F1, Pierre Gasly attacca la FIA: ecco perché ha avuto paura di morire

Con gli occhi ancora pieni di lacrime per la scomparsa di un grande talento e amico come Jules Bianchi, il pilota francese Gasly ha vissuto, proprio a Suzuka, attimi di paura.

E’ accaduto di tutto in Giappone in occasione della diciottesima tappa del campionato del mondo. Uno dei momenti peggiori lo ha vissuto Pierre Gasly nel momento in cui la direzione gara ha fatto uscire la Safety Car, prima di interrompere il Gran Premio con la rossa. Tutto è nato da un clamoroso crash contro le barriere di Carlos Sainz. Quest’ultimo è andato a sbattere in un momento molto concitato nelle prime battute della corsa. Lo spagnolo ha perso il controllo della vettura, finendo in testacoda e andando a picchiare contro le barriere.

Pierre Gasly (Ansa Foto)
Pierre Gasly (Ansa Foto)

Per fortuna i piloti sono riusciti a evitare la F1 – 75 incidentata, ma i brividi non sono finiti. I giudici di gara hanno deciso, a causa dei detriti e delle condizioni atmosferiche, di far uscire la SC. A quel punto Pierre Gasly che aveva colpito un cartellone pubblicitario è tornato ai box, effettuato al sosta, e nel tentativo di riaccordarsi al gruppo alle spalle della vettura di sicurezza, si è ritrovato a lato della pista una gru intenta a spostare la Ferrari di Sainz. Un rischio, sebbene rispetto a quanto accadde ai tempi della Marussia di Bianchi, in questo caso vi era regime di SC. Il monegasco, prematuramente scomparso a seguito dei danni celebrali causati dal crash contro una gru, viaggiava a full gas in regime di bandiera verde. In ogni caso il francese dell’AlphaTauri è andato a tutta velocità, rischiando un acquaplaning che avrebbe potuto avere conseguenze pesanti.

Per fortuna non è accaduto nulla e la gara è potuta riprendere senza tragedie. Max Verstappen è diventato, ufficialmente, campione del mondo, avendo terminato la corsa davanti a Sergio Perez e Charles Leclerc. “Qui abbiamo già perso Jules, una persona straordinaria e pilota eccezionale. Otto anni fa, nella stesse condizioni sulla stessa pista, è successo qualcosa di grave. C’era un trattore in mezzo alla pista, mentre noi eravamo sulla pista. Ovviamente se avessi perso la macchina come Sainz sarei morto. E’ irrispettoso per Jules e per la sua famiglia e verso tutti noi, noi rischiamo la vita”. Parole da brividi rilasciate a Sky dal pilota dell’AlphaTauri, grande amico di Jules Bianchi. Un rischio enorme si è di nuovo ricorso a Suzuka.

F1, Pierre Gasly non ci sta

Facciamo il miglior lavoro del mondo, però c’è bisogno di qualcuno che ci mantenga in sicurezza perché è già molto pericoloso. Oggi è stato un rischio non necessario. Si poteva anche aspettare qualche minuto affinchè noi tornassimo nella pit lane e poi mandassero le gru in pista. Sono estremamente grato di essere qui. Stasera andrò dalla mia famiglia, da tutte le persone care che ho. E’ andata come è andata perché sono riuscito a passare a due metri da quella gru. Fossi stato due metri più sulla sinistra sarei morto a quest’ora”, ha concluso il futuro driver dell’Alpine. Il giovane ne ha viste tante nella sua vita. Ha trascorso momenti terribili anche con la morte di Anthoine Hubert, a Spa nel 2019.  F1 2023, ci sono due novità: ecco di cosa si tratta. Date una occhiata anche a Ferrari, la meravigliosa auto F1 F2003-GA va all’asta: vale una fortuna.

I commissari hanno gestito malissimo anche questa situazione, dopo le critiche di Monza e Singapore. E’ un momento, davvero, delicato, in FIA. Nonostante vi sia stata la cacciata di Michael Masi per i macroscopici errori della precedente gestione, le cose non sono migliorate. Continua a regnare il caos assoluto ed è normale che Gasly si sia arrabbiato, terribilmente, davanti alle telecamere. Per di più è arrivata anche una penalità per il francese. La penalizzazione di 20 secondi, dopo la fine della corsa, è stata la ciliegina sulla torta. Il driver non avrebbe rallentato nonostante sapesse della bandiera rossa esposta al secondo giro. E’ apparso quasi un modo di far ricadere la responsabilità sul pilota, ma gli errori della FIA sono evidente.

La penalità non ha intaccato la corsa del futuro compagno di squadra di Esteban Ocon, che è sceso dalla 17esima alla 18esima posizione. Insomma non ha modificato gli equilibri di una gara disgraziata che sarebbe potuta finire molto male. Già attraverso i team radio il pilota si era fatto sentire con la direzione gara. Parole forti, a causa della presenza del trattore in pista. Sul web sono spopolate le immagini del commissario accanto al mezzo pesante, mentre è sfrecciato il campione dell’AlphaTauri.

La rabbia nel post guarda è giustificata anche perché le cose avrebbero potuto prendere una brutta piega. La cosa clamorosa è che il tracciato e le condizioni erano molto simili a quelle che trovò Jules Bianchi nel 2014 al volante della Marussia. Lando Norris si è esposto sui social con un attacco molto dure alla FIA. Secondo il comunicato della FIA il driver dell’AlphaTauri ha corso “a velocità che hanno superato i 200 km/h in diverse occasioni e che hanno raggiunto i 251 km/h a un certo punto”. Il francese ha “ammesso di aver capito che potevano essere presenti dei commissari o degli ostacoli in pista e ha riconosciuto di essere andato troppo veloce”.

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