Leclerc, adesso c’è la richiesta alla F1: ecco cosa bisognerebbe fare

In una intervista con Fedez il pilota della Ferrari, Charles Leclerc, non ha nascosto un desiderio che già tanti piloti hanno manifestato in precedenza.

Da Vettel a Verstappen, passando per Lewis Hamilton. Tanti campioni F1 hanno espresso la volontà di tornare ai motori a combustione di un tempo. Sebastian Vettel, dopo l’ennesimo problema tecnico al motore ibrido della Rossa, urlò in un iconico team radio: “Riportateci i f****i V12!” Uno sfogo che fece scattare una certa nostalgia per il sound di allora. I tempi cambiano e il circus ha sempre rappresentato il palcoscenico per eccellenza dell’innovazione della tecnologia. Anche per questo motivo, in un mondo che va sempre più verso l’elettrico, si è raggiunto un compromesso. Turbo Compressore, Mgu-K (Recupero dell’Energia in Frenata), Mgu-H (Recupero dell’Energia Termica del Turbo) e il pacco batterie denominato ES (Energy Store) hanno cambiato la F1.

Charles Leclerc (Ansa Foto)
Charles Leclerc (Ansa Foto)

Correva l’anno 2014 e le squadre accettarono di lanciarsi nella nuova era ibrida. C’è chi come la Ferrari, si fece cogliere impreparata su una tecnologia che non conosceva in modo avanzato come i competitor, e da allora il team modenese ha avuto un netto calo di risultati. Negli ultimi 12 anni, ovvero da Monza del 12 settembre 2010 ad oggi, la Rossa ha ottenuto appena 30 vittorie. Max Verstappen, debuttante in F1 nel 2015, ne ha conquistate 31. Basterebbero questo dato per comprendere quanto poco la Rossa abbia raccolto, ma a complicare ancora di più il quadro c’è stata una cristallizzazione dei valori tecnici. La Mercedes ha potuto dominare la scena, senza particolari patemi, per otto anni di fila. E’ vero che la F1 è sempre stata ciclica, ma dall’introduzione delle PU ibride, la monotonia è regnata sovrana. Nel 2022, finalmente, sono arrivate nuove regole a rimescolare le carte e, a quel punto, la Ferrari è riuscita a risalire sul primo gradino del podio dopo anni di digiuno.

Charles Leclerc ha iniziato l’attuale stagione alla grande. Un hat – trick in Bahrain, seguito da un testa a testa sino alle ultime curve in Arabia Saudita con Verstappen e il grand chelem in Australia. Grazie al nuovo motore Superfast la Scuderia sembrava tornata a dettare legge, come nei primi anni 2000. Tutto questo ha avuto un costo in termini di uomini e risorse enorme. La Rossa ha sacrificato le due precedenti stagioni per puntare tutto sul progetto wing car. Per provare a colmare il gap sul piano delle performance, la squadra ha scelto di rischiare sul lato affidabilità. I problemi tecnici al Superfast hanno limitato l’ascesa di Leclerc e Sainz. In qualche occasione i ferraristi sono rimasti a piedi. Ovviamente non sono state solo le avarie tecniche a spianare la strada a Max Verstappen, ma di sicuro la Rossa non ha ancora trovato la quadra dal punto di vista motoristico. Ma qual è il trucco della Red Bull nel 2022?

Il desiderio di Charles Leclerc

Il monegasco è stato ospite della trasmissione “muschio selvaggio”, condotta da Fedez e Luis Sal a Fiorano. Il pilota ha volto lo sguardo al passato. La F1, nel corso della sua storia, è passata da una libertà pressoché totale negli anni iniziali, ad un congelamento delle PU. Le monoposto negli anni ’50 avevano un motore anteriore. Nel decennio successivo si passò al motore posteriore di tipo aspirato con cilindrata limitata a 3000 cc. Sino agli anni ’70 i tecnici erano focalizzati sulla crescita di potenza e sull’aerodinamica. Si arrivò così ai meravigliosi anni ’80 con l’era dei turbo. Negli anni ’90 ci fu un passo in avanti importante con l’elettronica. La cilindrata di 3500 cc con frazionamento libero a 8, 10 o 12 cilindri, quest’ultimo adottato dalla Ferrari, diede una grande libertà ai tecnici. La categoria regina del Motorsport vide delle battaglie epiche tra i team Ferrari, McLaren, Renault e Williams.

Dal 1998 il Regolamento stabilì l’architettura V10 3000 cc. La Ferrari raggiunsi il massimo splendore con il quinquennio aureo di Schumacher e i sei titoli costruttori. Nel 2006 arrivarono i V8 2400 cc aspirati, in seguito coadiuvati dal KERS, il primo sistema di recupero di energia. La Rossa si dimostrò competitiva, conquistando gli ultimi titoli con Raikkonen nel 2007 e l’ultimo costruttori nel 2008. Successivamente, ci fu la parentesi BrawnGP nel 2009, e il ciclo Red Bull Racing con i 4 mondiali consecutivi di Sebastian Vettel. Nel 2014, poi, di nuovo rivoluzione con la nascita delle Power Unit, V6 da 1600 cc con una doppia unità ibrida per il recupero dell’energia. Da allora la Formula 1 è quasi diventata un nuova categoria, e per i piloti il gusto non è stato più lo stesso. La Red Bull vuole umiliare la Ferrari: sentite il piano di Horner.

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Ecco le parole di Charles Leclerc: “Cosa cambierei in Formula 1? Il motore. Vorrei il V10 per il rumore. Nel mondo sempre più verde in cui viviamo sono a favore dei nuovi motori, ma dal punto di vista dell’emozione e del rumore i V10 sono incredibili. Già quest’anno sono cambiate le benzine, con più etanolo. E in futuro il piano è quello di andare sempre di più in quella direzione, sempre mantenendo il DNA della Formula 1. Ci sono tante alternative all’elettrico che per adesso non sono state ancora molto sviluppate. Ma tra 4 o 5 anni potremmo già avere queste tecnologie, come l’idrogeno”.