VR46 promesso sposo Yamaha? La Ducati vuota il sacco

Yamaha sogna di sancire una nuova partnership con il team VR46, ma prima della stagione 2025 non sarà facile.

Nella stagione 2022 ha fatto l’esordio in MotoGP il team Mooney VR46 di Valentino Rossi, che schiera Luca Marini e Marco Bezzecchi, rispettivamente con una Ducati GP22 e una GP21. Nel fine settimana di Assen il rookie ‘Bez’ ha conquistato il suo primo podio in classe regina, il primo anche per la squadra di Tavullia, che può vantare già un primo buon risultato nel suo curriculum.

Marco Bezzecchi (foto Ansa)
Marco Bezzecchi (foto Ansa)

La Casa di Borgo Panigale vanta ben otto moto sulla griglia di partenza, dopo l’ingresso dei team VR46 e Gresini Racing, al contrario della Yamaha che, dalla prossima stagione, non avrà nessun team satellite dopo l’uscita di RNF a fine campionato. Il manager malese Razlan Razali ha preferito accettare la proposta di Aprilia e Massimo Rivola, con un contratto triennale e una RS-GP22 che si sta dimostrando fortemente competitiva su ogni tracciato. Al Mugello è arrivato il comunicato ufficiale, Iwata dovrà cercare un nuovo team per il 2024.

Ducati congela il contratto con VR46

Ducati e VR46 sono legati contrattualmente fino alla fine del 2024 ed entrambe le parti sono pienamente soddisfatti. Marini e Bezzecchi hanno due frecce rosse a loro disposizione, massimo supporto tecnico, dal canto suo la Casa di Borgo Panigale può adesso vantare un folto vivaio piloti che gli permette di coltivare talenti al suo interno, come avvenuto con Bagnaia, Martin, Bastianini. Paolo Ciabatti non ha nessuna intenzione di lasciarsi sfuggire il team VR46 con un anno di anticipo: “Abbiamo un contratto con il team VR46 che include anche il 2024”, evidenzia Ciabatti a Speedweek.com. “Non so cosa accadrà dopo, ma per adesso abbiamo un contratto triennale. La squadra è felice e i piloti della VR46 sono contenti dei risultati che stanno ottenendo”.

A Dorna sicuramente non piace vedere Yamaha senza team satellite e Ducati con bel tre team clienti, una situazione che prima o poi dovrà cambiare. Ma la Casa di Iwata sembra avere le mani legate almeno fino al 2025, solo allora il team VR46 potrebbe decidere di passare con la Casa dei diapason. Ammesso di volerlo, perché la Desmosedici si sta affermando come moto da battere, mentre la M1 fa emergere alcune lacune tecniche, come la velocità massima e una non facile adattabilità ai vari stili di guida.

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Ma se da un lato Ducati conta 7 vittorie in questa stagione, 8 pole position e quattro piloti tra i primi sei del mondiale, sembra mancare ancora un pilota capace di trainare il marchio verso la conquista del titolo piloti. Pecco Bagnaia paga lo scotto dei quattro zeri e insegue a 49 punti Fabio Quartararo: “Abbiamo ancora del lavoro da fare”, ha proseguito Paolo Ciabatti. “Ma non è un compito facile. Penso che abbiamo i piloti giusti e la moto giusta per vincere il Mondiale”.