Red Bull, perché la RB18 è dietro alla Ferrari? Il motivo è preoccupante

La Red Bull è costretta ad inseguire la Ferrari in questo avvio di stagione, ed oltre all’affidabilità c’è un altro problema da risolvere.

Una delle grandi delusioni del Gran Premio d’Australia e, più in generale, dell’avvio di questo campionato è sicuramente la Red Bull. Il team di Milton Keynes ha portato a casa la miseria di 55 punti in classifica, un bottino davvero magro considerando i 104 della Ferrari ed i 65 della Mercedes, e dal momento che la casa della Stella a tre punte non dispone di certo di una monoposto competitiva, trovarsi dietro di loro è un bello smacco.

Ferrari e Red Bull (LaPresse)
Ferrari e Red Bull (LaPresse)

Max Verstappen è apparso molto preoccupato dopo i ritiri di Sakhir e Melbourne, dove è emersa la grande fragilità della vettura progettata da Adrian Newey. Come sappiamo, il geniale progettista britannico è solito assoggettare tutto all’aerodinamica, e non sono poche le sue creature che hanno sofferto di problemi tecnici.

Tra gli esempi più lampanti ci sono le McLaren di Kimi Raikkonen del triennio 2003-2005, che in due occasioni gli costarono il titolo proprio per la loro fragilità. Va detto che all’epoca c’era di mezzo anche un motore Mercedes non certo affidabile, ma Newey, nel suo essere un ingegnere fenomenale, ha spesso fronteggiato noie tecniche anche in Red Bull.

Negli anni dei titoli di Sebastian Vettel non sono mancati i ritiri per guasti agli scarichi o all’alternatore, che nel 2010 e nel 2012 hanno tenuto aperta fino all’ultimo la lotta al mondiale nonostante una vettura nettamente più veloce rispetto agli altri. A Milton Keynes sono preoccupati anche per un altro problema, indipendente dall’affidabilità.

La RB18 infatti, è ben lungi dall’essere la macchina più veloce del lotto, come si è ben evidenziato in Australia. La Ferrari, a Melbourne in particolare, aveva un passo del tutto diverso rispetto alla concorrenza, ed il distacco di oltre venti secondi che Charles Leclerc ha rifilato a Sergio Perez ne è una conferma. Ad Imola si attende una riscossa, anche se Christian Horner ha smentito l’enorme pacchetto di aggiornamenti annunciato da Helmut Marko.

Red Bull, Horner spiega i problemi alle gomme

La Red Bull ha sofferto tantissimo del fenomeno del Graining all’Albert Park. Max Verstappen e Sergio Perez sono andati in grande crisi di gomme, portandole al limite con largo anticipo rispetto alla Ferrari. Tutto ciò non si era verificato in Bahrain ed in Arabia Saudita, dove si correva in notturna e con temperature più basse dell’asfalto.

Christian Horner, team principal del team anglo-austriaco, ha parlato di quali guai stanno affliggendo la RB18 in queste prime gare: “Quello che abbiamo visto venerdì nelle prove libere era stato chiaro. Pensavamo già che in gara saremmo stati limitati nel retrotreno. Abbiamo avuto un sacco di graining sulle gomme posteriori e credo che la causa sia stata un insieme di fattori“.

Prima di tutto, le temperature della pista, poi la gommatura dell’asfalto. Alla fine abbiamo lavorato sul posteriore, ma abbiamo ottenuto il risultato inverso, perché in gara abbiamo avuto tanti problemi di graining, ma all’anteriore. Ecco perché penso che fossimo assolutamente fuori dalla finestra corretta di bilanciamento della monoposto“.

Ecco perché abbiamo avuto molto graining durante la gara, in particolare sulle gomme Medie. La gomma dura, in realtà, non era troppo negativa per la nostra macchina, ma non siamo riusciti a vedere il passo vero di Max con quelle mescole perché purtroppo si è dovuto ritirare“.

Non c’è nulla di cui essere contenti in casa Red Bull, ed il tempo per recuperare è relativamente poco. Imola è già la quarta gara ed il gap in classifica dalla Ferrari è lievitato in Australia, dove Charles Leclerc è stato un rullo compressore. In Italia, i campioni del mondo piloti si giocheranno già una buona fetta di stagione, nella consapevolezza che il Cavallino potrà continuare ad allungare.