Ferrari, un altro fallimento? Viene meno anche il fiore all’occhiello

La Ferrari avrà soltanto Charles Leclerc in pista il prossimo anno tra i piloti cresciuti in rosso. La cacciata di Mick dalla Haas preoccupa.

La F1 si è svegliata ad Abu Dhabi con una notizia che era nell’aria, e di cui si attendeva soltanto l’ufficialità: Nico Hulkenberg affiancherà Kevin Magnussen alla Haas nel 2023, rimpiazzando il licenziato Mick Schumacher, che lascerà anche la Ferrari Driver Academy al termine di questa stagione.

Ferrari Mick Schumacher (ANSA)
Ferrari Mick Schumacher (ANSA)

Un fallimento totale per il giovane tedesco, che in due stagioni non ha raccolto ciò che ci si attendeva da lui. Il 2021 è stata un’annata che ha detto poco, dal momento che la Haas aveva un’auto troppo distante dalla concorrenza per pensare di far ben figurare il proprio nuovo pilota. Al suo fianco c’era un altro esordiente, il russo Nikita Mazepin, appiedato prima della stagione 2022 per via della guerra tra il suo paese e l’Ucraina.

Magnussen è stato molto più di un rimpiazzo, dal momento che ha esordito con un eccellente quinto posto in Bahrain, ponendo la ciliegina sulla torta ad un grande campionato con la pole position conquistata in Brasile. I tanti, troppi errori di Mick hanno convinto Gunther Steiner al cambiamento, promuovendo Hulkenberg sulla propria monoposto.

Il tedesco non gareggia a tempo pieno dal 2019, suo ultimo anno con la Renault, ma ha comunque disputato altre sei gare negli ultimi tre anni. Nel 2020 ha corso sulla Racing Point nelle due tappe di Silverstone ed al Nurburgring, rimpiazzando prima Sergio Perez e poi Lance Stroll, entrambi positivi al Covid-19.

In seguito, il vincitore della 24 ore di Le Mans del 2015 con la Porsche ha avuto modo di provare anche le F1 ad effetto suolo, salendo sull’Aston Martin di Sebastian Vettel in Bahrain ed in Arabia Saudita ad inizio 2022, sempre per la positivà al coronavirus che aveva colpito il quattro volte campione del mondo.

Tra i candidati per il sedile della Haas c’era anche un altro prodotto della Ferrari Driver Academy, vale a dire il nostro Antonio Giovinazzi, che si è però giocato tutte le proprie possibilità andando a sbattere nelle prove libere 1 del GP degli Stati Uniti. Un brutto errore arrivato nel momento peggiore, che ha chiuso le porte in faccia definitivamente al pilota pugliese, che ora si concentrerà sulla Formula E e sugli altri progetti.

Il naufragio di Giovinazzi e di Schumacher fa capire che l’accademia dei giovani piloti del Cavallino ha subito un brutto passo indietro negli ultimi anni, in particolare dai tempi dell’abbandono di Massimo Rivola, ora boss dell’Aprilia in MotoGP. Troppi i talenti persi in questi anni dal Cavallino, mentre Red Bull e Mercedes spopolano anche sotto questo punto di vista.

Ferrari, persi tanti talenti in questi ultimi anni

La Ferrari Driver Academy è sempre stata un fiore all’occhiello del Cavallino, ma negli ultimi anni ha perso molto smalto. Alcuni prodotti sono stati persi in favore della concorrenza, come Sergio Perez che ora milita in Red Bull dopo l’esperienza a Maranello durata sino al 2012, ai tempi della Sauber.

Giovani talenti come Callum Ilott non hanno mai visto la F1, con quest’ultimo che è stato costretto ad emigrare negli Stati Uniti, dove ora milita in Indycar. Antonio Giovinazzi e Mick Schumacher sono gli ultimi due piloti che hanno perso la possibilità di gareggiare nella massima serie, quasi abbandonati da un peso politico inesistente.

Tanto per fare un raffronto con la diretta concorrenza di Red Bull e Mercedes, è sufficiente prendere il caso di Nyck De Vries. L’olandese, cresciuto nell’orbita del team di Brackley, farà il proprio debutto come pilota a tempo pieno il prossimo anno, al volante dell’AlphaTauri ed al fianco di Yuki Tsunoda.

Toto Wolff ha la capacità di piazzare i propri piloti in ogni squadra, raggiungendo accordi con i rivali e potendo soddisfare i suoi talenti. La Ferrari, in questo, si è persa per strada, come ha dimostrato il caso di Giovinazzi, che a fine 2021 è stato silurato dall’Alfa Romeo Racing per far spazio a Guanyu Zhou, cinese di scuola Renault.

Tra i grandi talenti cresciuti a Maranello è rimasto soltanto Charles Leclerc in pista, ed anche per lui il tempo in rosso sta per scadere considerando i pessimi rapporti recenti con Mattia Binotto. Il monegasco è stanco di subire soprusi strategici dal muretto, e l’impressione è che se qualcosa non cambierà, il fenomeno del Principato potrebbe anche non rinnovare il proprio contratto a fine 2024.

La situazione all’interno del Cavallino è seria sotto tanti punti di vista, ed un altro giovane talento italiano, come Andrea Kimi Antonelli, è già finito sotto le grinfie di Wolff, che non ci ha pensato un attimo a metterlo sotto contratto ed a tenerselo stretto per il futuro. Da questi piccoli dettagli, emergono le grandi differenze che vediamo in pista.