Verstappen rischia il posto in Red Bull? Marko gongola per l’ultimo arrivato

Alla vigilia del GP degli Stati Uniti il talent scout della Red Bull Marko non nasconde la soddisfazione per i recenti colpi di mercato del team.

Max Verstappen ha già un erede. E’ un connazionale e porta il nome di Nyck de Vries. Unica anomalia, che lo fa sembrare quasi un paradosso, è che il debuttante ha ben anni in più sulla carta d’identità rispetto al “maestro”.

Helmut Marko (Ansa Foto)
Helmut Marko (Ansa Foto)

Entrambi assi nel karting, hanno avuto due destini diversi. Il due volte iridato si è fatto immediatamente largo nel Circus dopo una breve parentesi nella Formula 3 Europea. L’altro, invece, ha navigato a lungo nelle acque formative delle categorie minori. Vincendo in Formula 2 Eurocup e in Formula Alps nel 2014, in Formula 2 nel 2019 e in Formula E nel 2021, senza però mai convincere.

In poche parole, se la sorte non lo avesse baciato all’improvviso in quel di Monza sotto forma di un attacco di appendicite al povero Alex Albon, il suo 2023 sarebbe stato alquanto amaro. Forse alla finestra. O magari a gareggiare a spot da qualche parte.

Per fortuna sua, il nono posto ottenuto nel Tempio della Velocità al volante della Williams e la solidità della sua performance anche in qualifica, ha solleticato il palato di Helmut Marko che, in tempo record se lo è assicurato, nelle vesti di sostituito di Pierre Gasly in Alpha Tauri.

Marko svela il compito di De Vries

Difficile da esaltare, il talent scout austriaco sarebbe rimasto talmente colpito dalla maturità del driver di Sneek, da promuoverlo già ora a capitano dell’equipe di Faenza.

Tsunoda non ha la stessa esperienza e lo stesso background di Nyck, quindi l’olandese dovrebbe essere il leader“, ha affermato alla vigilia del round di Austin.

L’aver lavorato con la scuderia di Grove, Mercedes e pure Aston Martin nel ruolo di tester e collaudatore, ha rappresentato il plus decisivo per la sua nomina.

Ci porterà molti benefici, sia perché conosce diverse vetture in griglia, sia perché ho provato buona parte dei simulatori“, ha considerato il 79enne con lucidità, mettendo però le mani avanti. Avere il know-how, non significa necessariamente avere le carte in regola per passare nel main team. Per quello c’è ancora da lavorare. E tutto ruoterà attorno ai risultati. Con essi si potranno aprire delle chance ulteriori.

Dopo aver atteso a lungo la meritata occasione di affacciarsi alla top class dell’automobilismo, il 27enne si è detto lusingato delle parole al miele espresse pubblicamente dal consulente energetico. Ma allo stesso modo ha cercato di prendere con distacco, consapevole che quando l’ex driver di Graz si lascia andare ad apprezzamenti, lo fa caricando di attese e pressioni il destinatario. Notoriamente piuttosto severo, ha dato prova nel tempo di creare e distruggere carriere senza troppi ripensamenti o timori.

Non credo che per essere un riferimento serva necessariamente aver corso in F1. Ciò che conta è avere carattere e personalità“, ha replicato il rookie. “Anche se non ho ancora fatto una stagione, so cosa cerco da una macchina, dal pacchetto e dalle persone che mi circondano per fare bene. E  credo poterlo fare“, ha chiosato con fiducia nei propri mezzi.