Rea, l’ammissione amara su Valentino Rossi: ecco come stanno le cose

La MotoGP senza Valentino Rossi analizzata dal sei volte iridato Jonathan Rea: i pro e contro della nuova era del Mondiale.

Jonathan Rea non ha mai avuto una vera occasione per saltare in classe regina, ma ha sempre seguito le sorti del massimo campionato. Il sei volte campione del mondo del WorldSBK passa in rassegna la classe regina in una intervista rilasciata a Motorsport-Total.com, in cui parla della leggenda di tutti i tempi, Valentino Rossi, che segna uno spartiacque fra due epoche del Motomondiale.

Valentino Rossi e Rea (ANSA)
Valentino Rossi e Rea (ANSA)

Quella dei grandi eroi pronti a sfidarsi in pista e davanti alle telecamere, la MotoGP fatta di rivalità spregiudicate, a fronte di quella odierna, dove regna maggiore cordialità, ma dove i giovani talenti sanno essere molto veloci. Di certo l’assenza di Valentino Rossi ha la sua influenza, soprattutto sulle tribune, come è avvenuto al Mugello, cin un numero di spettatori ben al di sotto della media rispetto agli anni precedenti.

Jonathan Rea e la nostalgia di Valentino Rossi

Secondo Jonathan Rea l’addio alle corse del campione di Tavullia non lascia certo indifferenti gli appassionati di motociclismo, soprattutto in Italia ma anche nel mondo. “Valentino Rossi era un grande cavallo da traino. Il colore giallo domina sulle tribune anche in sua assenza, lui è Mister MotoGP”. E’ finita la vecchia era delle leggende di cui Jonnhy era un grandissimo tifoso, “l’era di Nicky Hayden, Casey Stoner, Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo, Valentino Rossi e Marc Marquez. Ma non possiamo dire che la nuova generazione sia più lenta”.

Le gare di oggi hanno il dono dell’imprevedibilità, ogni Gran Premio si corre sul filo del rasoio, non come avviene in Superbike, dove a contendersi il podio sono i soliti tre. Questa è l’epoca di Quartararo, Bagnaia, Rins, Mir, Bastianini e tanti altri, che saprà comunque lasciare il suo segno nella storia: “Ora in MotoGP sembra che tutto sia molto armonioso. Questo crea meno tensioni rispetto al passato”.

Non manca l’imprevedibilità anche fuori dalle piste, ahimè, con l’addio di Suzuki che lascia tutti di stucco e riduce la presenza dei marchi giapponesi a due, Honda e Yamaha. “Non credo che l’uscita di Suzuki influenzerà le corse”, ha proseguito Jonathan Rea. “Il fattore più importante è la fine della carriera di Valentino Rossi”. Ma resta comunque un grande show degno di nota e che merita di essere seguito: “In alcune gare Quartararo è davanti di dieci secondi, nel GP successivo deve lottare duramente per essere sesto”.