MotoGP, Andrea Dovizioso fa a pezzi Yamaha e Honda in un colpo solo

Il pilota dell’RNF-Team, Andrea Dovizioso, riflette sulla situazione che sta vivendo il marchio del Diapason e ravvisa delle similitudini con un altra big.

Dopo Quartararo il nulla. Se prendiamo la classifica generale, per trovare la prima Yamaha dopo quella del campione del mondo bisogna scendere addirittura in diciassettesima piazza. Una realtà amara da digerire per la Casa di Hamamatsu che, a questo punto, deve accettare di avere un solo pilota su cui contare.

Andrea Dovizioso, Yamaha (Ansa Foto)
Andrea Dovizioso, Yamaha (Ansa Foto)

Ormai un vero e proprio veterano del motomondiale Andrea Dovizioso ha notato una certa somiglianza tra il momento che sta vivendo il costruttore nipponico e la Honda. Per il forlivese, come in HRC hanno vissuto per anni “sulle spalle” di Marquez, così sta accadendo con El Diablo. Il che potrebbe essere da un lato positivo, in quanto avere in scuderia un centauro nettamente superiore alla concorrenza può consentire di “ammazzare” la corsa proprio come faceva Marc.

Yamaha come Honda per Dovizioso: ecco perché

Entrando nel dettaglio, Dovi ha definito la situazione del produttore giapponese e ottima, considerato che è reduce da un 2021 al top e ad oggi sembra poter replicare quanto fatto l’anno scorso.

Alla Honda con Marquez era uguale. Soltanto lui era davvero competitivo. Da noi il francese è al vertice e tutti gli altri sono lontani“, le sue parole a Motorsport-total.com.

In effetti l’ultimo hondista capace di avere la meglio in un gran premio che non fosse il #93 era stato Cal Crutchow nel 2018. In Yamaha, l’unico a spezzare il dominio interno del transalpino è stato Maverick Vinales in Qatar lo scorso mondiale.

Neppure Franco Morbidelli che dispone dello stesso materiale del 23enne è in grado di tenere il suo ritmo. E’ evidente che il rider di Nizza abbia saputo interpretare la M1 in maniera più efficace degli altri.

“A mio avviso anche la gestione del grip è importante”, ha proseguito l’emiliano sostenendo che la finestra a disposizione di chi guida per spremere al massimo la moto è decisamente piccola. Accelerare in curva ti porta a perdere spunto sul dritto e ciò compromette il tempo sul giro.

Ventesimo assoluto con appena 8 punti, Dovizioso ha ammesso che oggi il livello complessivo della MotoGP è salito. “Stiamo lavorando sui dettagli, ma non credo che per quanto ci riguarda potremo fare molto di più, specialmente sul fronte assetto“, ha infine asserito quasi rassegnato.