Alfa Romeo, arriva una nuova MiTo? Ecco come potrebbe essere (VIDEO)

I render sulla nuova Alfa Romeo MiTo stanno infiammando il web. Gli alfisti sognano un nuovo modello compatto dalle linee moderne, proprio come quello rappresentato da Tommaso D’Amico.

L’Alfa Romeo MiTo ha rappresentato per dieci anni un sogno per i ragazzi che hanno compiuto 18 anni nel 2008. La vettura italiana fu prodotta dal 2008 al 2018 nello stabilimento di Mirafiori di Torino. L’auto di segmento B prese il nome dall’unione dalle sigle di Milano e Torino e segnò una svolta per la casa del Biscione. La compatta a due volumi dell’Alfa era basata sul nuovo pianale modulare Small che fece il suo debutto nel 2005 con la Fiat Grande Punto.

Alfa Romeo Logo (Adobe Stock)
Alfa Romeo Logo (Adobe Stock)

La MiTo aveva diversi elementi in comune con la vettura della Fiat, tra cui il 1.4 T-jet benzina da 155 cavalli della versione Abarth. Al Centro Stile Alfa Romeo di Arese furono straordinari a creare uno stile tipico di altre vetture della casa del Biscione, differenziandosi dal modello Fiat. Pur non essendo un’auto sportiva, la MiTo incarnava alcuni elementi della 8C Competizione. Il nome originario del progetto era ZAR 955, rinominato poi Junior. Per evitare che la denominazione sminuisse l’immagine dell’auto, il management decise di evitare la sua adozione.

Attesa al salone dell’automobile di Ginevra 2008, la vettura si fece desiderare e non presenziò alla kermesse elvetica. La presentazione ufficiale arrivò via web il 14 marzo 2008 con il nome MiTo, senza il punto a separare Mi e To. Il lancio dal vivo avvenne con la messa in mostra di alcuni esemplari di preserie a Balocco e la commercializzazione arrivò, successivamente, nel mese di luglio. La linea era classicamente aggressiva, rispettando il DNA del Biscione. In alcuni aspetti, inoltre, la vettura non perdeva un fil rouge con la Alfa 147.

I gruppi ottici rappresentavano uno degli elementi distintivi dell’auto. I fari anteriori a goccia donavano eleganza, mentre quelli posteriori circolari erano dotati di tecnologia di illuminazione a LED con al centro il gruppo frecce, proprio come la 8C Competizione. Un dettaglio simile alla Fiat Grande Punto era relativo al fanale della retromarcia posto sotto il paraurti posteriore. Le portiere, prive di montanti, lasciando il finestrino laterale libero, davano uno slancio alla vettura, come accade nelle cabriolet.

Il render della nuova Alfa Romeo MiTo

La lunghezza della MiTo era di 4,06 metri, l’altezza di 1,44 metri, la larghezza di 1,72 e il passo di 2,51 metri. La vettura era divertente da guidare con un assetto perfetto per la city, ma anche per qualche gita fuori porta. Le sospensioni contrattive, configurate come MacPherson all’avantreno e ponte torcente al retrotreno, con il controllo di stabilità VDC erano di serie su tutta la gamma. Interessante anche il sistema Alfa Romeo DNA che permetteva di impostare 3 livelli di taratura per freni, sterzo, cambio.

I motori proposti all’inizio erano: un 16V e due 1.4 sovralimentati, due turbodiesel della famiglia Multijet e un motore T-Jet alimentato a gas. L’auto, proprio per la sua duttilità, era una scelta interessante sia per i giovani che per alfisti navigati. Nel corso degli anni uscirono diverse nuove motorizzazioni che ampliarono la scelta della clientela. Il primo Restyling della vettura arrivò nel 2013, con nuovi gruppi ottici bruniti e modifiche agli interni con il sistema multimediale Uconnect. A marzo 2016, invece, fu proposto al Salone di Ginevra un nuovo restyling, più rilevante che riprendeva la Giulia.

L’auto per dieci anni fu un successo clamoroso e una scommessa vinta per l’Alfa. In un delicato momento storico per la casa del Biscione sarebbe essenziale trovare una erede della MiTo. Vi sono diversi progetti in cantiere, tra cui una nuova Giulietta Spider. L’elaborazione grafica del designer e architetto italiano Tommaso D’Amico riporta alla mente degli appassionati il modello originale. La vettura appare rinnovata in molte aeree per rispondere alle preferenze di un pubblico giovane e alla moda.

Il designer specifica che l’abitacolo è caratterizzato da una serie di optional tra cui un sistema di infotainment di ultima generazione. Il modello viene mostrato nel filmato in diverse colorazioni per esaltare lo stile aggressivo della carrozzeria. La linea risulta moderna ed accattivante. Tommaso D’amico sogna un motore brioso 1.9 turbo 190 CV AT8 benzina, con cambio automatico. Da notare i cerchi da 19 pollici. Vi lasciamo alla visione del video, pregustando il futuro lancio della nuova Alfa Romeo MiTo.