F1, rivelazione clamorosa di Adrian Newey su Kimi Raikkonen: fan allibiti

Il geniale tecnico della Red Bull Racing, Adrian Newey, ha fatto una confessione su Kimi Raikkonen. I due hanno lavorato insieme ai tempi della McLaren.

Il tecnico di Stratford-upon-Avon ha svolto tanti ruoli e ha lavorato con tantissime stelle del firmamento del Motorsport mondiale. Ha operato sia in Formula 1, sia in Formula Indy in qualità di ingegnere di pista, aerodinamico, progettista e direttore tecnico, ottenendo una quantità di successi straordinaria. Adrian Newey è, a pieno titolo, uno dei più grandi ingegneri della storia del Motorsport.

Adrian Newey Kimi Raikkonen (Ansa Foto)
Adrian Newey Kimi Raikkonen (Ansa Foto)

Il progettista di monoposto a ruote scoperte è diventato il più vincente della F1 con ben 10 titoli mondiali piloti, 3 con la Williams nel 1992-1993-1996, 2 con la McLaren nel 1998-1999 e ben 5 con la Red Bull Racing tra il 2010 ed il 2021. Newey ha celebrato 9 titoli costruttori, 4 con la Williams nel 1992-1993-1994-1996 – 1 con la McLaren 1998 e 4 con la Red Bull Racing tra il 2010 ed il 2013. Inoltre, 146 gran Premi vinti, 54 con la Williams tra il 1990 ed il 1996, 41 con la McLaren tra il 1998 ed il 2005 e ben 51 con la Red Bull Racing tra il 2009 ad oggi. Un genio assoluto che negli anni ha sempre trovato soluzioni che hanno fatto la differenza.

Adrian Newey ottenne una First Class honours degree in ingegneria aeronautica e ingegneria aerospaziale dalla Università di Southampton nel 1980. Subito dopo la laurea iniziò a lavorare per il team F1 di Fittipaldi sotto la guida di Harvey Postlethwaite. Da ingegnere di pista a progettista di auto da corsa fu un passaggio obbligato per un uomo dalle intuizioni del britannico. Il suo primo capolavoro fu la March GTP, un mostro di potenza che vinse il titolo IMSA per due anni di fila.

Dato il successo clamoroso, Newey fu premiato con il passaggio nel 1984 sul progetto Indycar della March. Erano anni d’oro per il Motorsport e ogni categoria era seguitissima. Il progetto dell’inglese si rivelò subito vincente, ottenendo sette vittorie, inclusa l’ambita Indy 500. Newey vinse il titolo CART l’anno successivo ed era, ormai, diventato uno star tra gli ingegneri di auto da corsa. Newey decise che era arrivato il momento di fare la storia anche in Formula 1. Di recente il tecnico della RB ha fatto una rivelazione sulla Ferrari.

Newey e il rapporto con Kimi Raikkonen

Adrian Newey raggiunse il primo traguardo importante in F1 con la Williams. L’innovatore britannico lavorò a braccetto con il fondatore Frank Williams, il cofondatore e direttore tecnico Patrick Head, il pilota Damon Hill, figlio del grande Graham. La squadra inglese si ritrovò difronte uno dei più grandi talenti di tutti i tempi, ovvero Ayrton Senna su una McLaren di alto profilo. L’egemonia del team di Woking fu interrotta nel 1992. Nigel Mansell vinse il titolo piloti e Newey festeggiò il suo primo titolo costruttori. Nel 1993 toccò ad Alain Prost conquistare il suo ultimo mondiale, al volante della straordinaria FW15.

Nel 1994 cambiarono molte regole e sulla Williams FW16, purtroppo, morì Ayrton Senna a Imola. La squadra inglese vinse il terzo titolo costruttori di fila, ma i rapporti tra il progettista britannico e la dirigenza della Williams iniziarono ad incrinarsi. Il tecnico, successivamente, passò alla McLaren e in poco tempo la MP4/13 era già diventata la vettura di riferimento in pista. Newey, recentemente, si è scagliato contro la F1: ecco cosa proprio non gli va giù.

Vinse i titoli 1998 e 1999 e il finlandese sfiorò anche il terzo mondiale, lottando punto a punto con la Ferrari di Michael Schumacher nel 2000. Prima del passaggio in Red Bull Racing, Adrian Newey ebbe il piacere di conoscere e lavorare con Kimi Raikkonen. Il giovane pilota di Espoo era l’astro nascente della F1 e fu scelto dal team di Woking, come erede di Mika. Raikkonen non riuscì a vincere il mondiale in McLaren, ma entrò nella storia del Cavallino Rampante, grazie all’incredibile successo del 2007.

Adrian Newey, al magazine The Race, in merito ad Ice-man ha dichiarato: “Il suo feedback è buono, è molto consapevole di cosa stanno facendo le gomme e come gestirle. Penso che la sua reputazione di essere selvaggio sia ingiustificata. È molto facile lavorare con lui, è molto aperto. Se gli chiedi di fare qualcosa, ci proverà sempre“. Il problema sorgeva nei debriefing quando si faceva fatica a ricavare qualche parola dal finlandese. Il debriefing era di circa cinque parole, e quella è stata l’ultima volta che le hai viste! Ho lavorato a stretto contatto con Mika in particolare, ma non tanto con Kimi. Una volta che ti sei preso il tempo per capire la sua lingua – come ha descritto le cose in modo diverso rispetto a un tipico pilota inglese, diciamo – è risultato dolce, ma molto bravo a sottolineare cosa ci voleva per diventare più veloce”.

I debriefing con Sebastian Vettel, invece, duravano un bel po’. “Seb rimaneva fino a tarda sera a guardare i video di bordo, esaminare i dati e parlare con il suo ingegnere. Ha funzionato per lui, non è una critica. Max non è così estremo, è più nel mezzo“. Verstappen, secondo l’ingegnere, è più simile a Daniel Ricciardo. Approcci e feedback simili. Newey ha sottolineato che è molto facile lavorare con l’attuale campione del mondo della Red Bull Racing. L’olandese si concentra sull’essenziale e c’è sempre un dialogo aperto su tutto.