Come sta Alex Zanardi? Arrivano finalmente importanti novità

Ad oltre due mesi dal ricovero al San Bortolo Zanardi è tornato nella sua abitazione per proseguire la riabilitazione post incidente in handbike. 

Dopo 76 giorni dal suo secondo ricovero all’ospedale San Bortolo di Vicenza Alex Zanardi è rientrato a casa. L’olimpionico c’era già stato nei periodi bui della pandemia e vi era tornato per un’ulteriore stabilizzazione delle condizioni.

In questo periodo lo sportivo è stato assistito dall’equipe medica di una struttura specializzata come quella veneta, nota in tutta Europa. Proprio per questa fama e credibilità la famiglia dell’asso bolognese aveva scelto  di affidarsi a loro per quanto riguarda il recupero fisico e cognitivo.

Alex Zanardi (Ansa Foto)
Alex Zanardi (Ansa Foto)

Presente dallo scorso 2 agosto  quando un incendio scoppiato nella sua villa a Noventa Padovana, aveva costretto i suoi cari a trovare un’alternativa valida permettergli di andare avanti con il normale ciclo terapico, il nosocomio vicentino è diventato come una seconda casa per lui.

Il reparto che lo ha seguito resterà il suo punto di riferimento medico per il futuro“, ha dichiarato il dottor Bertagnoni.

Sembra passata una vita da quel 19 giugno 2020 quando nel corso di una gara di handbike organizzata a sostegno di coloro che avevano sofferto economicamente il lockdown, il 55enne veniva investito da un mezzo pesante che procedeva in senso opposto.

Come sta davvero Zanardi?

Da allora si è saputo davvero poco del reale stato di salute dell’amatissimo atleta. Chi gli è vicino ha preferito chiudere il cerchio attorno a lui, così da tutelarne la privacy e togliere storie da mormorare ai media.

Una policy severissima che non è mai stata abbandonata. Dell’ultimo periodo trascorso al San Bortolo sappiamo solo che è stato necessario per via del rogo che aveva compromesso il funzionamento dei macchinari che il campione di IndyCar sta usando per il suo lento recupero della normalità.

Quattro ori ai  Giochi Olimpici di Londra del 2012 e a quelli di Rio 2016, Alex ha saputo trascendere le frontiere. In pochi casi nello sport ricordiamo un personaggio tanto poliedrico da conquistare una platea vastissima di ammiratori. Dalle auto, alle bici, fino alla divulgazione della scienza in tv. Si è fatto conoscere ed apprezzare come uomo prima ancora che come sportivo.

Ecco perché, ammirati dalla sua voglia di rialzarsi sempre e comunque. Di crederci. E di non mollare mai, affrontando ogni aspetto della vita. anche il più duro, con il sorriso, è stato in grado di diventare un idolo. Un punto di riferimento di chi magari l’automobilismo non lo ha mai seguito.

Mai pubblicamente irato per la sua disabilità, ci ha anzi spesso scherzato su, ironizzando. Insegnando a chi ha un destino simile al suo, che si può vivere al 100% anche non avendo tutti i “pezzi”.

Era il 15 settembre del 2001, quando, sul circuito del Lausitzring, in Germania, perse entrambe le gambe quale esito di un incidente che tuttora impressiona. In quell’occasione non si perse d’animo. E anziché piangersi addosso cercò di capire come organizzarsi per non perdere nulla della sua nuova  vita.

Purtroppo questa sua vivacità non lo ha aiutato sulla strada tra Pienza e San Quirico d’Orcia in Toscana. tuttavia siamo certi che lo starà facendo adesso, anche se noi non ne vediamo i risultati.

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