Ferrari, cosa manca per il Mondiale? Leclerc sottolinea i problemi chiave

Charles Leclerc e la Ferrari non sono riusciti a mettere le mani sull’agognato titolo mondiale. Il monegasco spiega cosa manca alla Rossa.

La Ferrari aveva iniziato la stagione 2022 alla grande, ma come troppe volte è accaduto negli ultimi anni, è mancato nuovamente il lieto fine. Max Verstappen e la Red Bull hanno passeggiato verso il bis iridato, mentre Charles Leclerc si è dovuto accontentare di battere Sergio Perez e di chiudere come vice-campione del mondo.

Ferrari Charles Leclerc (ANSA)
Ferrari Charles Leclerc nel paddock di Abu Dhabi prima delle qualifiche (ANSA)

Se dopo Melbourne ci avessero detto che il monegasco avrebbe chiuso con 146 punti di ritardo dal rivale, nessuno ci avrebbe creduto. A seguito dei primi tre appuntamenti, Charles aveva un gap di ben 46 punti da gestire su Verstappen, che a causa dei vari disastri strategici e di affidabilità si sono volatilizzati in poco più di un mese.

La Ferrari, è questo è ormai un dato di fatto, non vincerà mai nulla con la gestione attuale, ed affermare che non è ancora pronta per farcela non rappresenta la realtà dei fatti. Mattia Binotto ed il suo gruppo di lavoro sono ormai assieme da quattro anni, un tempo più che sufficiente per pensare di poter vincere, anche alla luce di un cambio regolamentare su cui la Scuderia modenese aveva scommesso tutto in questo 2022.

La sostituzione dell’ingegnere di Losanna con Frederic Vasseur, proveniente dall’Alfa Romeo Racing, sembra ormai del tutto scontata, e stando alle indiscrezioni si attende soltanto l’annuncio ufficiale. Impossibile fare paragoni tra l’era Binotto ed il fatto che Jean Todt impiegò ben sei anni per mettere le mani sul primo titolo costruttori della sua gestione, per poi portare a casa quello piloti con Michael Schumacher nel 2000.

Quando il francese arrivò sul ponte di comando a metà del 1993, aveva a che fare con una squadra distrutta, che da tre anni non vinceva una gara e che era lontana anni luce da Williams, McLaren e Benetton. Binotto, invece, subentrò a Maurizio Arrivabene dopo il 2018, stagione in cui erano arrivati sei successi di tappa e la seconda posizione in entrambe le classifiche.

Grandi responsabilità, in quella sconfitta mondiale, erano di Sebastian Vettel, battuto di 80 punti dalla Mercedes di Lewis Hamilton. Il tedesco commise una serie di errori da dilettante, gettando al vento la seria possibilità di battere l’asso britannico. Anche la Rossa sbagliò qualcosa sugli sviluppi incappando in qualche gara negativa, ma non c’è dubbio sul fatto che le uscite di pista del pilota ebbero un peso specifico notevole.

Binotto, dal canto suo, ha distrutto tutto ciò che c’era di buono, facendo affondare il team sino alle disastrose stagioni del 2020 e del 2021. Si era detto che il cambio regolamentare sarebbe stata l’ultima spiaggia, e l’amministratore delegato Benedetto Vigna ha fatto ben capire che quanto ottenuto non è affatto sufficiente. La Scuderia modenese, ancora una volta, si è dovuta arrendere, ma stavolta pare proprio che i passi falsi non verranno perdonati.

Ferrari, Leclerc indica i tre punti chiave da migliorare

La Ferrari ha perso nuovamente entrambi i titoli mondiali, e Charles Leclerc è apparso molto nervoso ad Interlagos per l’ennesimo errore strategico maturato in qualifica. Il secondo posto di Abu Dhabi, ottenuto in gara e, di conseguenza, anche in classifica piloti, gli ha ridato un bel sorriso, ma il distacco dalla Red Bull di Max Verstappen è rimasto pesantissimo.

Al termine dell’ultimo appuntamento stagionale, Leclerc ha parlato dei tre punti chiave in cui occorre migliorare per pensare di poter puntare al titolo mondiale: “L’affidabilità è stato un problema enorme nel corso della parte centrale dell’anno, dobbiamo fare dei passi in avanti importanti da quel punto di vista. Lo stesso discorso vale per le strategie, ci sono stati troppi errori anche su questo fronte. Non siamo contenti neanche di come gestiamo le gomme, è un aspetto che ha fatto la differenza in negativo rispetto alla Red Bull“.

Il monegasco ha toccato i tre punti salienti, e c’è da dire che anche i piloti, per quanto veloci e concreti, debbano ancora leggermente migliorare. Sia Leclerc che Carlos Sainz hanno commesso qualche errore evitabile, perdendo molti punti importanti. Va però detto che il problema della Ferrari non sono di certo i due “Carli”, ma nel 2023 occorrerà fare chiarezza sin da subito sul fronte delle gerarchie, per evitare altri disastri tipo Silverstone.

Se dovesse arrivare Frederic Vasseur, Leclerc potrebbe essere praticamente certo del ruolo di prima guida, visto l’ottimo rapporto con colui che fu il suo team principal nel 2018, ai tempi dell’Alfa Romeo Racing. Con Mattia Binotto, invece, potrebbe essere confermata la parità di livello tra i due, almeno nella prima parte di stagione. La differenza la faranno le decisioni della dirigenza.