F1, si torna al passato nel 2026? In programma un grande cambiamento

Le F1 attuali sono molto prestazionali ed efficienti, ma hanno nelle dimensioni un gran limite. Ecco come sono pronte a cambiare.

Il mondiale di F1 targato 2022 si è concluso da poco, ed è stata l’occasione per vedere all’opera le nuove monoposto ad effetto suolo per la prima volta. Quella vista in questa stagione è stata la rivoluzione più importante dell’epoca moderna, forse superiore anche a quella del 2014, quando debuttarono le power unit turbo-ibride, che diedero il via al ciclo dominante della Mercedes.

F1 (ANSA)
F1 (ANSA)

Le nuove vetture hanno conosciuto un notevole aumento sul fronte del peso, con il minimo fissato a 798 kg senza pilota e scariche di carburante, arrivando a toccare anche i 900 kg ad inizio gara. Per uno sport come la F1, siamo veramente oltre ogni limite, considerando che le auto degli anni Duemila non superavano i 600 kg.

Anche sul fronte delle dimensioni, ovvero lunghezza e larghezza, non c’è alcun paragone fattibile con il passato. Tanto per darvi un’idea, vi daremo ora conto del paragone tra la Red Bull RB18 che si è laureata campionessa del mondo con Max Verstappen e la Ferrari F2004 che dominò la scena con Michael Schumacher.

Parliamo di monoposto che hanno 18 anni di differenza, una vera e propria epoca considerando le grandi differenze che ci sono tra un solo anno e l’altro. La RB18 è lunga circa 5,2 metri, mentre la F2004 non superava a 4,5, ed era l’auto più lunga di tutta quella stagione.

Le dimensioni hanno iniziato a conoscere un deciso aumento a partire dal 2010, il primo anno dopo l’eliminazione dei rifornimenti in gara. Ciò ha comportato l’allungamento del passo per ospitare dei serbatoi più grandi, ma non era ancora nulla in confronto a quanto accaduto dal 2017 in avanti.

Proprio in occasione della data appena citata, venne imposto un regolamento che privilegiava l’aerodinamica e che rese le vetture più veloci di circa 3-4 secondi rispetto all’anno precedente, portando a sbriciolare tutti i vari record sul giro. Per farlo arrivarono ali anteriori e posteriori molto larghe, esattamente come il corpo vettura in sé e per sé. A ciò vanno aggiunti anche i “gommoni” prodotti dalla Pirelli, che hanno favorito un netto aumento del grip, ma anche un ulteriore ingrossamento delle macchine.

Le vetture odierne non sono più adatte a gareggiare su alcuni tipi di tracciato, come quello di Monte-Carlo, dove assistiamo a dei trenini ancor più evidenti e noiosi rispetto al passato. Le grosse dimensioni hanno portato queste auto ad essere poco maneggevoli, peggiorando nettamente il loro comportamento anche sul bagnato.

Il peso raggiunto oggi è quasi al livello dei prototipi impegnati nelle gare endurance, che però gareggiano con le ruote coperte ed hanno sempre mantenuto una massa attorno ai 1000 kg. In molti invocano un cambiamento in chiave futura, e pare che per il 2026 ci sia un piano ben preciso in cantiere per tornare al passato.

F1, dal 2026 si può tornare a vetture più leggere e corte

Nel corso della nostra diretta streaming nel programma “Ultimo Giro“, avevamo affrontato l’argomento relativo alle F1 moderne, troppo ingombranti e pesanti nel confronto con quelle del passato. In FIA c’è uno studio relativo alla volontà di tornare a gareggiare con monoposto più leggere e corte, che possano tornare ad essere più guidabili, soprattutto sulle piste cittadine.

A tal proposito si è esposto Nikolas Tombazis, ex ingegnere Ferrari ed ora direttore tecnico della Federazione Internazionale. Intervistato da “The-Race.com“, l’esperto, che dal 2018 lavora in FIA, ha confermato che c’è l’intenzione di ridurre le dimensioni delle F1, ed il tutto dovrebbe avvenire nel 2026, quando entreranno in vigore le nuove norme sulle power unit.

Ecco le sue parole: “La riduzione delle dimensioni delle auto potrebbe portare ad un risparmio di peso di circa 35 kg, e ci stiamo pensando molto spesso. Rispetto agli anni Duemila, queste auto sono più pesanti di circa 200 kg, e non potremo mai far dimagrire le monoposto di così tanto, ma qualcosa si può fare. Di quei 200, circa 100 sono legate alla power unit ed a tutte le sue componenti, che sono state il fattore maggiore dell’aumento. Vorremmo che dal 2026 le auto diventassero più strette e corte, ciò ci aiuterebbe a risparmiare molto peso, speriamo di potercela fare“.

Le dichiarazioni di Tombazis fanno ben sperare, e ci sono ancora circa tre anni per cercare di trovare il metodo migliore. Sarebbe bello tornare a vivere gare emozionanti anche in piste come Monte-Carlo o Singapore, dove ormai il risultato è scontato sin dalle qualifiche per via delle dimensioni delle vetture. Il Circus viaggia verso il futuro e non abbandonerà mai le power unit, ma qualche intervento è ormai necessario.