Ferrari, Mattia Binotto ha le ore contate? La convinzione dell’ex F1

Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, è finito nella bufera per delle dichiarazioni e degli atteggiamenti sconsiderati nel finale del GP d’Inghilterra.

È tempo di riavvolgere il nastro e partire dall’inizio. Leclerc è l’unico che alla vigilia della decima tappa del mondiale F1 ha parlato, apertamente, di obiettivo mondiale. Charles è l’unico membro del team che ha espressamente dichiarato che lotta per la corona iridata. Binotto, in una recente intervista alla BBC, ha spiegato che l’obiettivo è la competitività. “Essere competitivi è un dato di fatto, diventare campione del mondo è un compito di altro livello”, ammise il team principal della Scuderia.

Mattia Binotto (Ansa Foto)
Mattia Binotto (Ansa Foto)

Forse questa frase rappresenta una grande verità. Per la Ferrari attuale vincere un campionato del mondo è un compito troppo arduo. Da altre parti obiettivi e ambizioni corrispondono e si traducono con la ricerca spasmodica della perfezione. In Ferrari ci si è accontentati per tanti anni di partecipare, non lottando per la corona iridata. “Essere competitivi” non basta se lavori nel team più vincente della storia. La squadra ha cercato per anni alibi in attesa del cambio regolamentare. L’apertura di un ciclo vincente, tanto invocato in passato da John Elkann e dal team principal di Losanna, sta diventando sempre più un miraggio.

Il giochino dialettico dell’ingegnere svizzero è parlare di competitività su tutti i tracciati (come annunciato post GP d’Australia), senza rappresentare poi l’idea ovvia che l’apertura di un ciclo vincente, non solo si sostanzia nel lottare e conquistare un titolo, ma nel difenderlo in futuro. In una F1 di eccellenze, in Ferrari resistono ancora figure che hanno dato dimostrazione di incapacità conclamata. Gli strateghi hanno rovinato due gare a Charles Leclerc, estromettendolo per il momento dalla lotta al titolo. Ciò che è accaduto a Silverstone è ancor più assurdo di quanto successo nella sua Monaco.

Leclerc ha perso l’occasione di ricucire di molti punti il gap dal vertice della classifica piloti. Raramente accade una fortuna così sfacciata con entrambe le Red Bull Racing con problemi nella prima fase di gara. Tutto si era spianato per la doppietta della Ferrari. Piuttosto che chiedere a Carlos Sainz di spingere di più, gli strateghi avrebbero potuto effettuare lo swap position appena si era presentata l’occasione. Leclerc avrebbe avuto un ampio margine. Nonostante ciò, dopo la SC, con il pit il #16 ha perso 8.1 secondi. Il gap prima del pit a favore di Leclerc era di oltre 11 secondi. Il ferrarista, quindi, poteva fare il pit stop e sarebbe rientrato in prima posizione con qualche secondo di margine sull’inseguitore della Mercedes.

Fan inferociti con Binotto

Nonostante la beffa finale, Leclerc ha anche dovuto subire l’umiliazione di un dito puntato contro la sua faccia. Il team principal della Ferrari ha catechizzato in modo severo il monegasco, dicendogli di stare calmo. In quel frangente c’era poco da essere sereni, in una gara sulla carta già vinta, CL16 si è ritrovato a scivolare in quarta posizione e recuperare soli sei punti al campione in carica della Red Bull Racing. Un talento come Charles andrebbe tutelato in un periodo molto complesso, dopo un inizio di annata con ben altre prospettive.

Nel Paddock in tanti hanno iniziato a fare la seguente domanda. Perché la Ferrari ha deciso di lasciare fuori il leader Leclerc e avvantaggiare Sainz? “Mi chiedo per quanto tempo Mattia Binotto sopravvivrà alla Ferrari – ha esordito l’ex pilota di Formula 1 Hans-Joachim Stuck a Eurosport in merito alla decisione del team – d’altra parte c’è da dire che la Ferrari ha sempre avuto fasi in cui si prendevano decisioni sbagliate. Ma quest’anno è stata dura”. Storicamente la Rossa ha commesso tantissimi errori con Rueda head of strategy. Salvo qualche rara occasione dove lo stratega spagnolo ha indovinato una strategia illuminante, la Ferrari ha fatto figure barbine, anche con due campioni del mondo, come Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen.

Dopo Monaco la Rossa è stato in grado di fare persino peggio nella tappa di Silverstone. Oltre a Stuck, altre critiche sono piovute da altri ex manici del circus. “Avresti avuto la possibilità di accorciare il distacco da Max Verstappen”, ha annunciato l’esperto di Sky Timo Glock a Leclerc. La Ferrari deve posizionarsi diversamente “se vuole avere voce in capitolo nel titolo”. Anche Jacques Villeneuve si è schierato contro la strategia degli uomini al muretto di Maranello. Ex piloti che hanno vissuto le pressioni del Circus e sanno cosa comportano determinati errori. Leclerc è rimasto, veramente, affranto e non ha voluto parlare apertamente davanti alle telecamere, anche per non togliere credito al suo compagno di squadra. Ecco come hanno distrutto la gara di Leclerc: follia al muretto Ferrari.

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In classifica piloti domina sempre Max Verstappen a quota 181, Sergio Perez è a 147 e Charles Leclerc, ancora terzo, è a 138. Sainz si è portato a soli 11 punti da Leclerc, avendo ottenuto anche due podi in più. George Russell, al primo zero stagionale, ha visto accorciarsi il suo distacco a 18 punti sul sette volte campione del mondo, Lewis Hamilton. La classifica costruttori pone la Mercedes a 61 punti dalla Ferrari. Sempre prima la Red Bull Racing a 328 punti, davanti alla Scuderia a 265. Ecco gli orari della prossima tappa. Il circus si sposterà in Austria per l’undicesimo round stagionale. La Ferrari proverà a ricucire lo strappo in graduatoria, ma dovrà pensare a risollevare il morale a pezzi del suo alfiere di punta.