Auto, la notizia è drammatica: il dato è incontrovertibile

Piccoli segnali di ripresa per il mercato dell’auto, ma il bilancio resta negativo. Ecco tutte le ultime novità su come evolve la situazione.

Quello che sta attraversando il mercato dell’auto non è certo un momento favorevole, anche se dagli ultimi dati sembra arrivare qualche spiraglio di luce. Tuttavia, gli ultimi due anni hanno affossato il settore dell’automotive, per una serie di motivazioni che ormai sono sotto gli occhi di tutti.

Auto (ANSA)
Auto (ANSA)

Prima di tutto, c’è il fattore legato alla pandemia di Covid-19. Quello che è accaduto ha costretto i cittadini a restare per mesi, quasi anni, chiusi dentro le proprie abitazioni, iniziando a pensare all’auto in maniera differente. La possibilità di risparmiare sul mezzo di locomozione più utilizzato è diventata concreta, e la crisi economica non ha fatto altro che far crollare le vendite.

A tutto ciò si è aggiunto anche il caro carburanti e l’aumento del costo della vita, unito ai prezzi sempre più in crescita delle nuove vetture. Al giorno d’oggi, automobili che una volta erano fruibili con un costo d’acquisto molto più basso, sono diventate quasi irraggiungibili per la gran parte della popolazione.

A tutto ciò va aggiunto un altro fattore, ovvero quello dell’elettrico. Ormai, tutti i costruttori stanno puntando sulle nuove tecnologie, il cui sviluppo risulta molto costoso, costringendo le case automobilistiche ad aumentare i prezzi a dismisura. Ne consegue il fatto che, per assicurarsi una vettura elettrica, sia impossibile spendere meno di 20-25 mila euro, almeno in Italia, tenendo gli automobilisti lontani da una mobilità più green.

Difficile pensare, al giorno d’oggi, di mantenere una macchina nuova con tutte le spese a cui sono costretti i cittadini, con bollette che hanno raggiunto prezzi stellari, così come i carburanti. Per fortuna, il taglio delle accise ha dato una bella mano soprattutto ai pendolari, considerando che nei mesi di febbraio e marzo si erano raggiunti dei prezzi assurdi per fare il pieno alla propria vettura.

Da questo punto di vista, l’elettrico, almeno per ora, non è una soluzione. Qualche giorno fa, abbiamo messo a confronto la spesa a cui si è costretti per affrontare un viaggio di mille chilometri, e con alcune tipologie di vetture, il “pieno” di energia è addirittura più costoso rispetto alla benzina ed al diesel.

Questa situazione è in costante evoluzione, ed è chiaro che con il progredire delle tecnologie la differenza andrà ad assottigliarsi per poi far invertire la tendenza, ma per il momento la situazione resta molto delicata. Il mercato delle quattro ruote, come vedremo fra poco, continua ad essere in negativo, ma come dicevamo ci sono alcuni segnali positivi, anche se i dati sulle vendite sono ancora ben lontani dagli anni passati.

Auto, piccoli segnali di ripresa dal mercato

Segnali confortanti sul mercato dell’auto in Italia, almeno confrontandoli con lo scorso anno. Rispetto ad ottobre 2021, sono state immatricolate 115.827 vetture, vale a dire un rialzo del 14,56% rispetto a 12 mesi fa. Si tratta di un dato che fa ben sperare, ma che comunque non riporta la situazione generale in pari confrontandola con lo scorso anno.

Infatti, l’ANFIA, ovvero l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, ha spiegato il probabile motivo del grande miglioramento confrontandolo con l’ottobre del 2021: “Il rialzo delle vendite è condizioanto dal confronto con un mese diottobre 2021 che era stato molto negativo rispetto al resto dell’anno, chiudendo con un pesante -35,7%, il risultato peggiore di tutto il 2021 intero, annata che era già stata duramente colpita dalla pesante crisi dei semiconduttori“.

Gian Primo Quagliano, il presidente del Centro Studi Promotor, non ha fatto altro che confermare la crisi del mercato dell’auto, spegnendo gli entusiasmi sui miglioramenti fatti registrare dall’ottobre del 2022 rispetto ad un anno fa. Dunque, la situazione resta molto preoccupante.

Ecco le sue parole sull’argomento: “Nonostante il passo in avanti che abbiamo registrato in confronto con lo scorso anno, il mercato dell’automobile ci conferma una situazione difficile da affrontare. Il bilancio del periodo che va da gennaio ad ottobre ha chiuso totalizzando un netto calo del 13,81% se confrontato con il medesimo periodo del 2021, ma anche con un -32,8% sullo stesso periodo del 2019, ovvero l’ultima annata precedente all’esplosione del Covid-19“.

Quagliano ha poi concluso rinnovando le proprie perplessità: “Se il balzo in avanti si dovesse confermare anche tra i mesi di novembre e dicembre, l’anno corrente si potrebbe concludere con 1.300.000 immatricolazioni. Staremo pur sempre parlando di un calo molto importante, pari a circa il 10,8% rispetto a quello del 2021 e del 32,2% a quello del 2019. Sono dei dati del tutto insufficienti per soddisfare la domanda di sostituzione del parco vetture del nostro paese, che è tra i più vecchi d’Europa e che nel 2022 è peggiorato in maniera ancor maggiore“.

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