F1, Carlos Sainz e le gerarchie in Ferrari: qualcosa non torna

Lo spagnolo ha chiuso la stagione, abbondantemente, alle spalle di Leclerc, ma a quanto pare la Scuderia Ferrari non ha ancora compreso il potenziale del monegasco.

Carlos Sainz e Charles Leclerc sono lo specchio della confusione che oggi regna sovrana a Maranello. Il primo, nel 2022, non ha dimostrato di essere un campione, mentre il secondo è dal 2019 che mette in mostra numeri da primo pilota. Nella passata stagione lo spagnolo si è meritato, grazie ad una ammirevole costanza, di terminare davanti al monegasco e di partire alla pari. Leclerc ha subito vinto le prime gare del campionato 2022, dominando in Bahrain e in Australia.

Ferrari, Carlos Sainz e Charles Leclerc (ANSA)
Carlos Sainz e Charles Leclerc (ANSA)

Charles è riuscito a trovare, sin dai test prestagionali, un feeling spettacolare con la wing car modenese. La vettura sembrava poter regalare infinite gioie ai fan, ma è durato tutto troppo poco. Il campione del mondo del 2021, Max Verstappen, ha iniziato a cambiare marcia da Imola, dominando il campionato. I problemi tecnici dell’olandese nelle prime tappe lo avevano spinto a -46 da Charles Leclerc. Sainz, dal canto suo, aveva strappato una seconda e terza posizione nei primi 2 GP ma era incappato in due pesantissimi DNF nelle gare di Melbourne e Imola. Nonostante ciò, la squadra ha deciso di rinnovare il contratto del madrileno a cifre molto simili a quelle del miglior prodotto della FDA.

Leclerc e Sainz hanno un contratto sino al termine del 2024. Dopo le prime performance incolore, in qualsiasi team con la chiara voglia di ritrovare il successo iridato dopo 15 anni di attesa, si sarebbe fatta una scelta. Il monegasco, leader del campionato e a proprio agio sulla F1-75, avrebbe dovuto avere un appoggio incondizionato. Charles si è fatto trovare pronto all’appuntamento con la vittoria dopo due anni e mezzo d’attesa. Nel 2019 il Principino di Monaco aveva conquistato due trionfi prestigiosi, a Spa Francorchamps e a Monza. L’ultimo successo della Rossa in quell’annata, prima dell’accordo segreto con la FIA, fu firmato da Sebastian Vettel a Singapore.

Il monegasco ha dovuto sopportare due annate da incubo. La SF1000, nel 2020, verrà ricordata come una delle peggiori monoposto della storia del Cavallino. Nella passata stagione la Scuderia è tornata al terzo posto della graduatoria costruttori, non riuscendo mai a conquistare una singola tappa. Eppure in F1, nei campionati precedenti, avevano vinto team come AlphaTauri, McLaren e Alpine. Dopo tante amarezze, il monegasco aveva ottenuto il suo primo grand chelem in Australia, dopo aver marcato un hat-trick all’esordio in Bahrain. I due trionfi furono intervallati da un testa a testa, sino alle ultime battute con Verstappen in Arabia Saudita, mentre ad Imola Charles arrivò sesto, dopo un testacoda.

A Miami il #16 terminò, nuovamente, davanti al #55, ma il ritiro catalano ha dato una prima vera mazzata alla Ferrari. Il monegasco ha dovuto ingoiare un boccone amaro, finendo anzitempo la corsa e comprendendo le prime evidenti fragilità del nuovo motore Superfast. I rivali della Red Bull Racing, intanto, avevano iniziato a martellare, spingendo forte sugli sviluppi. La RB18, inizialmente, non era adatta alle caratteristiche di guida del figlio d’arte di Jos, ma gli aggiornamenti sono andati nella sua direzione, nonostante una partenza convincente di Perez. In Ferrari, invece, hanno provato a rianimare Sainz, rendendo la F1-75 più guidabile, seguendo le sue indicazioni.

La Scuderia avrà anche celebrato il primo trionfo in carriera dello spagnolo, dopo 150 start, ma a Silverstone ha messo una pietra sulle ambizioni mondiali di Leclerc. Dopo il pasticcio degli strateghi della Ferrari che a Monaco fecero scivolare Leclerc giù dal podio, alle spalle anche di Verstappen, l’occasione sprecata in Inghilterra fu gravissima. Max, una volta superato Sainz senza difficoltà, colpì un detrito che distrusse la sua gara e il suo fondo. L’olandese terminò al settimo posto. Un colpo di fortuna più unico che raro per la Ferrari che avrebbe dovuto cogliere una agevole doppietta. Quanto accadde alla fine del GP fu a dir poco paradossale, penalizzando Charles e servendo su di un piatto d’argento la vittoria a Sainz.

Ferrari, è tempo di gerarchie tra Sainz e Leclerc

La cavalcata di Leclerc si è, definitivamente, arrestata con i ritiri di Baku e del Paul Ricard. Verstappen ha dominato il campionato, vincendo 15 gare. In Ferrari è emersa, in modo lampante, la differenza tra Sainz e Leclerc. Quest’ultimo ha chiuso al secondo posto, mentre lo spagnolo ha concluso quinto alle spalle anche di Russell, ad oltre 60 punti dal monegasco. F1, Vasseur per salvare Leclerc? Ecco cosa accadrebbe in Ferrari. Date una occhiata anche alla carriera a Maranello di Mattia Binotto.

Il padre di Sainz ha annunciato che la Ferrari del prossimo anno avrà delle modifiche rispetto alla F1-75 che ha messo a disagio Carlos. Un ragionamento che vorrebbe dire credere nelle potenzialità mondiali del madrileno. Fin qui l’unico pilota, in casa Ferrari, che ha dimostrato di poter battagliare con Verstappen è stato Leclerc. Servirebbero quindi delle gerarchie chiare, come è sempre accaduto in F1 con una prima ed una seconda guida, per fronteggiare una RB che ruoterà sempre intorno a Max Verstappen.