Pecco Bagnaia, il capotecnico svela cosa gli manca

Il capotecnico di Pecco Bagnaia, Cristian Gabarrini, svela cosa manca al pilota Ducati per ritornare ai vertici di classifica.

Pecco Bagnaia arriva in Portogallo con un magro bottino di 23 punti che gli valgono il 12° posto in classifica iridata, con un distacco di 38 punti dalla vetta dopo il GP di Austin che rischia di diventare sin troppo sostanzioso. Per questo motivo la gara di Portimao si rivela di particolare importanza per il pilota torinese e per il team Ducati factory. Su questa pista, nella stagione 2021, il pilota della VR46 Academy ha ottenuto un podio e una vittoria, quindi sembra calzare perfettamente al suo stile di guida e alla moto.

Pecco Bagnaia (foto Ansa)
Pecco Bagnaia (foto Ansa)

Resta da vedere se la Desmosedici GP22 saprà finalmente dare il meglio di sé dopo un inizio di campionato in salita, a causa di qualche piccolo intoppo tecnico, a livello di elettronica e con l’abbassatore anteriore che alla fine è stato bandito dalla GP Commission e messo da parte dopo mesi di lavoro e investimenti. Il GP del Portogallo è un banco di prova importante per Pecco Bagnaia, alla ricerca di quel ritmo martellante che lo ha caratterizzato nel finale della stagione scorsa, quando ha ottenuto 4 vittorie e un podio nelle ultime sei gare.

Bagnaia all’esame di Portimao

Al suo fianco c’è l’esperto capotecnico Cristian Gabarrini, che in passato ha lavorato con campioni del calibro di Stoner e Lorenzo. La ricetta per ritornare al successo sta nelle mani e nella mente di Pecco Bagnaia: “È vero, questa è una gara significativa”, ha ammesso a ‘La Gazzetta dello Sport’. “Quando fai una moto nuova, possono esserci cose da mettere a posto. Inoltre, secondo me, Pecco ha pagato la troppa pressione, avendo su se stesso aspettative elevatissime”.

Non ha trovato subito il feeling con la nuova Ducati GP22, “quasi mai una cosa nuova va subito meglio della vecchia. Inoltre c’è il fattore abitudine, e in un Mondiale dal livello altissimo come questo, basta scemare del 5% per essere decimo invece di primo”, ha sottolineato Cristian Gabarrini. “Pecco ha un talento enorme L’unica cosa che posso recriminargli, che in realtà è un pregio, è che a volte manca di cattiveria. È un ragazzo d’oro e a volte gli servirebbe essere un po’ più cattivo”.

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Da quando è arrivato in Ducati il pilota torinese ha saputo migliorarsi progressivamente, con la frenata che si è trasformata da punto debole a punto di forza del suo stile. “Pecco ha ancora un margine di crescita – ha concluso il capotecnico -, ma a certi livelli è tutto nella testa dei piloti”.