Marko, il boss Red Bull svela un retroscena su Verstappen e Sainz

In una nuova rivelazione tv, Marko ha parlato del rapporto tra Sainz e Verstappen all’epoca della loro esperienza in Toro Rosso.

La stagione 2022 è ormai giunta a metà della sua corsa e in lotta per il Mondiale ci sono sempre due team, nonostante il nuovo regolamento promettesse più spettacolo anche in chiave iridata. Per ora però Red Bull e Ferrari si sono dimostrate superiori al resto della griglia, con le nuove direttive che però sembrano voler quasi mettere i bastoni tra le ruote delle due. Dopo un inizio folgorante, la Rossa ha subìto la rimonta della scuderia anglo-austriaca, che a Barcellona ha effettuato il sorpasso, prendendo il largo con il campione del mondo in carica Max Verstappen.

Helmut Marko (ANSA)
Helmut Marko (ANSA)

Fondamentale finora però nella sfida tra l’olandese e Charles Leclerc l’apporto dei compagni di squadra. Ad oggi meglio Sergio Perez, vincitore a Monaco, ma Carlos Sainz Jr negli ultimi GP ha finalmente rialzato la testa e a Silverstone il successo sembra averlo galvanizzato, anche se è la questione affidabilità che per ora lo ha limitato (vedi l’Austria). C’è da scommettersi però che l’apporto del messicano e dello spagnolo sarà ancor di più importante da ora fino in avanti per la conquista del Mondiale.

Marko e le difficoltà della coppia Sainz-Verstappen

C’è da dire che il rapporto tra compagni di squadra è quasi sempre problematico. Il più talentuoso è la prima guida ma spesso il secondo non ci sta a prendere i gradi di comprimario. In passato ce ne sono a decine di situazioni del genere, ma anche oggi abbondano nel Circus. A partire proprio da Red Bull e Ferrari. Ma se la prima ha risolto quasi subito il problema, mettendo le cose in chiaro già a Barcellona, a Maranello la questione appare tutt’altro che risolta.

Le parole di Mattia Binotto prima del GP d’Austria hanno fatto capire che Sainz e Leclerc sono ancora liberi di lottare, nonostante il monegasco si sia dimostrato praticamente sempre superiore al compagno. Ora la situazione sembra essersi scaldata e il rischio di nuove incomprensioni è vivo, e potrebbero addirittura essere fatali alla Ferrari nel cammino iridato. C’è però chi ha tirato in ballo anche l’ambizione di Sainz, che avrebbe da sempre animato l’iberico anche negli altri confronti avuti in F1 con i compagni di box. A partire dall’esperienza in Toro Rosso, proprio accanto a Verstappen.

A raccontare la vicenda è stato chi lo conosce bene il box, quel Helmut Marko che si occupa dei talenti della scuderia. Fu proprio lui che scelse Verstappen e Sainz nel 2015 nel team satellite, accoppiata che durò poi solo qualche altro GP nel 2016, prima della promozione dell’olandese alla Red Bull ai danni di Kvyat, che lo portò subito al successo al debutto a Barcellona.

In vena di confidenze, come spesso gli capita, Marko ha raccontato del rapporto tra i due ai tempi della Toro Rosso. Un connubio poco azzeccato, che portò a diversi momenti di tensione, come a Singapore quando il futuro campione del mondo si rifiutò di far passare il compagno, in quel momento più veloce di lui. “Per Sainz è stata una sfortuna avere Max come compagno di squadra – ha spiegato a The Red Bulletin – Tra i due in Toro Rosso l’atmosfera era piuttosto tossica. E visto che all’epoca avevamo un certo assetto nel team, non trovai il modo per farlo continuare”. Infatti Sainz durò fino a parte del 2017, prima del passaggio in Renault.

A dire la verità però, secondo Marko, Sainz ha sempre sofferto di un difetto. Che, a dire il vero, è riscontrabile anche in altri piloti: “Ha vissuto all’ombra del padre, due volte campione del mondo di rally. Ha avuto sempre l’immagine di figlio viziato di un pilota da corsa, ma era ingiusto nei suoi confronti. E ha dovuto lottare costantemente per farsi strada”. E forse ora questa durezza in pista e la voglia di arrivare ha una sua spiegazione.