Bezzecchi, il segreto arriva da Valentino Rossi: ecco il suo uomo ombra

L’ex telemetrista di Valentino Rossi Flamigni racconta le difficoltà incontrate nel suo nuovo ruolo di capotecnico di Bezzecchi.

Il ritiro dalla MotoGP di Valentino Rossi ha comportato un rimescolamento delle carte. Quanti storicamente lavoravano per lui si sono trovati costretti a cercare un’altra sistemazione. Tra questi Matteo Flamigni, suo fido telemetrista.

Marco Bezzecchi e Valentino Rossi (ANSA)
Marco Bezzecchi e Valentino Rossi (ANSA)

Staccatosi dall’analisi dei dati, il faentino ha accettato il non facile compito di capotecnico per un debuttante di categoria come Bezzecchi. E i risultati hanno presto cominciato ad arrivare, come ad Assen dove il portacolori della Mooney VR46 Racing ha chiuso sul podio in seconda posizione.

“Marco è un pilota di grande talento, molto intelligente e veloce, ascolta e riesce a migliorarsi turno dopo turno. Inizialmente si faceva prendere dalla foga, poi ha capito che non bisogna avere fretta”, ha affermato al sito Corsedimoto il 52enne. “In Olanda se non ci fossero stati gli incidenti di Quartararo ed Espargaro avrebbe terminato quarto, tuttavia la sua è stata un’ottima prestazione, specialmente trattandosi di una pista impegnativa. Si è comportato da veterano e non si è lasciato intimorire dagli avversari”.

Una delle ragioni di certo exploit è il clima disteso che si respira nel box. “Lui è un ragazzo solare, porta un sacco di allegria, ma quando c’è da lavorare è molto attento e concentrato. Mi piace come approccio, riesce a non prendersi mai troppo sul serio e questa per me è una dote fondamentale”.

Parlando invece di sé stesso, l’ex spalla del Dottore si è detto soddisfatto di quanto fatto finora. “Non pensavo di riuscire a calarmi in questo ruolo così bene. Mi piace avere la gestione della moto nel suo complesso. Mi dà modo di sbizzarrirmi con qualche idea a livello di setting”.

Flamigni racconta del suo lavoro con Bezzecchi

A questo proposito ad ispirare l’ingegnere elettronico è una vecchia conoscenza della top class del motociclismo. “A volte mi muovo in base all’esperienza, in altri casi seguo le indicazioni dei piloti un po’ come faceva Jeremy Burgess“, ha confidato rendendo poi merito al gruppo tecnico trovato nel team Ducati.

I ragazzi sono tutti al top. Assieme andiamo davvero forte! E anche la moto aiuta essendo una delle più competitive del lotto“, ha riconosciuto.

Allargando lo sguardo invece alla lotta iridata tra la Desmosedici e la Yamaha, Matteo ha esaltato le doti del Diablo, in grado più degli altri colleghi di marca di fare la differenza.  “Se anche gli altri piloti fossero performanti, probabilmente staremmo parlando di un Morbidelli che ruba punti a Fabio e viceversa. In realtà invece si è creata un po’ una situazione stile Marquez-Honda, con un solo corridore che riesce a sfruttare la M1“, 

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In barba a quella che potrebbe sembrare una supremazia del Diapason, o meglio del campione in carica, resta un filo di speranza per Bagnaia. “Se in questa seconda parte di stagione non dovessero più verificarsi battute d’arresto, lo vedo tranquillamente in grado di giocarsi il mondiale fino all’ultima curva”, ha chiosato in merito alle chance di Pecco che, in Austria, arriva con un deficit di 49 punti sul francese.