Redding attacca, Bautista risponde: scintille nel Mondiale Superbike

Redding mette in risalto il fatto che Bautista sia avvantaggiato nel Mondiale Superbike e il pilota Ducati non fa tardare la sua risposta.

Dopo aver perso clamorosamente il titolo Superbike nel 2019, adesso Ducati e Alvaro Bautista sono a un passo dal riuscire nell’impresa. Gli 82 punti di vantaggio in classifica su Toprak Razgatlioglu a due round alla fine del Mondiale autorizzano a pensare che ormai sia fatta. Già in Indonesia c’è la possibilità di festeggiare.

Alvaro Bautista (Bonora Agency)
Alvaro Bautista (Bonora Agency)

Il pilota spagnolo ha trascorso due anni in Honda prima di tornare sulla Panigale V4 R e gli sono serviti, nonostante i risultati al di sotto delle aspettative. Lui stesso ha ammesso di essere maturato grazie all’esperienza nel team HRC e nel 2022 si è presentato più pronto per diventare campione del mondo SBK.

Sicuramente sarebbe cresciuto anche restando in Ducati, però tre anni fa non venne raggiunto l’accordo per il rinnovo e lui accettò di passare in Honda, che offriva più soldi. La squadra italiana ha ingaggiato Scott Redding, vincitore del titolo BSB dopo l’avventura in MotoGP, e non è riuscita a prendersi la corona iridata. Il ritorno del rider castigliano è stata la soluzione giusta, i risultati parlano chiaro.

Superbike, Redding punge Bautista e chiede un cambio nel regolamento

Bautista sta meritando di vincere il Mondiale Superbike, però c’è chi sminuisce i suoi successi affermando che sono più il frutto dei suoi vantaggi fisici che del talento. Il fatto di essere basso e leggero rappresenterebbe un vantaggio enorme rispetto ai suoi rivali. Il primo “accusatore” è Redding, che più volte durante l’anno ha affrontato l’argomento.

E lo ha fatto anche in queste ore con un lungo post pubblicato sul suo profilo ufficiale Instagram, mostrando foto e video che evidenzierebbero i bene: “Dovrebbe esserci un limite di peso minimo dal 2023? Guardando i video noterete che i vantaggi che ha un pilota estremamente piccolo in rettilineo, 2-4 decimi. A qualcuno non sembra tanto, ma con dieci piloti racchiusi in un secondo ciò rappresenta una rete di sicurezza. Oltre ad avere un aumento di velocità, il pilota più leggero consuma meno le gomme rispetto a quelli più pesanti. Nella parte finale delle gare, quella più critica, ha maggiore grip e più chance di vincere”.

Il pilota della BMW invoca l’introduzione di un limite minimo di peso nel Mondiale SBK. Non dice di basarsi sul suo di peso, ma di fare una media considerando tutti coloro che sono presenti sulla griglia. Chiaramente le sue parole stanno creando discussioni sui social network.

Tra coloro che hanno risposto a Redding c’è lo stesso Bautista, che si è così espresso nei confronti del rivale: “I piloti piccoli hanno meno forza per muovere la moto e per guidarla in curva. Questo non è un problema per quelli grandi e quasi culturisti. Se si fa un limite per una cosa, devi farlo anche per l’altra. Penso sia più importante concentrarsi su sfruttare i propri punti di forza e minimizzare quelli deboli. Ma è più semplice trovare scuse esterne, invece di lavorare sodo e accettare la realtà. È la prima volta nella mia carriera che altri piloti si lamentano del peso”.

 

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