L’ex F1 ora fa una richiesta alla FIA: ecco quale modifica chiede

Quanto accaduto a Piastri con l’Alpine potrebbe fare giurisprudenza in F1. Ecco cosa ha chiesto il presidente della GPDA Wurz alla FIA.

Oscar Piastri è diventato un caso da scuola. Per questo dopo di lui potrebbero cambiare diverse cose per la F1 in merito di contratti. Proprio mentre stava per partire il weekend di Monza, il presidente della GPDA Alex Wurz ha avanzato una proposta. La registrazione presso il Contract Recognition Board degli accordi stipulati tra i team e i rookie.

F1 (AdobeStock)
F1 (AdobeStock)

Attualmente l’ufficio si occupa solamente dei driver ufficiali e di quelli di riserva, mentre gli emergenti rimangono scoperti e alla mercé dei manager. Uno stato di cose che facilmente  può portare a situazioni simili a quella capitata al promettente australiano.

Se l’etica fosse prevalsa, sarebbe rimasto con la squadra che lo ha fatto crescere“, ha affermato l’austriaco a Motorsport.com, convinto che con un altro tipo di regolamentazione, il figlioccio di Mark Webber non avrebbe potuto “tradire” l’Alpine che lo schierava da tempo tra i suoi junior per andare alla McLaren.

Tuttavia, se chi ti svezza, poi non è in grado di offrirti l’opportunità per la quale ti ha voluto, allora è giusto potersene andare“, ha quindi considerato.

Il “sindacalista” del piloti Wurz chiede modifiche in F1

Per il 48enne ogni patto stipulato tra un costruttore e un conduttore dovrebbe essere sigillato così da evitare sorprese per l’una e l’altra parte.

A volte, il comportamento irrazionale dei capi delle scuderie finisce per innescare eventi che possono  far deragliare le meticolose pianificazioni di carriera dei genitori, degli investitori e dei team di formazione. Di conseguenza sarebbe opportuno essere controllati“, ha ribadito l’ex pilota.

Per illustrare meglio l’essenzialità della registrazione, il due volte campio della 24 Ore di La Mans, ha evidenziato un rischio. Quello che può correre chi paga per il percorso di un driver e poi questo può decidere di svincolarsi liberamente.

Se si pensa che un ragazzino del proprio vivaio e attivo nel karting meriti di arrivare in F1, la partnership in essere dovrebbe essere messa nero su bianco“, ha asserito suggerendo l’inserimento di una sorta di diritto di prelazione, cancellabile solamente in caso di disinteresse. “A quel punto il pilota avrebbe la chance di andare altrove“.

Per l’ex Williams e McLaren il doppio vincolo è assolutamente necessario. Soprattutto in un automobilismo competitivo come quello attuale, sempre meno leale e lontano dalle strette di mano di un tempo che permettevano di costrutire grandi cose.

A suo avviso, chi dispone di un programma per talenti in erba, dopo tre/quattro anno dovrebbe fornire un’opportunità di peso al proprio sottoposto. In caso contrario non dovrebbe più pretendere la fedeltà del pilota in questione.

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Per Alex, la messa in pratica di una simile idea aiuterà il settore nel globale: “È uno scambio“, ha detto. “In caso di mancato rispetto di una delle due parti dell’accordo, vuoi perché il conduttore non porta a casa i risultati previsti, o perché un’equipe non può offrire le chance o lo spazio ambiti, tramite questo strumento si riuscirà a definire il divorzio in modo equo“, ha chisato.