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Formula 1

F1, rischio licenziamenti in casa Ferrari? Arriva la clamorosa indiscrezione

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Davide Russo

Il congelamento delle Power Unit sino al 2025 potrebbe anche trasformarsi in uno scossone per gli organici dei team di Formula 1. Ecco la situazione della Ferrari.

E’ un momento molto delicato per il team italiano, imbrigliato nella lotta per la seconda pozione nei costruttori e un futuro tutto da scrivere. La stagione era iniziata nel migliore dei modi con le vittorie di Charles Leclerc in Bahrain e Australia, ma non è proseguita nello stesso modo. La lotta avvincente alla Red Bull Racing e l’apertura di un ciclo vincente sono risultate una mera illusione. Dal quarto Gran Premio della stagione in avanti non c’è stata più possibilità di tenere il passo di un team perfetto.

La base di partenza della F1 – 75 era ottima, ma i tecnici non sono stati in grado, ancora una volta, di tirar fuori il massimo potenziale nell’arco di una intera stagione. Gli aggiornamenti tecnici non hanno dato i risultati sperati. Difatti la RB18, nonostante partisse indietro, ha riguadagnato terreno e, dopo gli sviluppi, ha fatto mangiare la polvere ai ferraristi. Max Verstappen ha già vinto 11 Gran Premi, di cui gli ultimi cinque di fila. L’olandese è risultato irrefrenabile, anche a causa di una serie di errori clamorosi della Scuderia. Problemi di affidabilità, errori di strategie, e sbagli di guida dei piloti hanno, completamente, un quadro tutt’altro che roseo per il futuro. La squadra di Maranello è anche incalzata dalla Mercedes, in classifica costruttori. Un team che non ha mai vinto neanche un Gran Premio nel 2022. Basterebbe questo ha lasciare i fan di stucco, ma un’altra spiacevole notizia è emersa da un articolo esclusivo di Motorsport.com.

Le squadre hanno accettato, soprattutto per venire incontro alle esigenze della Red Bull Racing, il congelamento dei motori. Il freezing sino al 2025 ha rappresentato una vittoria assoluta per la squadra austriaca. A questo punto per la RB la strada è in discesa, essendosi confermati al top. La Ferrari, invece, ha puntato tutto sul recuperare il gap prestazionale, finendo per incappare in problemi di affidabilità. Una scelta che non si è rivelata vincente, almeno nel 2022. Le squadre non saranno più costrette a produrre 100 Power Unit all’anno, ma basteranno quelle utili a garantire la fornitura dei team. Una esigenza nata anche dalla grave crisi economica che ha investito il mondo, compreso il circus della F1. Si tratta di un cambiamento epocale che potrebbe anche portare le squadre a dover rivedere i propri organici. Con l’ultimo sviluppo della parte elettrica dei motori ibridi, avvenuta dopo l’estate, si va a chiudere un cerchio.

Licenziamenti? Ecco la mossa della Ferrari

A Maranello, considerato il budget cap imposto, hanno già pensato ad una ricollocazione del personale. Idem accadrà per Mercedes, Red Bull Racing e Renault. Una grande azienda si vede anche in questi aspetti, e con una forza lavoro meno impegnata sulla F1, vi sarà più spazio per altri progetti, tra cui la grande sfida nel WEC. I valori, sotto il profilo motoristico, sono molto vicini in F1, ma ciò non si è tradotto in una entusiasmante battaglia in pista come nelle attese. I vertici della FIA si aspettavano uno spettacolo tra più team in lizza per podi e vittorie. In realtà, sin qui, hanno calcato il podio solo Charles Leclerc, Carlos Sainz, Max Verstappen, Sergio Perez, Lewis Hamilton, George Russell e Lando Norris. Quest’ultimo su McLaren è l’unico pilota che è riuscito a rompere l’egemonia dei tre top team. A maggior ragione le squadre che, in questo momento, sembrano attardate potranno puntare tutto su un telaio migliore nel 2023. Mercedes, nel 2023 la rinascita? Toto Wolff vuota il sacco

I motori, salvo interventi di affidabilità imposti dalla FIA, rimarranno gli stessi. E’ evidente il vantaggio conseguito dalla Red Bull Racing. Il team austriaco ha fatto incetta di vittorie ed appare molto più vicino di chiunque altro ad aprire un ciclo vincente. Il regolamento finanziario per il 2023 imporrà un limite di spesa fissato in 95 milioni di dollari l’anno, sino al 2025, mentre con il debutto delle nuove Power Unit nel 2026 ripoterà la soglia a 130 milioni di dollari. Le priorità, almeno nelle prossime tre stagioni, sarà tutta improntata su altri aspetti tecnici. Nel prossimo triennio l’attenzione si sposterà, infatti, sulla ricerca della perfezione aerodinamica e telaistica.

Lato Power Unit, la Ferrari, cosi come gli altri costruttori, stanno elaborando un piano nel quale studiare come ricollocare gli inevitabili esuberi. Ecco gli orari del prossimo Gran Premio di F1. I tecnici motoristi avranno meno lavoro rispetto agli anni scorsi, ma la partita si sposterà sugli sviluppi telaistici. La Red Bull Racing si è già mossa in questa direzione provando ad alleggerire la vettura dei kg in eccesso. Tra l’altro sarebbe dovuto essere introdotto anche un nuovo telaio nelle ultime tappe, ma probabilmente rappresenterà la base di partenza per la monoposto austriaca della prossima stagione. La Ferrari, invece, ha fatto un passo indietro nella speranza di farne due in avanti, dopo aver bocciato il telaio introdotto a Singapore.

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Davide Russo
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