Jorge Lorenzo torna su quella follia: “Ho voluto provarci”

Jorge Lorenzo cita alcuni momenti importanti della sua carriera da pilota: è un cinque volte campione del mondo è di gioie ne ha provate molte.

Certamente è stato un peccato quando Jorge Lorenzo a fine campionato MotoGP 2019 ha annunciato il ritiro dalle corse. Non era ancora così “vecchio”. Aveva 32 anni e avrebbe potuto disputare ancora alcune stagioni. Tuttavia, l’annata difficile con la Honda lo spinse ad appendere il casco al chiodo.

Jorge Lorenzo (foto Instagram)
Jorge Lorenzo (foto Instagram)

Purtroppo, causa Covid-19 nel 2020 è sfumata la possibilità di rivederlo in gara come wild card della Yamaha. Sarebbe stato interessante vedere come se la sarebbe cavata, però la pandemia ha comportato l’annullamento dei piani stabiliti per l’allora tester della casa di Iwata.

Dopo non essere stato confermato da Yamaha e non aver trovato un accordo con Aprilia, ha detto basta per sempre con le moto. Si è goduto la vita, giustamente, e quest’anno ha deciso di dedicarsi anche alle gare automobilistiche. È tra i partecipanti al campionato Porsche Carrera Cup Italia, il debutto a Imola non è andato bene ma avrà occasione di riscattarsi.

MotoGP, Jorge Lorenzo e i best moments in carriera

Recentemente a Jerez, dove la pista ha una curva intitolata proprio a lui, Lorenzo è stato ufficialmente nominato Leggenda della MotoGP. Un grande onore per il maiorchino, cinque volte campione del mondo e capace di battere rivali molto forti quando correva nella top class del Motomondiale.

Jorge durante l’evento ha avuto modo di rispondere a diverse domande. Ad esempio, gli è stato chiesto quali siano i tre momenti più belli della sua carriera e ha risposto così: “Uno è sicuramente la prima vittoria in Brasile nel 2003, perché ho capito che avrei potuto guadagnarmi da vivere correndo. Poi c’è il primo titolo mondiale in 250 nel 2006. E infine il primo titolo in MotoGP nel 2010”.

Le prime volte non si scordano mai. E Lorenzo non si dimentica neppure l’incidente ad Assen nel 2013 con il rientro lampo per gareggiare nonostante la frattura alla clavicola sinistra rimediata nella seconda sessione di prove libere: “Volevo vincere il titolo e Pedrosa in quel momento era il leader della classifica. Non volevo perdere punti. Il dolore era così grande che non volevo aspettare lunedì per operarmi. Sono stato operato durante la notte e, dato che poi mi ero sentito bene, ho voluto provarci. Sono arrivato quinto”.

L’allora pilota della Yamaha fece qualcosa di davvero incredibile, perché era in condizioni nelle quali non tutti correrebbero. Nonostante il dolore e un intervento da poco eseguito, decise di mettersi in sella alla sua M1 e di arrivare almeno al traguardo con dei punti. Giunse persino quinto ad Assen, in una gara vinta da Valentino Rossi (la prima dopo l’addio alla Ducati e il ritorno in Yamaha).

Al successivo Gran Premio di Germania, però, Lorenzo cadde ancora nelle prove libere e non ebbe l’ok per gareggiare. Perse punti poi decisivi per la corsa iridata. Infatti, il titolo andò all’esordiente Marc Marquez con la Honda. Per soli 4 punti il pilota di Cervera beffò il connazionale.