F1, la Red Bull lavora ad una nuova trovata: ecco l’obiettivo

La F1 è un concentrato di innovazione tecnologica e la Red Bull non si ferma. Anche Ferrari e Mercedes cercano strade alternative.

La stagione di F1 targata 2022 è ormai al giro di boa, con il Gran Premio d’Austria che sarà l’undicesimo dei ventidue previsti. La Red Bull giocherà in casa e spera di poter riprendere la corsa interrotta a Silverstone dalla Ferrari di Carlos Sainz, ma c’è da dire che per il team di Milton Keynes le cose sarebbero potute anche andare molto peggio.

F1 Red Bull RB18 (ANSA)
F1 Red Bull RB18 (ANSA)

Con una vittoria di Charles Leclerc, il monegasco si sarebbe portato sotto i 30 punti di distacco da Max Verstappen considerando il settimo posto dell’olandese, rallentato dai problemi della sua RB18 dopo aver colpito un detrito dell’AlphaTauri di Yuki Tsunoda. L’olandese, in conferenza stampa, ha raccontato di aver perso tantissimo carico aerodinamico, corrispondente a circa due secondi al giro per lunghi tratti di gara.

Guidare quella macchina è stata molto dura, perdevo circa due secondi al giro a livello prestazionale, non soltanto si è incastrato sotto il fondo ma ha distrutto anche una gran parte del fondo che è a contatto con l’asfalto. Dall’esterno non si poteva vedere, il fondo è grandissimo e genera tanto carico aerodinamico, però in sostanza si è creato una sorta di cuneo che bloccava il fondo e lo mandava in stallo. All’inizio pensavo fosse una foratura, la macchina saltava tanto ed in curva si muoveva in continuazione“.

Le F1 ad effetto suolo hanno ridato grande importanza al fondo, che genera circa il 50% del carico aerodinamico. Per favorire duelli più ravvicinati, si è deciso di ridurre la deportanza creata dalle ali e dai bargeboard (che sono stati banditi dalle nuove norme), per favorire il carico creato dal sottoscocca.

Ciò significa che la monoposto migliore è quella che fa lavorare il fondo nella maniera più idonea, e le squadre hanno cercato di interpretare al meglio i regolamenti portando a diversi malcontenti. La FIA ha emanato una direttiva tecnica, la TD39, che ha l’obiettivo di controllare la flessione dei fondi oltre che il porpoising, ed entrerà in vigore dal Gran Premio di Francia che si disputerà tra due settimane.

Nel mirino ci sono Ferrari e Red Bull, i cui fondi hanno la capacità di flettere anche tramite il pattino, posto sotto alla scocca e che indirizza i flussi verso l’alto. Secondo quanto si mormora all’interno del paddock, queste due squadre (e non solo), sarebbero in grado di portare i loro fondi ad una flessione di ben 6 mm, contro un massimo regolamentare fissato sui 2 mm.

Tuttavia, le squadre hanno superato brillantemente le verifiche, compresi i due team di punta. Ricordiamo che i test effettuati possono essere facilmente aggirati dalle diavolerie dei team, altrimenti anche il discorso delle ali anteriori flessibili verrebbe prontamente smascherato.

F1, Red Bull, Ferrari e Mercedes al lavoro sui fondi

Il Gran Premio d’Austria rappresenterà l’ultimo per le squadre della F1 prima dell’entrata in vigore della nuova direttiva tecnica. Tra gli obiettivi della Red Bull c’è quello di continuare a ridurre il proprio peso, ma nel frattempo è anche necessario ridurre la flessibilità del fondo per non incappare in penalità in Francia.

Il team di Milton Keynes, come riportato da “Motorsport.com“, ha puntato sull’introduzione di due strutture in titanio che irrobusticono la zona del fondo, con l’obiettivo di limitarne la flessione. I bracci metallici utilizzati sin qui costano molto in termini di peso e diverse soluzioni sono allo studio, visto che minore è il peso della monoposto e maggiore è il bilanciamento, cosa che porta ad un’ottimale velocità nel misto ed una gestione gomma che le permette di stare davanti.

La Ferrari è riuscita a risparmiare peso tramite il cono anti-intrusione e non tramite il tirante che si collega al fondo, soluzione che era stata concessa dalla FIA nei test del Bahrain. La Mercedes ha portato in Austria una nuova soluzione, ovvero un fondo dotato di due rinforzi per continuare a limitare il fastidioso fenomeno del porpoising.

La F1 W13 sta man mano trovando la giusta via per venir fuori da una crisi che non l’ha portata ad ottenere neanche una vittoria in ben dieci gare, praticamente mezza stagione. Il team di Brackley si evolve su diversi fronti, mentre Red Bull e Ferrari non hanno portato quasi nulla di nuovo se non piccoli adattamenti alla pista e la soluzione della RB18 spiegata pocanzi.

Ci sarà molto da provare in questo fine settimana di Spielberg, visto che le squadre che soffrono maggiormente la questione flessibilità dovranno fare le prove generali in vista della Francia. Rispetto a Silverstone, il fenomeno del “pompaggio” potrebbe riproporsi, ed è per questo che la Mercedes non ha frenato lo sviluppo.

Una settimana fa si è scesi in pista un asfalto molto liscio, che non creava problemi di saltellamenti. Anche Helmut Marko, Super-consulente della Red Bull, ha dichiarato che la storia potrebbe cambiare, riponendo molta fiducia nella sua squadra. Il turbo potrebbe essere il gran segreto della Honda e del team di Milton Keynes, che sulle piste in altura dove si corre con aria rarefatta hanno sempre fatto la differenza.