Hamilton attacca, Perez risponde: le parole di Checo fanno discutere

Sergio Perez è stato spesso provocato dal sette volte campione del mondo, Lewis Hamilton, per le sue difese. Il messicano ha risposto a tono.

Perez è arrivato terzo al mondiale a soli 3 punti da Charles Leclerc. I due hanno lottato nella seconda parte di stagione per il riconoscimento di vice campione del mondo. Non sarà determinante e, forse, tra qualche tempo nessuno ricorderà il podio del campionato 2022, ma il nativo di Guadalajara teneva particolarmente a mettersi alle spalle il monegasco. Questione di prestigio, ma anche di sponsor. Se fosse arrivato secondo ad Abu Dhabi il team avrebbe festeggiato la prima doppietta stagionale e l’en plein in graduatoria.

Lewis Hamilton Sergio Perez (LaPresse)
Lewis Hamilton Sergio Perez (LaPresse)

In situazioni del genere ballano svariati milioni, come confessò anche Bottas al termine del 2021. Nei contratti vi sono una serie di bonus, personali e di squadra, che possono far accrescere il patrimonio dei driver. La perdita della corona iridata nel 2021, non solo costò a Lewis, ma anche al finlandese. Perez avrebbe potuto, serenamente, battere Leclerc, nelle ultime battute del campionato. La Ferrari si è dimostrata in clamorosa difficoltà, mentre la RB18 ha sprecato diverse occasioni. In Brasile, ad esempio, il crash tra Verstappen ed Hamilton ha spalancato la strada al messicano. Quest’ultimo non è stato in grado di tenere il passo del giovane Russell, chiedendo nel finale, anche l’aiuto di Verstappen per 2 punti extra.

Il Checo sarebbe finito, comunque, alle spalle del monegasco, dato l’esito del Gran Premio d’Abu Dhabi. Nonostante la partenza dalla prima fila, Perez ha degradato molto presto le sue mescole, pur non avendo un grandissimo ritmo sulle gialle. Avrebbe dovuto tenersi stretto il secondo posto, ma la sosta supplementare gli è costata la seconda piazza nel Mondiale. Leclerc, infatti, su una tattica ad uno solo stop, è riuscito a prolungare la vita delle mescole, completando la gara sulle hard. Il messicano ha faticato tantissimo a superare nel finale Lewis Hamilton.

L’anglocaraibico ha venduto cara la pelle dopo quanto accaduto nel 2021. Ad Abu Dhabi, infatti, nella contesa tra il #44 e il #33, oggi numero 1 della griglia, si è infilato il messicano. Il driver della Red Bull Racing riuscì a superare in diverse occasioni il campione della Mercedes, permettendo il recupero di Max. Quest’ultimo arrivò a dire che Perez si era comportato da vera leggenda in pista, rallentando la corsa di Hamilton. Dopo aver perso il titolo, soprattutto a causa del clamoroso errore dell’ex direttore di gara Masi, il nativo di Stevenage non digerì la guida del messicano.

Ai microfoni di DAZN Sergio Perez disse: “Non avrei mai voluto danneggiare qualcuno in lotta per il titolo mondiale e se l’ho fatto è stato soltanto per la mia squadra. Sono sicuro che Hamilton comprenderà. L’ho fatto soprattutto per Max, ho messo tutto me stesso in quella difesa. Sono le classiche situazione a cui la vita ti mette di fronte e non puoi tirarti indietro. È importante che sia stato in grado di dare un contributo significativo”. Hamilton non ebbe più l’opportunità di pittare e montare delle nuove mescole, al contrario di Verstappen che ringraziò il compagno di squadra.

La mossa di Perez può avere diverse chiavi di lettura, ma di sicuro ha fortificato la sua posizione nel team. Pur non vincendo il titolo costruttori nel 2021, soprattutto a causa di prestazioni incolori del messicano, il team rinnovò la fiducia a Sergio. I risultati hanno dato ragione alla Red Bull Racing. Dopo anni di tentativi con piloti dell’Academy, l’esperienza del Checo ha fatto la differenza nel 2022.

Red Bull, Perez risponde ai detrattori

Da quel giorno il suo secondo soprannome nel Paddock è “Ministro della Difesa”, guadagnato dopo avere reso la vita difficile a Lewis Hamilton nello scontro finale di Abu Dhabi 2021. In una intervista ai media Red Bull, Perez ha dichiarato: “Avrei preferito essere il Ministro dell’Attacco. Sono certo di essere un pilota corretto. Sono molto aggressivo, ma normalmente lascio sempre il giusto spazio al pilota con cui sto lottando. Penso che con me si possa gareggiare, e credo che duellare con me sia anche abbastanza divertente. Lì fuori non ci sono moltissimi piloti con cui potersela vedere ruota a ruota“.

Il messicano ha difeso il suo stile di guida, messo sotto attacco anche nel corso della passata stagione. Di sicuro il Checo è un pilota molto tosto che ha imparato più a difendersi che attaccare nei duri anni alla Force India, poi divenuta Racing Point. F1, la Red Bull senza Mateschitz farà la fine della Ferrari? Ecco il rischio. Date una occhiata anche a qual è il patrimonio di Michael Schumacher? Cifra impressionante.

Nel 2022 l’ex driver anche di Sauber e McLaren ha conquistato due trionfi prestigiosi, a Monaco e Singapore. Non ha avuto scampo nel duello interno con il suo teammate. Verstappen ha collezionato 15 vittorie. Nessuno come lui in una singola stagione di F1.