Fernando arrivò nella scuderia più titolata che voleva rilanciarsi dopo qualche stagione non troppo brillante. E aveva scelto proprio Alonso, il campione emergente, che nel 2005 e 2006 era riuscito non solo a battere la McLaren stessa ma anche Michael Schumacher. Dall’altra parte però Ron Dennis aveva deciso anche di puntare forte su un ragazzino come Hamilton, che dopo aver strabiliato nelle serie minori chiedeva spazio tra i grandi. Nessuno però a inizio anno si sarebbe aspettato che il confronto tra i due sarebbe stato uno dei più accesi mai visti in F1.

Alonso-Hamilton, erano loro il problema in McLaren?

Negli anni scorsi molti ex protagonisti di quel box hanno raccontato la loro versione, con dettagli più o meno “scabrosi” nel rapporto tra i due piloti ma anche sulle gerarchie che c’erano in quel periodo in McLaren. Tutti però hanno confermato che le aspettative vedevano Alonso come colui che avrebbe guidato la squadra. Tutti si attendevano grandi cose da lui, visto che aveva conquistato due titoli negli ultimi due anni. Inoltre la scelta di Hamilton era chiara a tutti: far crescere un giovane talento alle spalle del campione e assicurarsi in futuro nuovi titoli. Peccato però che la pista ha subito detto altro.

Infatti fin dalle prime battute è parso chiaro che Lewis fosse davvero competitivo, tanto quanto l’asturiano, che ha cominciato dopo poco a mal sopportare questo dualismo, spinto anche dal fatto che ai vertici della McLaren non dispiaceva affatto vedere il britannico vincere, anche per una questione di sponsor. Nei mesi scorsi l’ex meccanico della scuderia di Woking, Marc Priestley aveva confessato che una delle tattiche di Fernando era portare tutta la squadra dalla sua parte, tanto da arrivare a pagare i meccanici, anche di Hamilton, per battere l’inglese. Una dichiarazione forte, che ha lasciato tutti perplessi.

Nelle scorse ore però è intervenuto sulla vicenda anche Mark Slade, l’ingegnere di Alonso in quella stagione, che a Motorlat ha ammesso: I problemi erano più all’interno del team, ad essere onesti. L’atmosfera della squadra era piuttosto scadente. Penso che siano successe alcune cose che hanno esasperato i problemi che c’erano. Direi che avrebbe potuto essere gestita meglio la situazione. Le cose non hanno funzionato come avrebbero dovuto. In realtà abbiamo buttato via il campionato nel 2007“.

Poi ha confessato: “Penso che se Fernando fosse stato adeguatamente sostenuto, probabilmente avremmo vinto i campionati ’07 e ’08. Chissà cosa sarebbe successo dopo, ma eccoci qua. È andata così“. E proprio sullo spagnolo ha aggiunto: “Non si arrende mai ed è super veloce. Sapevi solo che stavi lavorando con qualcuno che cercava disperatamente di vincere ogni gara a cui partecipava, quindi è stato fantastico. Non ho mai avuto problemi con Fernando stesso. Mi è piaciuto molto lavorare con lui“.