Quartararo, gli avversari ora ci credono: un errore può costargli caro

Quello di Silverstone è il secondo GP di fila in cui Quartararo soffre. Ma quello che sembrava un episodio ora diventa una conferma.

Due indizi fanno una prova? Forse, ma con Fabio Quartararo meglio non giurarlo. Il francese, leader della classifica, è incappato a Silverstone in un’altra gara poco fortunata, ma prevedibile. Un vantaggio che sembrava essere irrecuperabile da parte degli avversari (tranne Aleix Espargarò, che gli è rimasto comunque molto vicino sempre) invece nel giro di due gara si è assottigliato in maniera importante. I motivi sono diversi, ma i GP d’Olanda e Gran Bretagna sono due segnali d’allarme da non sottovalutare dal campione del mondo in carica, chiamato dall’Austria a riprendere un cammino che fino a un mese fa sembrava perfetto.

Fabio Quartararo (ANSA)
Fabio Quartararo (ANSA)

Se c’è un qualcosa che ha imparato Quartararo in questa stagione è che la sua Yamaha M1 non è all’altezza delle rivali. Solo lui riesce a portare la moto a certi livelli, è evidente a tutti, i risultati dei compagni di marca parlano chiaro. Ma nonostante non sia la moto migliore del lotto, è lì davanti. Vuoi per il talento del francese, vuoi per gli errori dei rivali, il vantaggio in classifica è andato ad aumentare fino ad Assen, merito anche di una costanza di rendimento incredibile che nessun altro ha avuto. Lì però l’incantesimo perfetto visto fino a quel momento si è rotto.

Quartararo, il difetto sta venendo fuori

Dal Portogallo al Sachsenring, Quartararo ha inanellato una serie di risultati importanti. Solo una volta è sceso dal podio, mentre gli altri hanno alternato vittorie e podi a scivoloni inattesi. Proprio per questo il vantaggio in classifica si è ampliato fino ad Assen. In Olanda però qualcosa ha cominciato ad andare storto. Una partenza non perfetta ha messo un’ansia inattesa al francese, incappato subito nell’errore che gli è costato il GP e che ha coinvolto Aleix Espargarò. A Silverstone invece subito una “forzatura”, visto anche il long lap penalty, ma lo strappo iniziale, condito da una prima parte di gare dietro agli avversari, oltre a una scelta della gomma posteriore errata, hanno inciso sulla prestazione della M1 ufficiale del transalpino, che in pratica si è giocato un secondo bonus consecutivo.

Le due ultime gare però forse hanno un filo conduttore: la paura di rimanere dietro alle altre moto. Infatti se c’è una cosa che ha inciso nelle prime corse stagionali di Quartararo è l’essere rimasto imbottigliato dietro. Un particolare che ha in pratica mandato le gomme della sua Yamaha in tilt, mentre con gare da subito di testa non ha mai vissuto problemi del genere. La “fretta” che è costata cara al francese negli ultimi due GP forse è dovuta proprio all’esigenza di portare la moto in una zona di comfort ed evitare il surriscaldamento anomalo degli pneumatici. E questo è costato caro.

“Dopo la penalità per il long-lap ero dietro a quattro piloti e la gomma posteriore si è surriscaldata. Non sono più riuscito a trovare prestazione e il degrado è stato molto più sensibile del previsto”, ha dichiarato il transalpino, confermando la teoria appena enunciata. Quindi sta emergendo sempre più evidente una falla nella dura e splendente corazza di Quartararo. Un difetto che ora gli avversari dovranno sfruttare, senza troppa ansia ma con forza e decisione. Il francese della Yamaha è battibile, ha un punto debole che può, da adesso in poi, essere quel grimaldello giusto che può riaprire il campionato.

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Quello che sembrava impossibile, ora diventa di colpo possibile. Altro che errore casuale quello di Assen. La spiegazione è precisa, non è stato un caso. Ora vedremo se ci sarà un avversario in grado di metterlo in difficoltà in tal senso.