Verstappen, stoccata della madre a papà Jos: sentite cosa ha detto

La madre di Max Verstappen, Sophie Kumpen, ha rilasciato un’intervista parlando di suo figlio, non rinunciando ad una frecciata all’ex marito.

Quello che Max Verstappen sta costruendo in questi anni potrebbe essere solo l’inizio di un ciclo vincente. L’olandese si è laureato campione del mondo la passata stagione, beffando all’ultimo giro dell’ultima gara di Abu Dhabi Lewis Hamilton, nel finale più convulso ed emozionante della storia di questo sport.

Max e Jos Verstappen
Max e Jos Verstappen

Su quanto accaduto a Yas Marina si è discusso tantissimo, ma la verità è che Super Max meritava alla grande ciò che ha ottenuto. Dando un’occhiata alla stagione, ci si rende conto, anche vedendo il confronto di punti tra Valtteri Bottas e Sergio Perez, che la Red Bull fosse nel complesso inferiore alla Mercedes.

Verstappen perse tantissimi punti per colpe non sue, al contrario del rivale che si ritirò soltanto a Monza per via del contatto con lo stesso olandese. Super Max dovette abbandonare i sogni di gloria a Baku, dopo una gara dominata, a causa dell’esplosione della posteriore sinistra in pieno rettilineo.

A Silverstone ebbe la peggio nel contatto con Hamilton alla Copse, mentre a Budapest fu speronato da Bottas alla prima curva, chiudendo solo decimo in quella gara a causa di una monoposto troppo danneggiata per puntare alle primissime posizioni. Nonostante questo, il figlio di Jos ce l’ha fatta vincendo ben dieci gare contro le otto di Sir Lewis, anch’egli splendido protagonista di uno dei campionati più tirati ed avvincenti di sempre.

Purtroppo, almeno per ora, quella meravigliosa sfida non ha avuto un seguito. Con il cambio dei regolamenti, la Red Bull è rimasta al top, mentre la Mercedes, per la prima volta dopo dieci anni, si è presentata al via con una monoposto non al livello della concorrenza, che nelle prime tredici gare non ha ancora ottenuto una vittoria.

George Russell l’ha portata per la prima volta in pole position in Ungheria, ma è chiaro come ancora manchi qualcosa per poter sfidare alla pari gli avversari. A prendere il posto del team di Brackley ci ha provato la Ferrari, che però non si è dimostrata assolutamente all’altezza a livello di squadra, nonostante la vettura migliore del lotto che ha a disposizione.

Il sogno di Charles Leclerc è durato fino a Barcellona, dopo oltre due mesi in cui è rimasto saldamente in testa alla classifica. Con il successo in rimonta di Super Max in Ungheria, la distanza fra i due è ormai di 80 punti, con la Red Bull a +97 sulla Ferrari in classifica costruttori, con la Mercedes che incalza il Cavallino visti i soli 30 punti di ritardo.

Ci sarebbe da piangere, a Maranello, considerando l’occasione gettata al vento da persone che già da tempo sarebbero dovute essere fuori dalla Gestione Sportiva come Inaki Rueda, mentre gli uomini di Christian Horner se la ridono. In tutto ciò, sarebbe un errore madornale non sottolineare lo strepitoso lavoro che sta svolgendo il campione del mondo, ormai divenuto una vera e propria macchina da guerra, incapace di commettere errori.

Verstappen, parla sua madre Sophie Kumpen

Max Verstappen è nato il 30 settembre del 1997 ad Hasselt, in Belgio, dall’olandese Jos, ex pilota di F1, e dalla madre belga, Sophie Kumpen, anche lei pilota di kart dai buoni risultati. Ripensando alla carriera di suo padre, spesso si scherza sul fatto che il campione del mondo possa aver ripreso più dalla mamma in quanto a talento, e lei è d’accordo con tali voci di corridoio.

Intervistata da “Red Bulletin“, la Kumpen ha parlato delle imprese di suo figlio, vero padrone assoluto della F1 di oggi: “Si è visto sin da quando era molto piccolo che Max era molto veloce, poteva portare al limite ogni mezzo che gli veniva affidato. Come genitore, è normale avere paura che gli potesse succedere qualcosa, ma lo devi accettare“.

La madre di Verstappen ha poi ricordato un curioso aneddoto: “Una volta si era ribaltato alla guida di un kart, così io corsi attraversando tutta la pista per vedere se stesse bene. Lui, senza battere ciglio, mi disse che stava bene e che voleva continuare a correre, gli interessava solo quello“.

Sophie ha poi parlato del talento ereditato da Super Max, e secondo lei ha ripreso il suo stile di guida piuttosto che quello di papà Jos: “Quando ancora correvo, mi diceva che guidavo in modo fluido e costante, mentre Jos era molto più aggressivo. Quando guardo Max in pista, penso che mi somigli molto come stile di guida. Lui è un ragazzo molto aperto, dice quello che pensa senza farsi problemi e così faccio anche io. Credo che abbia ripreso anche questa caratteristica da me“.

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Riguardo al fatto che Max sia stato cresciuto per diventare una vera e propria macchina da guerra, la madre ha sottolineato: “Lui è nato per essere competitivo, vuole sempre vincere e non accetta altri risultati. Questa cosa può risultare strana per le altre persone, è molto sicuro di sé e questo lo fa apparire arrogante, ma invece è molto amichevole con gli altri piloti, almeno fin quando non mette il casco. Ha un grande cuore, anche se i suoi critici spesso lo nascondono e cercano di descriverlo in modo distorto“.