MotoGP Valencia, gara: Pecco Bagnaia è campione del mondo!

La MotoGP ha assegnato il titolo iridato a Pecco Bagnaia, che con una gara accorta ha evitato rischi salendo sul tetto del mondo.

Il sogno è diventato realtà per Pecco Bagnaia, che nel Gran Premio della Comunità Valenciana ha messo le mani sul titolo mondiale della MotoGP. Il rider torinese ha riportato la Ducati al top 15 anni dopo Casey Stoner, gestendo una gara perfetta in cui non si è preso il minimo rischio, dimostrando che la maturazione che cercava è ormai stata raggiunta, dopo averla cercata per tanto tempo.

MotoGP Pecco Bagnaia (ANSA)
MotoGP Pecco Bagnaia (ANSA)

Lui e Fabio Quartararo ci hanno regalato un duello fantastico nei primi giri, nei quali si sono giocati la posizione scambiandosela varie volte, prima che Bagnaia lasciasse andare l’ormai ex campione del mondo della MotoGP. Onore comunque ad “El Diablo”, che con una Yamaha imparagonabile alla Ducati non ha mollato sino alla fine, non riuscendo ad andare oltre il quarto posto.

Bellissima la vittoria di Alex Rins con la Suzuki, il canto del cigno perfetto per la casa giapponese che saluta il Motomondiale dominando la scena a Valencia. Secondo Brad Binder con la KTM, seguito dalla Ducati Pramac di Jorge Martin. Dietro a Quartararo c’è Miguel Oliveira, con Joan Mir sesto. Settimo un ottimo Luca Marini davanti ad Enea Bastianini e Bagnaia. Franco Morbidelli chiude la top ten.

Soddisfazione anche per il “Bestia”, che con il ritiro di Aleix Espargaró supera l’alfiere dell’Aprilia e chiude la stagione in terza posizione nel mondiale. Un trionfo tricolore a Valencia, pista che in passato era sempre stata maledetta per gli italiani, e che oggi invece ci ha ridato tutto ciò che ci aveva tolto tanto.

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Sfida decisiva per la MotoGP in quel di Valencia, dove Pecco Bagnaia e Fabio Quartararo si giocano il titolo mondiale. Il rider torinese, con 258 punti, deve difendere le 23 lunghezze di vantaggio sul francese, che scatta dalla quarta casella. Ottavo, invece, l’alfiere della Ducati, che lo scorso anno dominò la scena da queste parti, che però ha fatto tanta fatica in questi giorni.

Jorge Martin parte in pole position davanti a Marc Marquez e Jack Miller, ma è strepitoso il via di Alex Rins che si porta al comando della corsa. Bene anche Pecco che sale al sesto posto, dietro a Miller ed al campione del mondo in carica della MotoGP. Scatenato anche Marquez, che dopo un via poco felice trova ritmo e si rimette terzo, subito dietro a Martin.

Battaglia splendida tra le Ducati e Quartararo, con quest’ultimo che non molla nulla e si scambia varie volte la posizione con il suo avversario. Un avvio spettacolare tra i due, che quest’anno non si sono mai trovati realmente l’uno contro l’altro. La sfida infernale che vede coinvolti i padroni di questa stagione permette ai primi quattro di iniziare a fare il vuoto, ed il tutto va a favore di Bagnaia.

Gran carattere da parte del ducatista, che avrebbe potuto tranquillamente gestire la situazione senza prendere rischi, ma ha invece preferito giocarsela sul campo. Il primo a ritirarsi è Pol Espargaró, che saluta la Honda dopo due stagioni molto deludenti nel peggior modo possibile.

Quartararo non molla nulla e torna in quinta piazza, liberandosi di Bagnaia che si ritrova sotto attacco dalla KTM di Brad Binder. Nel frattempo, Miller ruba il terzo posto a Marquez, mettendosi a caccia del tandem di testa. Bagnaia deve gestire gli assalti di Binder, mentre arriva una notizia importante per quanto riguarda la lotta per il terzo posto.

Aleix Espargaró riporta la sua Aprilia ai box a causa di qualche problema tecnico, ed Enea Bastianini ha la seria possibilità per scavalcare lo spagnolo, dal quale è staccato di un solo punto. Binder riesce a passare Bagnaia, che capisce l’inutilità del duello facendo passare l’avversario.

Ritiro anche per Marquez, che cade prima di metà gara e deve dire addio al sogno della prima ed unica vittoria stagionale, la conclusione più adatta ad un’annata da incubo per il Repsol Honda HRC. Quartararo sale, dunque, al quarto posto, ad un secondo e mezzo da Miller che resta incollato ai primi.

Joan Mir si fa sotto al sesto posto di Bagnaia, il quale non deve far altro che stare calmo e portare a termine la gara. L’ex campione si libera di Pecco, che ora deve guardarsi da Miguel Oliveira e Luca Marini. Quartararo e Binder sono scatenati ed arrivano in zona dei primi tre, formando un quintetto di testa che promette scintille.

Disastro per l’Aprilia, con Maverick Vinales che fa lo stesso del compagno di squadra riprotando la sua moto ai box. Un brutto finale di campionato per la casa di Noale, che negli ultimi appuntamenti sembra essere tornata sugli standard dello scorso anno. Cade Johann Zarco, che occupava l’unducesima posizione, per cui già alle spalle dei due sfidanti per il mondiale.

Binder agguanta Quartararo e porta un attacco rischiosissimo, mentre Oliveira scavalca agevolmente anche Oliveira. “El Diablo” non può nulla contro una KTM velocissima, scivolando in quinta piazza. Davanti a tutti, Rins prende il volo e regala un sogno alla Suzuki, che sta disputando l’ultima gara nel Motomondiale prima del ritiro.

Alle spalle di Bagnaia si palesa ora Luca Marini, in caccia della settima piazza del leader del mondiale. Il fratellino di Valentino Rossi passa, mentre Bastianini si mette a caccia del suo futuro compagno di squadra. Nel frattempo, ci sono problemi con il GPS di Mir, che sparisce dalle grafiche dando l’idea di essersi fermato, ma in realtà mantiene la sua Suzuki in pista al sesto posto.

Nessun problema tra Bagnaia e Bastianini, con Pecco che spalanca il portone e fa passare Enea, il quale approda in nona piazza. Disastro per Miller, che dopo essere stato passato da Binder scivola e permette a Quartararo di riprendersi il quarto posto, mentre Bagnaia sale ottavo.

Binder si mette a caccia di Martin, mentre Rins prende spazio ed insegue la seconda vittoria stagionale. Franco Morbidelli si porta alle spalle di Bagnaia, ma non ha intenzione di prendersi dei rischi eccessivi pur essendo compagno di squadra di Quartararo. Rins vince la corsa davanti a Binder e Martin, con “El Diablo” quarto. Pecco giunge nono e si laurea campione del mondo per la prima volta in carriera.