Qual è il record di velocità della F1? Non è stato fatto a Monza

Ad oggi si racconta ancora che il primato di velocità della F1 sia stato stabilito nel 2004 a Monza. Ma la realtà è ben diversa.

Finito il weekend del GP d’Italia, ormai è partito il conto alla rovescia per la vittoria del campionato da parte di Max Verstappen, che con alcune combinazioni particolari può essere campione per la seconda volta in carriera già a Singapore. L’olandese è vicino anche al record di successi in una stagione stabilito da Michael Schumacher e Sebastian Vettel, rispettivamente con Ferrari e Red Bull. Ma il pilota del team anglo-austriaco ne ha già battuti diversi di primati e ancora ne avrà di tempo per batterne altri.

F1 BAR Honda del 2004 (ANSA)
F1 BAR Honda del 2004 (ANSA)

F1 che ogni stagione deve aggiornare le sue statistiche e i primati, colpa anche di un calendario fitto come non mai che permette ai team e agli attuali piloti di ottenere con una certa facilità dei primati rispetto ai colleghi del passato. Se pensiamo che ora si rischia di andare a 24 GP per ogni stagione rispetto magari ai 10 dei primissimi anni della F1, capiamo bene come certi record siano ormai obsoleti o comunque pronti ad essere aggiornati continuamente.

A dire il vero i più interessanti riguardano le vetture e in particolare i record di velocità. Di pari passo con la tecnologia, le scuderie di volta in volta si sono sfidate, soprattutto nel secolo scorso, a creare monoposto sempre più potenti. Il picco lo si è raggiunto intorno agli anni 2000, prima del ritorno in F1 del turbo e del debutto del sistema ibrido. E proprio Monza, il circuito più veloce dell’interno Mondiale, ha conservato spesso questi primati. Uno in realtà ancora dura tutt’oggi. Nel 2004 la Williams BMW di Antonio Pizzonia ha raggiunto i 369,9 km/h alla fine del rettilineo principale dell’autodromo brianzolo, ma fu battuto l’anno successivo dalla McLaren-Mercedes di Kimi Raikkonen, che fece segnare 370,1 km/h. In realtà più rapido di tutti fu quell’anno nei test di Monza l’altro pilota McLaren, Juan-Pablo Montoya, con 372,6 km/h.

F1 e quel record di velocità che non appartiene a Monza

In realtà però il primato per una F1 non è stato stabilito sul circuito lombardo ma su un non-circuito. La BAR-Honda decise di imbarcarsi in una impresa particolare. L’obiettivo era capire se la propria vettura e in generale una F1 potesse raggiungere la barriera dei 400 km/h e anche sfondarla. Fu utilizzato alla fine il telaio 007 che Jenson Button e Takuma Sato avevano corso nella stagione 2005. E a parlare di quella esperienza è stato Alan van der Merwe, che in seguito ha guidato l’auto medica in F1 per molti anni: “Quando il reparto marketing ha parlato del progetto Bonneville 400, la nostra prima reazione è stata: non è possibile. Hanno detto: ‘Abbiamo solo bisogno di più potenza del motore’. Ma non era così semplice”.

“Per ottenere un certo risultato serviva un’auto potente e leggere e venne creato in pratica un veicolo relativamente delicato. All’inizio non riuscivamo nemmeno a superare la prima marcia! Le ruote giravano troppo e la centralina elettronica si bloccava. Abbiamo quindi convertito l’auto e montato anche una pinna per una maggiore stabilità alle alte velocità. Abbiamo fatto un test alla Lyneham Air Force Base in Inghilterra. Il mio tecnico disse che dovevo raggiungere i 280 km/h ma poi ai box mi dissero che arrivai a 360 km/h. Ciò era dovuto al rapporto di trasmissione completamente diverso e alla mancanza di carico aerodinamico”.

La pista dei record era larga 200 metri e lunga ben 17 chilometri. Per essere ufficialmente certificata una velocità record, la FIA richiede due corse sullo stesso percorso. Questo per compensare i benefici del vento in coda: “Anche se una volta abbiamo raggiunto i 400,454 km/h, non potevamo ripeterlo sulla via del ritorno, quindi abbiamo ottenuto una media di 397,36. Obiettivo mancato”, ha raccontato van der Merwe. Nei test successivi nel deserto del Mojawe, però raggiunse i 413,205 km/h, ma non c’era la guida bidirezionale. Quindi il record di una F1 è ufficialmente di 397,36 km/h, quello stabilito dalla Bar-Honda a Bonneville.

Ma oggi certi primati sono ancora possibili? Pare proprio di no, innanzitutto perché dal 2017 la F1 è passata a pneumatici più grandi e questo ha aumentato la resistenza e ridotto le velocità massime. Nel 2022 poi le monoposto ancor più pesanti con pneumatici a basso profilo hanno reso ancor più impossibile la possibilità di raggiungere nuovi record.

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