Ferrari, perché Sainz si è ritirato? Si è ripetuto un problema già visto

La Ferrari non è riuscita a portare a casa la doppietta in Austria, a causa della rottura della power unit a Sainz. Binotto svela il motivo.

Il Gran Premio d’Austria è stato uno di quei classici eventi dai due volti in casa Ferrari, come tante volte accaduto in questa stagione. Alla vittoria di Charles Leclerc si deve aggiungere l’ennesimo guasto al motore che ha colpito Carlos Sainz, ritiratosi per la quarta volta in questa stagione veramente disgraziata per lui.

Ferrari F1-75 (ANSA)
Ferrari F1-75 (ANSA)

Carlitos è finito fuori in Australia a causa di un suo errore mentre cercava di rimontare, esagerando in un attacco all’esterno alla Haas di Kevin Magnussen che lo ha portato a girarsi dopo appena due giri. Ad Imola è sopraggiunta la sfortuna, vista la tamponata subita dalla McLaren di Daniel Ricciardo sul bagnato alla prima curva.

Il primo guaio di affidabilità è arrivato in Azerbaijan, mentre Sainz occupava la quarta posizione. Le immagini, dopo una decina di tornate, hanno inquadrato la sua Ferrari ferma nella via di fuga, costretta al ko per un guasto al Brake by Wire. Poco dopo sarebbe toccato anche a Leclerc, che però era in testa.

Il monegasco ha perso anche un’altra vittoria per via dell’affidabilità, vale a dire in Spagna, dove aveva dominato la scena partendo dalla pole position. Per sua fortuna, la F1-75 #16 è riuscita ad arrivare al traguardo regalandogli il terzo successo stagionale, anche se non sono mancate noie al pedale dell’accelaratore nelle fasi finali.

Carlitos si è invece dovuto fermare a pochi giri dalla fine per via dell’esplosione della power unit, proprio nel momento in cui stava attaccando la Red Bull di Max Verstappen nel tentativo di portare a casa una doppietta per la Scuderia modenese. In quel momento, il cuore dei ferraristi si è spezzato all’improvviso, visto che il cedimento è arrivato senza avvisaglie.

Le immagini erano sull’on board del figlio del due volte campione del mondo rally, precisamente sull’ala anteriore che puntava dritta la Red Bull del campione del mondo. Lo spagnolo aveva aperto il DRS e si stava facendo sotto, quando la velocità, che era indicata in sovraimpressione, ha iniziato a diminuire, facendo subito intuire che qualcosa non stava funzionando.

In seguito, le telecamere esterne hanno inquadrato la scia bianca che usciva dal posteriore della F1-75, che presto ha però lasciato spazio alle fiamme. In un’immagine frontale si vede una sorta di esplosione all’interno del cofano motore, che lentamente si è andato a squagliare.

Con molta probabilità, Sainz dovrà andare in penalità al Gran Premio di Francia, visto che è arrivato al limite con gli elementi. La buona notizia? Andrà a montare le parti ibride di cui si parla tanto che sono state sfruttate dalla Haas in questo fine settimana, con risultati davvero eccezionali.

Su una pista di motore, la squadra diretta da Gunther Steiner è tornata a volare dopo alcune gare difficili, con Mick Schumacher splendido sesto e Kevin Magnussen ottavo. La cosa più importante, oltre alla prestazione, è stata l’affidabilità Le monoposto americane non hanno avuto alcun problema e sono finite dritte al traguardo, scavalcando anche l’AlphaTauri nel mondiale costruttori e salendo in settima posizione.

Ferrari, Binotto spiega il ritiro di Sainz in Austria

La Ferrari deve indagare e bene sul fronte dell’affidabilità, perché in Austria, per quanto riguarda le performance, la F1-75 ha ritrovato una superiorità che ha ricordato quella dell’Australia o di Barcellona. Charles Leclerc ha passato in pista per ben tre volte Max Verstappen e la Red Bull, che sul rettilineo non hanno più quella superiorità che ben conosciamo.

La sensazione è che l’ala posteriore portata tra Canada e Gran Bretagna abbia fatto tutta la differenza del mondo, ma in F1 le gare bisogna finirle per portare a casa i punti. Leclerc è ora a -38 nel mondiale, con 11 lunghezze recuperate in una settimana su due piste favorevoli al team di Milton Keynes.

Mattia Binotto, team principal della Ferrari, ha spiegato i problemi che hanno fermato Carlos Sainz in un’intervista concessa ad “Auto Motor und Sport“: “Al momento si sa poco, ma è probabile che si sia trattato dello stesso guasto che ha fermato Charles a Baku. Ovviamente dovremo indagare a fondo perché queste cose possono compromettere le nostre gare, l’affidabilità resta un nostro problema che dobbiamo risolvere in fretta. Serve continuare a lavorare sia sulla prestazione che sul finire le gare, ma ci arriveremo“.

Binotto appare fiducioso, ma non ha nascosto la preoccupazione. L’ingegnere di Losanna, subito dopo la gara, aveva rivelato che dopo il ritiro di Sainz ed i problemi all’acceleratore di Leclerc aveva smesso di seguire i giri finali, ascoltando soltanto quello che gli ingegneri dicevano al pilota di testa. Una volta tanto, tutto è andato liscio e Charles si è potuto godere il successo, anche se è stata molto dura sino alla fine. Il prossimo appuntamento, che si correrà in Francia tra due settimane, rappresenta una grande occasione, visto che Le Castellet è una pista a favore della Rossa. Tutto è ancora apertissimo.