F1, caos Superlicenza: 8 campioni che sarebbero rimasti a piedi

Per correre in F1 è necessario avere la Superlicenza che viene rilasciata dalla FIA. Ben otto campioni del passato l’hanno ottenuta a fatica.

La F1 è la categoria regina del motorsport, quella a cui tutti i giovani talenti che si avvicinano al mondo dell’automobilismo sognano di raggiungere. Purtroppo, i posti a disposizione sono soltanto 20, e la selezione è molto ristretta, sino a costringere molti dei prospetti a rinunciarci per concentrarsi su altre discipline motoristiche.

F1 (ANSA)
F1 (ANSA)

Per prendere parte al Circus, la FIA impone il possesso della Superlicenza, di cui si è tanto discusso negli ultimi giorni. Il caso è scoppiato per via del caso Colton Herta, talentuoso statunitense che corre in Indycar, dove ha già vinto diverse corse e con il sogno di arrivare in F1.

La Red Bull, nella figura di Helmut Marko, aveva tutte le intenzioni di farlo sbarcare nella massima serie sull’AlphaTauri al posti di Pierre Gasly, ma la Federazione Internazionale non ha concesso la Superlicenza, visto che il ragazzo non aveva i punti necessari per conseguirla. Eppure, in passato, vennero già fatte diverse eccezioni, senza le quali il Circus non avrebbe visto sin da subito all’opera dei futuri campioni del mondo.

F1, ecco i campioni che hanno rischiato di non correre

Partendo dai tempi recenti, un caso famosissimo è quello di Max Verstappen, che debuttò in F1 con la Toro Rosso a 17 anni, al Gran Premio d’Australia del 2015. L’olandese fu molto fortunato, dal momento che la FIA cambiò le regole nel 2016, imponendo ai piloti di correre soltanto una volta raggiunta la maggiore età (ovvero i 18 anni in Europa), ma anche per un altro fattore.

Venne infatti imposto anche un limite più restrittivo in termini di punti sulla Superlicenza, e Super Max non ne avrebbe avuti abbastanza, avendo chiuso al terzo posto il campionato di Formula 3 del 2014, che gli avrebbe regalato soltanto 20 punti. Per fortuna, Max è comunque arrivato in F1, e nessuno se ne sarebbe pentito.

Abbastanza clamoroso il caso che vide protagonista Kimi Raikkonen, che esordì nel Circus nel 2001 al volante della Sauber. Il finlandese prese contatto con una monoposto per la prima volta nel 2000, durante dei test privati al Mugello, a cui era presente anche Michael Schumacher, che rimase stupito a sua volta delle doti del ragazzino.

Peter Sauber fece carte false per poterlo portare in pista sin dall’anno successivo, e la cosa si risolse a votazioni. Il collegio della FIA si dichiarò favorevole alla concessione della Superlicenza, con il solo Max Mosley contrario. Raikkonen passò quindi dalla Formula Renault 2.0 al Circus, un qualcosa privo di precedenti.

Con le regole moderne, neanche Nigel Mansell e Niki Lauda avrebbero mai preso parte ai GP, con il britannico che avrebbe avuto soltanto 17 punti a sua disposizione, ben lontano dal limite di 40 che c’è oggi. Stesso discorso anche per Alain Jones, iridato nel 1990 con la Williams. L’australiano debuttò nel 1975 in Spagna, ma i successi nella Formula 3 britannica non sarebbero stati sufficienti per vederlo arrivare nel Circus in termini di Superlicenza.

Nel 2000, nel mondiale più seguito del mondo, fece la sua apparizione anche Jenson Button, al volante della Williams-BMW accanto a Ralf Schumacher. Il britannico venne presentato in pompa magna come un futuro campione, che però fece molta fatica nei suoi primi anni nel Circus a causa di monoposto poco performanti, prima del mondiale arrivato nel 2009 con la Brawn GP.

Al momento dell’esordio, avvenuto in Australia nel 2000, Button aveva ottenuto soltanto 32 punti, grazie ai successi arrivati nella Formula Ford e nella Formula 3 britannico, ma tutto ciò non sarebbe stato comunque sufficiente con le regole odierne, così come per Damon Hill e Fernando Alonso.

Il figlio del grande Graham, vinse il suo primo ed unico titolo nel 1996 con la strabiliante Williams Renault, dopo aver esordito nel sulla Brabham nel 1992. All’epoca, Damon aveva ottenuto 20 punti sulla “patente” speciale che abilita a guidare le auto da corsa più veloci del mondo, mentre Fernando è quello che più si è avvicinato al limite fissato oggi, ma comunque non sarebbe rientrato nei limiti regolamentari.

Alonso, campione nel 2005 e nel 2006 sulla Renault, esordì nel 2001 sulla Minardi, dopo aver ottenuto grandi successi nelle categorie minori. L’asturiano venne presentato come un vero e proprio fenomeno, che infatti venne poi prelevato da Flavio Briatore che lo mise a ricoprire il ruolo di test per il 2002, prima di farlo gareggiare a tempo pieno dalla stagione successiva.

Le regole attuali sono molto severe, e ciò impedirà a Colton Herta di mettersi al volante dell’AlphaTauri, almeno per quanto riguarda la prossima stagione. Il Circus e Liberty Media vogliono uno statunitense al via, per cui nulla è escluso per il 2024, ma c’è ancora tempo per pensarci.