Bagnaia favorito dalla Ducati? Il direttore sportivo risponde a tono

Sul finale del campionato di MotoGP aveva cominciato a farsi largo una voce su Bagnaia. Il DS Ducati Ciabatti si affretta a smentire tutto. 

La Ducati non ci sta. Accusata di aver impartito ordini di scuderia ai sette piloti schierati, con la raccomandazione di non ingaggiare duelli inutili con Bagnaia, in lizza per il titolo, negli ultimi appuntamenti della stagione, la scuderia italiana replica secca, pur ammettendo una certa ansia in quei momenti.

L’episodio più di tutti criticato è quello che ci riporta in Malesia, a fine ottobre, quando, secondo alcuni, Enea Bastianini della Gresini Racing, sarebbe stato invitato a non attaccare il collega di marca, seppur non di squadra, così da permettergli di recuperare ulteriore terreno su Fabio Quartararo.

Pecco Bagnaia (Ansa Foto)
Il pilota della Ducati Pecco Bagnaia (Ansa Foto)

Effettivamente in alcune situazioni c’è stato del nervosismo perché sapevamo che Pecco stava cercando di fare l’impossibile per riuscire a colmare il divario dalla Yamaha“, ha rivelato il direttore sportivo Paolo Ciabatti a Motorsport.com.

Ribattendo a chi ha più volte tirato in ballo Sepang, il dirigente ha confermato che nella gara malese, la speranza ruotava attorno a Bezzecchi. Marco avrebbe dovuto stoppare la rincorsa nel GP del Diablo e privarlo del terzo posto in modo da chiudere subito la partita iridata. Ma la difficoltà a reggere il passo del transalpino ha portato il box a consigliargli di non correre rischi.

Ducati ha “giocato” sporco per aiutare Bagnaia?

E giusto per rafforza la tesi dell’assenza di chissà quale richiesta dall’alto, il manager della Casa di Borgo Panigale, ha sostenuto di essersi poi pentito di aver dato il via libera di correre come al solito al piemontese e ad Enea, nel penultimo round in programma.

E’ la dimostrazione di come tutte le indiscrezioni siano state stupidaggini,  in quanto se ci fossero state delle indicazioni Jack Miller non avrebbe finito secondo in Tailandia. Bestia non avrebbe vinto ad Aragon. O ancora non avrebbe cercato di passare Francesco sul traguardo a Misano. Piuttosto che non avrebbe provato a sfidarlo a in Malesia“, ha rimarcato il concetto.

E a proprio di Pecco ed Enea, nel 2023 i due galletti saranno nello stesso pollaio. Pericolo o beneficio per la Rossa emiliana su due ruote?

Per il boss è buona la seconda. “Qualcuno pensa che l’anno prossimo avremo delle difficoltà di gestione. In realtà, credo sia un lusso avere in una squadra il campione del mondo e il terzo classificato“, ha gongolato.

I due hanno vinto più del 50% degli eventi. Dunque lo ritengo un bel grattacapo da affrontare. Detto ciò ritengo di avere gli strumenti utili per garantire la giusta competizione interna“, il suo commento volto a rassicurare che non vi sarà alcun rapporto tossico come taluni si stanno prefigurando.

Non chiedo mai ai compagni di essere amici“, ha però tenuto a precisare, quasi a cautelarsi. “E in ogni caso dubito che potrà ripetersi la sintonia della nostra precedente line-up“, ha considerato disegnando la figura dell’australiano passato ora alla KTM quale fratello maggiore.

Nel Mondiale venturo invece, avremo una formazione che ambisce in toto a raggiungere l’apice“, ha terminato la sua riflessione, immaginando già degli scontri pur senza asserirlo platealmente.

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