Leclerc-Ferrari è rottura totale? La prova che qualcosa non va

Quanto accaduto a Interlagos sembra aver messo ancor più in crisi il rapporto di fiducia tra Leclerc e la Ferrari. Sapranno realmente ricucirlo?

Il GP del Brasile è stato uno dei più difficili in casa Ferrari da gestire. Non tanto per i risultati, visto che alla fine è arrivato almeno un doppio podio di Carlos Sainz Jr tra Sprint Race e gara normale, quanto per una questione di rapporti con Charles Leclerc che rischia di essere esplosa in maniera definitiva e anche in maniera irreparabile o quasi. Perché le reazioni alla gara Sprint e a quella della domenica del monegasco mostrano come il pilota sia arrivato ad un punto in cui voglia solo terminare questa stagione disgraziata e voltare pagina, magari però mettendo a fine anno un punto a tutto questo per ripartire in maniera chiara nel 2023.

Charles Leclerc (ANSA)
Charles Leclerc (ANSA)

“Un anno di rogne”, ha detto il noto giornalista Giorgio Terruzzi parlando della stagione di Leclerc. Ed è proprio così, perché tra gli errori del muretto Ferrari (tanti) e i suoi (pochi), oltre alla sfortuna dei problemi tecnici (anche questi tanti), il Mondiale del numero 16 è stato davvero complicato. La sfortuna ci ha sicuramente visto benissimo in molti diversi casi, vedi la pioggia a Montecarlo ma anche le rotture in Spagna ed Azerbaigian, ma quello che più ha inciso è stata la scarsa lucidità al muretto box nelle fasi più concitate delle gare, con strategie che puntualmente sono andate a penalizzare Leclerc, con Mattia Binotto che invece in molti casi ha difeso all’eccesso i suoi uomini. Un comportamento questo che ha portato il monegasco a innervosirsi, al punto tale che in Brasile è sembrata arrivare la questione a un punto di non ritorno preoccupante.

Ferrari, una escalation di errori

Tra i primi segnali di nervosismo contiamo quello di Monaco, dove Leclerc, davanti al suo pubblico e dopo la delusione dell’anno precedente (pole e mancata partenza per il botto al termine delle qualifiche), era carico come non mai. E invece, dopo la pole position, dal box Ferrari hanno sbagliato l’impossibile, relegando il monegasco in quarta posizione e Sainz sul podio invece che fare il contrario. Qui però la rabbia di Charles era comprensibile, visto l’importanza per il pilota del GP di casa. Il dialogo con Binotto qualche giorno dopo sembrava aver spento sul nascere la questione, che purtroppo è esplosa di nuovo poco tempo dopo.

A Silverstone infatti riecco Leclerc sacrificato dal muretto in favore del compagno di scuderia, che andava a caccia della prima vittoria assoluta in F1, nonostante fosse in testa alla gara. In occasione dell’entrata in pista della safety car, tutti rientravano ai box per cambiare le gomme mentre il pilota monegasco fu costretto a rimanere in pista con le gomme del tutto usurate, che lo hanno così lasciato in balìa degli avversari, che lo hanno relegato in quinta posizione dalla prima che occupava.

“Se il team deve decidere tra me e Carlos? Non è una mia scelta, chiedetelo a Binotto”, aveva affermato in uno dei suoi rarissimi sfoghi pubblici il prodotto dell’Academy della Rossa in Inghilterra, che così svelò al mondo forse il problema chiave da cui nasceva tuttala questione, ossia il fatto che la Ferrari non abbia mai designato una prima guida e in particolare Leclerc, né con le parole né con i fatti. E questo nonostante l’inizio di campionato del pilota del Principato avesse reso la questione facile per i vertici di Maranello. Anzi, i due compagni di box sono stati lasciati liberi di correre l’uno contro l’altro, con tattiche che quasi sempre hanno visto Leclerc avere la peggio proprio nei momenti chiave della stagione. Come in Ungheria, dove la scuderia ha imposto al suo pilota di montare un set di gomme dure non adatte, con il risultato che dalla prima che occupava si è ritrovato in sesta. Per non parlare poi di tanti altri particolari che non sono andati per il resto della stagione.

Leclerc, in Brasile la rottura totale?

Di sicuro quanto accaduto a Interlagos ha del clamoroso. La scelta di mandare Leclerc con le gomme intermedie in pista in Q3 con tutti gli altri, Sainz compreso, con le gomme soft, è stato un azzardo decisamente inspiegabile, che ha portato alla scuderia e al pilota una pubblicità negativa davvero senza precedenti. La rabbia del monegasco è stata evidente e questo ha inciso sull’avvio del GP della domenica, con la manovra azzardata su Norris che poi ha portato al contatto e alla “retrocessione” del pilota della Rossa.

Il finale poi è l’emblema di quanto oggi Leclerc si senta solo nel team. Ma andiamo con ordine. Al giro 69, quando Sainz è terzo e il numero 16 al quarto posto, arriva il primo team radio: “Pensate al campionato se le posizioni restano queste”. Ma il problema sono Alonso e Verstappen alle sue spalle e una possibile penalità che incombe su Sainz per il sorpasso in regime di safety car su Tsunoda, che retrocederebbero lo spagnolo con automatica perdita di punti in chiave Costruttori. Il giro dopo l’ennesimo appello di Leclerc, che chiede di pensare al campionato, ma al suo e non al risultato di squadra. Poi, a fine gara, i complimenti del muretto box Ferrari a Leclerc: “Hai ottenuto il massimo da quello che potevi fare. Ci sono altre ragioni per cui non potevamo invertire le posizioni”. Analisi giusta, non c’è che dire, ma è il pregresso a pesare su quanto accaduto in Brasile.

La sensazione lasciata a Leclerc è proprio quella di averlo sacrificato sull’altare delle esigenze di squadra ma soprattutto di quelle di Sainz. Era lui a meritare i gradi di capitano, lo sentiva come un atto dovuto dopo quanto fatto in stagione e il silenzio della Rossa è stato inspiegabile per il monegasco così come per i tifosi. L’amarezza a fine gara è stata evidente a tutti. La voglia di chiudere la stagione è altrettanto chiara, ma non lo è il destino di Leclerc in Ferrari. Ci sarà davvero l’opportunità di ricucire il rapporto oppure siamo ai titoli di coda? Di sicuro c’è che se si continuerà insieme, le cose da cambiare sono chiare: innanzitutto deve crescere il muretto Ferrari, con decisioni più rapide e gerarchie più chiare dopo qualche GP. E poi deve crescere anche Leclerc, che in diverse occasioni è sembrato subire le decisioni del box senza mai realmente aiutare in queste la squadra dando il proprio costante feedback dalla pista. Ci riusciranno?