Red Bull, clamorosa voce sul Budget Cap: ecco perché hanno sforato

La Red Bull è al centro della scena per la questione Budget Cap, e nuove indiscrezioni svelano il motivo della loro infrazione.

In casa Red Bull si festeggia il titolo mondiale piloti vinto da Max Verstappen in Giappone, in attesa di mettere le mani anche sul costruttori in quel di Austin. Con un’altra vittoria, il team di Milton Keynes sarebbe iridato per la quinta volta nella sua storia senza dover fare calcoli nei confronti della Ferrari, che è la prima inseguitrice e che paga ben 165 lunghezze in graduatoria generale.

Red Bull RB18 (LaPresse)
Red Bull RB18 (LaPresse)

Tuttavia, attorno alla squadra diretta da Christian Horner aleggia il mistero Budget Cap, che sicuramente va a gettare alcune ombre sul dominio degli anglo-austriaci. Tuttavia, occorre ricordare che l’infrazione minore riscontrata dalla FIA è relativa alla stagione 2021, ovvero a quella in cui Super Max mise le mani sul suo primo titolo mondiale ai danni di Lewis Hamilton e della Mercedes.

La Red Bull ha svolto un lavoro impressionante sul fronte degli sviluppi, visto che la RB18 di inizio stagione era dietro alla Ferrari sia sul fronte del giro secco che sul passo gara. Dal Belgio in poi, sul long run in particolare, la vettura progettata da Adrian Newey ha iniziato a fare una differenza mostruosa rispetto alla concorrenza, come dimostrato dal mezzo minuto rifilato da Verstappen a Charles Leclerc a Suzuka.

Una superiorità così disarmante sarà molto complicata da recuperare per gli avversari, che iniziano a tremare anche in chiave 2023. Su questo fronte, molto dipenderà da quello che la Ferrari riuscirà a mettere in campo durante l’inverno. I guasti alla power unit hanno sicuramente portato ad una riduzione di potenza che può aver inciso sugli assetti, ma c’è anche da ammettere che la RB18 è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi mesi.

Il vantaggio della monoposto di Verstappen e Sergio Perez equivale a circa 3-4 decimi al giro in chiave gara (soprattutto con l’olandese), e questo è un bel campanello d’allarme per la concorrenza. Tralasciando l’aspetto sportivo, il Budget Cap è un argomento che tiene banco, e le ultime indiscrezioni hanno del clamoroso.

Red Bull, Adrian Newey al centro del caso Budget Cap

Attorno al caso Red Bull stanno circolando tantissime voci in merito allo sforamento del Budget Cap. Dopo il comunicato della FIA che ha reso nota l’infrazione minore, ovvero compresa nell’extra spesa del 5%, alcuni media hanno riportato un’indiscrezione clamorosa, ovvero che il motivo dello sforamento starebbe nei costi dei catering e nel mantenimento dei giorni di malattia dei dipendenti.

Tale voce è davvero poco credibile, e sui social si sono scatenati tantissimi appassionati con dei meme tutti da ridere. Negli ultimi giorni, il CEO della McLaren, vale a dire Zak Brown, ha inviato una lettera alla FIA, chiedendo una sanzione che va ben oltre la multa: infatti, il boss del team di Woking ha richiesto una decurtazione dal Budget Cap del 2023 che vada di pari passo con quanto speso in più nel 2021, ed anche una riduzione sull’utilizzo della galleria del vento e del simulatore.

Così facendo, il team di Milton Keynes avrebbe meno denaro e meno strumenti da utilizzare per lo sviluppo della prossima monoposto, ma è chiaro che anche tutto ciò andrebbe controllato in maniera specifica, e non sulla base di accordi preliminari. Nelle ultime ore, l’emittente olandese “Ziggo Sport” ha riportato altre indiscrezioni, anch’esse destinate a far discutere e non poco.

Uno dei protagonisti della vicenda sarebbe infatti Adrian Newey, il vulcanico progettista della squadra gestita da Christian Horner. Secondo quanto riportato dalla Red Bull, il tecnico britannico non rientra nelle spese destinate a rientrare nel Budget Cap, essendo uno dei tre membri maggiormente salariati di tutto il team.

Tuttavia, stando a quanto detto dalla FIA, lo stipendio di Newey farebbe invece parte del tetto di spese, dal momento che è legato contrattualmente non alla Red Bull in sé e per sé, ma all’azienda Racing Services Limited. Questa vicenda dovrebbe rientrare nell’errore procedurale, ed anche in quella relativa all’infrazione minore riportata nel comunicato che la stessa Federazione Internazionale ha rilasciato lunedì 10 ottobre, il giorno dopo la conquista del titolo mondiale piloti di Max Verstappen in Giappone.

Questa vicenda è davvero poco chiara, e ci rendiamo conto che spiegare cose del genere ai tifosi può confondere tutti. Nella F1 odierna, si parla sempre meno del lato sportivo e più di ciò che accade in ambiti lontani dalla pista, in una sorta di ritorno alla Spy Story del 2007. La speranza è che vengano prese delle decisioni chiare e che facciano giustizia, altrimenti la credibilità di questo sport andrebbe a toccare i minimi storici.