Mercedes, controlli extra sulla vettura di Lewis Hamilton: qualcosa non va?

La Mercedes di Lewis Hamilton è stata analizzata accuratamente dalla FIA dopo il GP dell’Arabia Saudita. Ecco l’esito delle verifiche.

In casa Mercedes si arriva in Australia con la speranza di vedere una F1 W13 più competitiva dopo il peggior esordio in assoluto nell’era ibrida. Il team di Brackley ha ottenuto solo un terzo posto con Lewis Hamilton in Bahrain, ma è soltanto grazie al doppio ritiro delle Red Bull che il sette volte campione del mondo è potuto salire sul gradino più basso.

Mercedes F1 W13 (ANSA)
Mercedes F1 W13 (ANSA)

In Arabia Saudita, i valori si sono confermati, con le frecce d’argento che sono apparse ancor più in difficoltà. Un porpoising troppo accentuato ed un’eccessiva resistenza all’avanzamento impediscono alla monoposto disegnata da James Allison e Mike Elliott di risultare competitiva sui rettilinei, rimediando oltre 10 km/h di distacco dalle velocissime RB18 sul fronte delle top speed.

La Mercedes si presenterà a Melbourne con una nuova ala posteriore, nella speranza di ridurre il drag che sta creando non pochi problemi. Come detto, il porpoising è forse il guaio più importante da risolvere per le vetture della Stella a tre punte, dal momento che questo fenomeno costringe i tecnici ad alzare l’auto perdendo in velocità massima e nelle curve veloci.

Anche la power unit non può essere esente da qualche dubbio, viste le scadenti prestazioni di McLaren, Aston Martin e Williams, tutte motorizzate dall’unità propulsiva prodotta a Brixworth. Solo Lando Norris è riuscito a portare 6 punti al team di Woking grazie ad un mesto settimo posto ottenuto a Jeddah, ma frutto maggiormente del talento del pilota che delle qualità della vettura.

Per le altre due squadre è invece notte fonda, anche a causa di un telaio che è nettamente inferiore rispetto ai rivali. La Williams ha delle pance strette molto simili a quelle della F1 W13, e che per il momento non hanno di certo portato i risultati sperati. Per questi team saranno fondamentali gli sviluppi delle gare europee, altrimenti la stagione sarebbe già da archiviare dopo poche tappe.

Mercedes, controlli ulteriori sull’auto di Hamilton a Jeddah

Da qualche anno, la FIA ha introdotto dei controlli extra sulle monoposto a fine gara. In particolare, una delle prime dieci al traguardo viene sorteggiata e smontata per intero, nel tentativo di individuare eventuali irregolarità. In Bahrain era toccato alla Ferrari di Carlos Sainz, mentre, in Arabia Saudita, è stata la Mercedes di Lewis Hamilton a subire questi controlli.

Il sette volte campione del mondo ha completato la gara in decima posizione, risultando quindi arruolabile per le verifiche della Federazione Internazionale. La FIA si è concentrata su tutte le parti che compongono la sospensione anteriore della freccia d’argento #44. Tutti gli elementi che il capo tecnico della FIA, Jo Bauer, ed i suoi colleghi hanno esaminato sono state approvate e, secondo loro, sono risultate pienamente conformi al regolamento tecnico.

Anche a Sakhir non si erano riscontrate irregolarità sulla Ferrari di Sainz, per cui, i team stanno pienamente superando i controlli sulle nuove vetture ad effetto suolo. La Mercedes deve rimboccarsi le maniche e sperare di recuperare sugli avversari a suon di aggiornamenti tecnici, nella consapevolezza che a Maranello ed a Milton Keynes non staranno fermi ad attendere.

La Red Bull spaventa tutti per via di un grosso aggiornamento che arriverà ad Imola, volto a ridurre il peso della RB18. Tante parti saranno alleggerite, per una spesa di circa due milioni di euro totale. Il vantaggio dovrebbe attestarsi attorno ai due decimi al giro, un guadagno di tempo non indifferente in un mondo come quello della F1. Anche la Ferrari arriverà con degli aggiornamenti nel GP di casa, mentre le due vetture di punta resteranno uguali alle prime due gare in Australia in questo fine settimana.