F1, Ferrari tuona contro la FIA: volano parole pesanti

Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, ha replicato alla Federazione Internazionale dell’Automobile, difendendo la Scuderia per quanto accaduto nelle scorse stagioni.

La Ferrari ha chiuso un capitolo doloroso con il passaggio alla nuova era della F1. Il regolamento tecnico 2022 ha dato la possibilità alla Scuderia di recuperare il gap accusato nelle scorse annate rispetto a Red Bull Racing motorizzata Honda e Mercedes. La squadra si è ricompattata dopo un incubo durato due anni e mezzo. La prossima tappa a Baku sarà molto importante per le sorti dei due top team. Prima del trionfo in Bahrain, l’ultimo successo della Scuderia era datato 22 settembre 2019 con la doppietta di Sebastian Vettel e Charles Leclerc a Singapore.

Ferrari Mattia Binotto (LaPresse)
Ferrari Mattia Binotto (LaPresse)

Da allora la Rossa ha patito le pene dell’inferno. Tutto è nato dal progresso sensazionale della SF90 post summer break 2019. La Rossa aveva sfiorato la vittoria nella prima parte di campionato, ottenendo anche delle brillanti performance in qualifica, ma a Spa e Monza la SF90, nelle mani di un giovanissimo Charles Leclerc, fece impazzire i fan. Il monegasco riuscì a difendersi con i denti nel tempio della velocità brianzolo dagli attacchi di entrambe le Mercedes.

Un 1-2 strepitoso che aveva rilanciato la Rossa e fatto conoscere in ogni angolo della Terra il talento di Charles Leclerc. A Singapore era toccato al quattro volte campione del mondo, Sebastian Vettel, festeggiare il successo sotto le stelle. La Scuderia sembrava tornata a dettare legge, essendo competitiva su tracciati molto diversi. L’entusiasmo durò poco perché iniziarono le accuse degli avversari che non ritennero legale un progresso di tale portata nel giro di poche settimane.

Il motorone della SF90 fu oggetto di illazioni e la situazione si fece incandescente in occasione del Gran Premio di Austin. “Ferrari male nel weekend? Beh, questo è quello che succede se smetti di barare – dichiarò il pilota della Red Bull alla tv olandese Ziggo Sport – questo è quello che abbiamo visto, quindi bisogna tenerli d’occhio da ora in poi”. La Rossa strinse un accordo segreto con la FIA che ebbe delle ricadute decisive anche per la stagione 2020, una delle peggiori della storia del Cavallino Rampante.

Ferrari, le parole di Mattia Binotto

La Ferrari fu accusata di aver infranto le regole con il propulsore della SF90. L’indagine della FIA non portò al rilascio dei dettagli dell’inchiesta, anche perché il caso fu archiviato con un accordo segretissimo tra le parti. A distanza di anni, come riporta Racingnews365, Mattia Binotto ha dichiarato che non c’era nulla di sbagliato. La Scuderia, secondo le accuse dei competitor, avrebbe agito illegalmente con l’erogazione del carburante e ne avrebbe tratto molti vantaggi a livello prestazionale.

La realtà è che solo la FIA e gli uomini al vertice della Ferrari conoscono i risultati dell’indagine e cosa, realmente, accadde in quella concitata fase di campionato. Alla BBC l’ingegnere di Losanna avrebbe preferito non parlare di un argomento così scottante, ma si è lasciato andare a qualche esternazione chiara su quanto accaduto all’epoca. “Preferirei non parlarne, ma quello che abbiamo fatto allora era praticamente al limite dell’interpretazione“. Lo svizzero ha sottolineato che non furono infrante delle regole.

“In realtà non abbiamo fatto nulla di illegale, altrimenti saremmo stati squalificati”, ha tuonato Binotto alla BBC. La situazione con il propulsore Ferrari ha avuto enormi ripercussioni per il team nell’anno successivo. “In quell’anno non solo abbiamo perso potenza. La maggior parte delle squadre ne ha persa un po’, ma noi abbiamo perso di più e questo ci ha portato da un vantaggio a uno svantaggio rispetto al resto“, ha analizzato l’ingegnere di Losanna.

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I problemi sono ricaduti sul progetto SF1000. “Abbiamo progettato la nostra auto 2020 con l’idea di avere un vantaggio sul motore, quindi abbiamo progettato la nostra auto con molto carico aerodinamico, accettando molta resistenza. Abbiamo sofferto come squadra“. La Scuderia scivolò al sesto posto della classifica costruttori, chiudendo l’anno con soli 131 punti, incalzata anche dall’AlphaTauri. Charles Leclerc ottenne due podi, mentre Sebastian Vettel celebrò il suo ultimo podio in Turchia con una prestazione maiuscola. La Rossa recuperò una posizione dignitosa nel 2021, pur non riuscendo a vincere un Gran Premio nel corso della stagione. Carlos Sainz prese il posto del quattro volte iridato tedesco che lasciò la Scuderia nel peggiore dei modi, concludendo nel 2020 al tredicesimo posto in classifica costruttori con 33 punti.