Ferrari, un modello unico finisce all’asta: vale milioni di euro (FOTO)

Una Ferrari 288 GTO Evoluzione finisce all’asta, si tratta di un modello davvero spettacolare che fu la base della F40. Ecco quanto vale.

Le Ferrari sono dei capolavori senza tempo, che dopo anni dalla loro presentazione aumentano il loro valore. In un mondo come quello dell’automotive, dove una vettura è già vecchia appena acquistata, le supercar ed in particolar modo quelle del Cavallino, sono chiaramente un’eccezione, proprio come quella di cui vi parleremo oggi.

Ferrari (LaPresse)
Ferrari (LaPresse)

Una 288 GTO Evoluzione è infatti finita all’asta per una cifra eccezionale, ma come vedremo in seguito si tratta di un modello davvero unico, che avrebbe fatto da base per la leggendaria F40, ovvero l’ultima Ferrari prodotta prima della morte del grande Enzo, che vide la luce nel 1987, ad un anno dalla scomparsa del Drake.

Ad oggi, il Cavallino sta cambiando le tipologie dei suoi investimenti, pochi giorni fa è stata presentata la Purosangue, il primo Suv prodotto a Maranello, ed il pubblico si è diviso nei giudizi, cosa che prima non sarebbe mai avvenuta. Andiamo ora a scoprire cos’è accaduto alla 288 GTO Evoluzione.

Ferrari, finisce all’asta la meravigliosa GTO Evoluzione

La Ferrari 288 GTO Evoluzione nasce dalla 288 versione base, che venne presentata nel 1984, e che fu prodotta in soli 272 esemplari. Il nome era legato all’architettura del motore, un 2,8 litri che sfruttava 8 cilindri. Vista la strabiliante bellezza del mezzo, tutti gli ordini vennero esauriti ancor prima che la vettura entrasse in produzione, ma non ne vennero realizzate altre nonostante il grande successo ottenuto.

Gianni Agnelli richiese personalmente due esemplari, uno consegnato ad un ricco uomo del medio-oriente, ed un altro a Niki Lauda, che ai tempi divenne campione del mondo con la McLaren TAG-Porsche, ma che nel 1975 e nel 1977 aveva già trionfato in due occasioni al volante della Rossa.

Della 288 GTO vennero realizzate due versioni speciali, la Prototipo e l’Evoluzione. La prima fu costruita in quattro esemplari, due delle quali rimasero irrimediabilmente danneggiate durante un drammatico crash test. Un’altra venne smontata dopo la realizzazione, e, dunque ne esiste solo una in circolazione, che restò a lungo nei reparti di Maranello prima che qualcuno potesse ottenerla.

La Ferrari non la mise in vendita sino al 1987, quando un cliente facoltoso riuscì ad assicurarsela, e c’è da dire che la sua conservazione è stata perfetta. Infatti, l’auto è in condizioni eccellenti, dopo esser stata restaurata presso il reparto di vetture Classiche della casa di Maranello.

L’altra versione della 288 GTO è quella di cui vi parleremo oggi, vale a dire l’Evoluzione. Ne furono realizzati cinque esemplari, con l’obiettivo di competere nel Gruppo B, anche se le cose non andarono come previsto. Per motivi di sicurezza, infatti, la FIA decise di vietare alle vetture che facevano parte di questo raggruppamento di partecipare alle competizioni, ed il Cavallino utilizzò le 288 GTO Evoluzione come laboratori sperimentali.

L’aerodinamica fu del tutto rinnovata rispetto alla versione base, il motore fu portato alla potenza massima di ben 650 cavalli, con velocità massima pari a quasi 360 km/h. Gli allestimenti vennero curati da Michelotto, squadra che gestiva le 308 GTO nelle varie competizioni, e questa versione fu la base per la nascita della leggendaria F40, che avrebbe segnato un pezzo di storia del Cavallino.

Tuttavia, è bene restare concentrati sulla 288 GTO Evoluzione, dal momento che un esemplare è finito all’asta per una cifra praticamente inestimabile, che le indiscrezioni valutano attorno ai 3-4 milioni di euro. Nel corso degli anni, quest’auto è stata di proprietà anche di Lawrence Stroll, il miliardario canadese proprietario della squadra Aston Martin che milita in F1, e padre del pilota Lance.

L’officina di Michelotto si è dedicata al restauro di questo strepitoso gioiello, riportando alla luce originale lo splendido colore Rosso Corsa e dando una bella svecchiata agli interni. Secondo quanto riportato da “Motor1.com“, il tutto è costato una spesa pari a circa 133 mila euro, non certo spiccioli, ma cosa non si farebbe per un capolavoro di questo livello.

L’esemplare che è finito all’asta è del 1987, che venne venduto al pilota e ricco imprenditore Jean Blaton, proveniente dal Belgio. Tuttavia, quest’auto ha variato diversi “padroni”, sino a finire anche nelle mani del sopracitato Stroll, il quale l’ha in seguito rivenduta, risultando essere uno degli ultimi proprietari del capolavoro della casa modenese.

Sarà interessante tenere d’occhio questa inserzione, perché potrebbe essere acquistata da qualche magnate a delle cifre incredibili. Attualmente, non è chiaro il luogo in cui verrà svolta l’asta, né tantomeno chi la organizzerà. Non ci resta che attendere ulteriori dettagli, nella speranza che questa opera d’arte finisca in buone mani. Ecco alcuni scatti del gioiello che ancora fa battere tanti cuori.

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